Finanziamenti a tasso zero per le imprese esportatrici colpite dal conflitto in Ucraina

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Negli ultimi tempi, con lo strumento del PNRR e con i numerosi finanziamenti offerti per il tramite del MiSE, l’attenzione è stata principalmente rivolta alle procedure di accesso a incentivi & Co. Negli ultimi sei mesi, in particolare, il Governo ha mobilitato importanti fondi, a valere sul Piano Nazionale, ma anche provenienti dalla Legge di Bilancio. Questo modus operandi ha sicuramente rappresentato un forte sostegno per le imprese. Ha dato loro la possibilità di crescere, innovarsi e contribuire al miglioramento di tutto l’ambiente economico nazionale.

Tuttavia, alla luce dei recenti eventi geopolitici, si è reso necessario prevedere un sostegno anche verso un’altra categoria di imprese. Sono quelle che esportano ad Est e che stanno subendo un danno economico dal conflitto russo-ucraino. Cosa ne è di tutti gli accordi in fieri, degli ordini, dei pagamenti e, soprattutto, della progettualità imprenditoriale?

Si contano e si prevedono forti conseguenze economiche per le imprese che esportano verso questi mercati. Pertanto il Governo, per il tramite di Simest, ha predisposto uno strumento di sostegno che, almeno in parte, potrà tamponare le loro perdite.

Le imprese italiane export-oriented

Il substrato imprenditoriale italiano è composto da una moltitudine di imprese che, oltre a produrre per il mercato interno, vendono anche all’estero. Hanno una forte tradizione export che si consolida sempre più, nel corso degli anni.

Le imprese italiane che fanno (rectius: facevano?) affari con Mosca sono oltre 15mila. Il 2% dell’export italiano è destinato alla Russia, con un valore che nel 2021 ha quasi raggiunto i 7,7 miliardi di euro, di cui i macchinari rappresentano la prima voce delle vendite (fonte Istat).

Allo stesso modo, seppur con valori inferiori, anche le esportazioni in Ucraina nel 2021 hanno segnato cifre importanti, ammontando a quasi 2 miliardi di euro. Hanno superato nettamente i valori del precedente biennio. Anche in Ucraina l’Italia esporta principalmente macchinari e apparecchiature.

Infine, la Bielorussia, appendice della Federazione madre: qui nel 2021 l’Italia ha esportato circa 410 milioni di beni, di cui 165 in macchinari.

La contrazione export del 2022

Sempre secondo i dati Istat, nel primo trimestre 2022 i valori dell’export, verso le tre aree geografiche, si sono nettamente contratti rispetto al medesimo periodo del 2021, sebbene il trend export abbia subito un freno solo da fine febbraio. I valori del secondo trimestre 2022 non sono ancora noti, ma il crollo preventivato sarà forte.

Le imprese italiane che vendono in Russia, Bielorussia e Ucraina affronteranno un danno non indifferente dalla situazione geopolitica e dalla crisi paneuropea. Stanno, di fatto, subendo una contrazione del fatturato per una condizione esterna non a loro stesse imputabile.

Il Governo ha quindi deciso di offrire uno strumento di sostegno, per il tramite di Simest, attraverso un nuovo finanziamento a tasso zero, con un possibile co-finanziamento a fondo perduto.

Finanziamento Simest: le imprese destinatarie

Possono richiedere il finanziamento le imprese italiane esportatrici in Ucraina, Federazione Russa o Bielorussiapmi e Mid Cap costituite in forma di società di capitali. Devono essere iscritte al Registro delle Imprese da almeno 3 anni, con relativi depositi di bilancio.

È fondamentale il requisito del fatturato export medio. Nel triennio 2019-2021 questo dovrà risultare derivante da esportazioni dirette verso Ucraina, Federazione Russa e/o Bielorussia per almeno il 20% rispetto al fatturato totale del triennio. Il dato non potrà essere autocertificato, né dedotto dalla presentazione dei bilanci. Dovrà essere asseverato da un soggetto iscritto al Registro dei Revisori Contabili tenuto dal MEF.

Inoltre, sarà necessario un riscontro oggettivo di contrazione delle operazioni export. Al termine dell’esercizio 2022, per le operazioni verso le tre aree geografiche, dovrà risultare un calo di fatturato pari almeno al 20% del fatturato medio, realizzato nel precedente triennio.

L’agevolazione per le imprese in difficoltà

Per mantenere e salvaguardare la competitività, sui mercati internazionali, delle imprese esportatrici colpite dalla crisi russo-ucraina, il Governo offre la possibilità di richiedere un finanziamento a tasso zero, con una eventuale quota a fondo perduto. La durata non può superare i 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

La misura agevolativa segue il regime “de minimis”, mentre per il co-finanziamento a fondo perduto si fa riferimento al regime di Temporary Crisis Framework.

L’importo massimo finanziabile non può superare i 1.500.000 euro, funzionalmente però alla classe di scoring. In tutti i casi non potrà essere superiore al 25% dei ricavi medi risultati dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dall’impresa. La quota massima di co-finanziamento, concessa a fondo perduto, non potrà superare il 40% del totale finanziato, con un limite di 400mila euro.

Le spese ammesse dal finanziamento Simest

Con il finanziamento, l’impresa potrà effettuare una serie di investimenti previsti dalla stessa Circolare Simest. Sono ammesse le spese per la per la realizzazione di investimenti produttivi, tra cui:

  • l’acquisto di macchinari e apparecchiature a uso produttivo;
  • impianti e beni strumentali o potenziamento /riconversione di beni produttivi e strumentali esistenti;
  • tecnologie hardware e software e digitali in genere, incluso il potenziamento o riconversione di tecnologie esistenti;
  • spese per la realizzazione di una nuova struttura commerciale, anche temporanea, o per il potenziamento di una struttura esistente in un Paese estero alternativo a Ucraina, Federazione Russia e/o Bielorussia;
  • spese per consulenze e studi volti all’individuazione di mercati esteri alternativi;
  • spese promozionali e per eventi internazionali in Italia e all’estero finalizzati all’individuazione di mercati esteri alternativi;
  • spese per certificazioni e/o omologazioni di prodotto, registrazione di marchi, brevetti, ecc. in mercati esteri alternativi.

Ogni voce di spesa, per poter essere valida, andrà sostenuta solo in seguito alla ricezione dell’esito della domanda.

Come richiedere il finanziamento Simest

In fase di compilazione della domanda, bisognerà indicare il fatturato estero dei precedenti tre anni, verso le tre geografie. Sarà altresì necessario allegare l’asseverazione da parte del revisore MEF.

Andrà, poi, dichiarata una previsione di calo del fatturato estero, a livello aggregato verso Ucraina, Federazione Russa e/o la Bielorussia. Questo valore, al termine dell’esercizio 2022, dovrà risultare complessivamente pari o superiore al 20% del fatturato medio estero realizzato verso gli stessi Paesi, nei precedenti tre anni.

Entro il 31 dicembre 2023, poi, andrà attestato effettivamente il calo di fatturato, per l’esercizio 2022, mediante dichiarazione e asseverazione da parte di un revisore contabile iscritto al Registro MEF.

La presentazione della domanda

Ogni impresa può presentare una sola domanda di finanziamento per la presente misura agevolativa. Dalle ore 9:00 del prossimo 12 luglio, accedendo al Portale Simest, sarà possibile procedere con la presentazione della richiesta di finanziamento.

È necessario acquisire una posizione nella coda virtuale. Una volta arrivato il proprio turno, bisognerà compilare le parti entro un tempo massimo, oltre il quale sarà necessario nuovamente accedere al meccanismo di coda.

C’è tempo fino alle ore 18:00 del 31 ottobre 2022, ma lo sportello potrebbe essere chiuso anticipatamente per esaurimento delle risorse disponibili. Una volta presentata la domanda, bisognerà attendere la delibera di Simest, di seguito all’istruttoria.