Con la “plastic tax” in vigore da luglio è allarme per l’industria italiana

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Secondo quanto riportato dall’associazione Unionplast, non è attualmente in discussione alla Camera l’ulteriore proroga all’entrata in vigore della “plastic tax” preannunciata nel Decreto Milleproroghe

Il presidente di Unionplast e vicepresidente di Federazione Gomma Plastica, Marco Bergaglio

“Dopo la complessa “discussione” europea sul Regolamento Imballaggi e Rifiuti da Imballaggio, sta per calare un’altra scure sulla nostra industria: un comparto di peso nel panorama industriale italiano in virtù dei suoi 50 mila addetti diretti e 13 miliardi di euro di fatturato”, ha commentato il presidente di Unionplast e vicepresidente di Federazione Gomma Plastica, Marco Bergaglio, auspicando un intervento del Governo e del Parlamento. “Si rischia d’innestare un pericoloso effetto domino, perché l’applicazione della “plastic tax” dal primo luglio andrebbe a impattare negativamente su numerose filiere industriali, quali quella agricola, quella alimentare, quella cosmetica, solo per citarne alcune tra le più rilevanti, dove gli imballaggi in plastica sono fondamentali per la produzione e il business. Si intervenga una volta per tutte abrogando una tassa inutile, consentendo al comparto una programmazione adeguata e sgombrando le nubi che si addensano sul settore”.

Va ricordato che la “plastic tax” è un’imposta che grava sul consumo di manufatti in plastica con singolo impiego (Macsi), quindi si applica a ciascun bene prodotto che rientri nella categoria degli articoli in plastica monouso. Introdotta nell’ordinamento italiano dalla legge n. 160 del 27 dicembre 2019, la sua applicazione è stata più volte rimandata. Infatti, la legge n. 197 del 29 dicembre 2022 (Legge di bilancio 2023) aveva prorogato l’entrata in vigore della “plastic tax” al primo gennaio 2024. E poi, lo scorso 16 ottobre, con la Legge di Bilancio 2024, il Consiglio dei Ministri aveva nuovamente rinviato l’entrata in vigore al primo luglio 2024.

“Una tassa non accompagnata da valutazione d’impatto”

La filiera italiana del riciclo rappresenta un’eccellenza a livello europeo (foto: B for Pet)

“Sugli operatori”, ha aggiunto Marco Bergaglio, “graverà un rischio sanzionatorio del tutto spropositato in relazione al gettito, mettendo a rischio l’accesso al credito di un intero settore. Rimane di fondo l’impronta ideologica dell’introduzione di questa tassa, che non è stata accompagnata da una valutazione d’impatto che ne provi in modo scientifico la sua utilità ambientale, anche perché non prevede in alcun modo che il gettito sia usato per finalità ambientali, ad esempio per potenziare la raccolta e il riciclo degli imballaggi tassati”.

La filiera italiana del riciclo rappresenta infatti un’eccellenza a livello europeo: nel 2022 sono state risparmiate 523789 tonnellate di materia prima vergine (l’equivalente necessario a produrre 11 miliardi di flaconi per detersivi da 1 litro) ed evitate 885406 tonnellate di emissioni di CO₂ (dati Corepla). 

Chiediamo che ci sia un’inversione di rotta sulla politica ambientale che la “plastic tax” rappresenta, ovvero una misura unicamente sottrattiva, con nessun beneficio per l’economia circolare e che rischia di avere serie ricadute dal punto di vista occupazionale”, ha concluso il presidente di Unionplast.


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