Massimiliano Caldara di Caldara Plast: “L’occasione per progettare un futuro più sostenibile”

Massimiliano Caldara, titolare di Caldara Plast

Dopo un inizio di 2020 molto positivo, l’arrivo del Covid ha progressivamente rallentato l’attività, che si è comunque mantenuta sostenuta fino a marzo, perché il timore che l’Italia si fermasse ha spinto molti clienti esteri ad accelerare ordini e richieste di consegna. Nei mesi successivi non ci siamo fermati. Abbiamo continuato a lavorare, anche se con un turno in meno, sia per il settore compound, producendo soprattutto per rifornire le scorte a magazzino, sia per la divisione dedicata al recupero, che dopo la stretta all’importazione di rifiuti operata dalla Cina è più che mai impegnata visto il surplus di materiale disponibile in Europa. Il maggiore tempo a disposizione durante i mesi successivi ci ha consentito di dedicare grande attenzione alla riorganizzazione dell’azienda, focalizzandoci soprattutto sullo sviluppo di nuovi compound della linea “Caldara 2nd Life” certificati Plastica Seconda Vita, favorito anche dall’installazione di una nuova linea di estrusione da laboratorio – avvenuta appena prima dell’emergenza sanitaria – dedicata alla ricerca, attività che dovrà sempre più diventare il nostro valore aggiunto. Questa linea, inoltre, ci consentirà di effettuare prove e sperimentazioni utili ad accelerare i processi di certificazione dei nostri compound e di testare prodotti particolari e innovativi. Continua nonostante il rallentamento, l’attività di Planet Bioplastics, la start up per lo sviluppo di nuovi biopolimeri nata in collaborazione con i laboratori del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa. In generale, credo di poter affermare che nel contesto delle iniziative per favorire la ripresa economica il settore delle plastiche rigenerate si troverà al centro dell’attenzione, nonostante oggi il picco negativo sui costi delle materie prime possa temporaneamente penalizzarci. Servirà quindi maggiore chiarezza su normative che ne regolano l’utilizzo.

Negli ultimi anni la richiesta di plastiche green – post industrial, post consumo e biopolimeri – è aumentata, trainata da un crescente bisogno di sostenibilità ambientale e non credo che la pandemia possa arrestare questa tendenza. Certamente oggi le priorità sono altre: è necessario supportare l’economia, tutelare l’occupazione e promuovere la ripresa dei consumi per consentire alle aziende di lavorare e continuare a crescere. È pur vero, però, che nonostante il blocco che progressivamente ha coinvolto tutto il mondo, da giugno si è assistito ai primi timidi segnali di ripresa. La mia convinzione è che, una volta usciti da questo periodo negativo, il nostro settore debba continuare su una strada che consenta di puntare a un futuro sempre più green e sostenibile.

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