Ludovic Tonnerre di Domo Chemicals: “Quotazioni ai massimi storici”

Come molti altri tecnopolimeri, anche il segmento delle poliammidi sta affrontando un contesto estremamente complesso: una domanda consistente e continua in tutti i mercati, unita a limitate capacità lungo la catena del valore e forti rincari e tensioni nei trasporti via mare e su strada. Ma la tutela delle forniture resta l’obiettivo primario di Ludovic Tonnerre, Global Business Unit Manager Engineered Materials di Domo Chemicals.

Ritiene che un anno fa shortage e aumenti fossero prevedibili?
All’inizio della pandemia tutti si aspettavano un declino e un arresto delle attività industriali, come poi si è verificato. Nel caso delle poliammidi, però, l’andamento ha registrato una dinamica più lenta, che si è aggravata in seguito a numerosi incidenti che hanno colpito duramente la catena del valore sia del nylon 6 sia del nylon 66, ma anche alla riduzione della produzione di carburanti durante il periodo pandemico che ha influito sulla disponibilità dei derivati, come il benzene.

Per Domo, invece, quali fattori hanno determinato la crescita della domanda?
Il successo di molti progetti di metal replacement nel settore automobilistico e le vendite di beni di consumo – come elettrodomestici e arredamento – che nel periodo della pandemia hanno registrato un’impennata hanno indubbiamente trainato gli ordini di nylon. Ritengo, però, che il persistere di una domanda così importante sia guidato principalmente dalla necessità di riportare le scorte ai livelli pre Covid.

Può illustrarci l’evoluzione della situazione dal vostro punto di vista?
La richiesta dei nostri prodotti si è mantenuta insolitamente sostenuta a partire dall’estate dell’anno scorso, mettendo sotto pressione l’approvvigionamento delle materie prime e il loro costo. La situazione non riguarda solo i chemicals di base, come adiponitrile, acido adipico e caprolattame, fondamentali per la nostra produzione, ma anche additivi e fibra di vetro.
Il rialzo dei prezzi è un’ovvia conseguenza di tutti questi fenomeni: a partire dagli ultimi mesi del 2020 si sono registrati aumenti crescenti e costanti, con quotazioni che hanno raggiunto gli attuali massimi storici per la poliammide 66 come per la poliammide 6.

Come avete reagito?
Nonostante i nostri continui sforzi per far fronte a questa domanda insolita, vista la scarsa disponibilità di materie prime e i disagi nella logistica, siamo stati costretti a prolungare drammaticamente i tempi di consegna per alcuni prodotti. I problemi di trasporto, principalmente dall’Asia, sono stati e sono tuttora un aspetto importante di questa situazione.

Oggi stiamo gestendo una fase davvero critica per molte materie prime e stiamo lavorando proattivamente per mitigare le carenze, non solo di polimeri di base, ma anche di additivi chiave, come ad esempio le fibre di vetro specialiLudovic Tonnerre

Per quanto riguarda i polimeri di base dei nostri compound, non prevediamo problemi per gli ordini finora confermati. Un risultato non scontato, per il quale dobbiamo ringraziare i responsabili di tutte le funzioni – dall’ufficio acquisti alla gestione degli ordini, al customer service fino alla logistica – che hanno saputo agire con la tempestività necessaria per garantire la continuità di fornitura ai nostri clienti.

A vostro parere quando si tornerà alla normalità?
Durante la nostra recente partecipazione alla fiera Chinaplas di Shenzhen, abbiamo avuto l’impressione che la situazione nel quadrante asiatico stia tornando alla normalità.
Non vediamo tuttavia segnali di allentamento in Europa nel brevissimo periodo; speriamo che si possa tornare a una situazione più stabile nel corso dell’anno, ma le incertezze rimangono. La continuità del business e la garanzia di fornitura rimangono le nostre priorità, anche se le condizioni del mercato dei tecnopolimeri continuano e continueranno a rimanere tese. La forte volatilità del mercato attuale, del resto, non permette di formulare previsioni attendibili.

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