Il mercato italiano del PVC conferma una fase di sostanziale tenuta

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Il mercato italiano del PVC ha chiuso il 2025 con consumi complessivi pari a 542 mila tonnellate trasformate, registrando una lieve crescita dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Un risultato che conferma la sostanziale tenuta del materiale in un mercato, quello delle termoplastiche vergini, che perde lo 0,2% sul 2024 e in un contesto economico generale ancora caratterizzato da domanda selettiva, pressioni sui costi e rallentamento di alcuni settori chiave.

Questi sono alcuni dei dati provenienti dalla ricerca “Il consumo di PVC in Italia”, realizzata da Plastic Consult per conto di PVC Forum Italia / VinylPlus Italia.

PVC rigido e plastificato, export e applicazioni principali

Tab. 1 – Consumo di PVC in Italia nel 2025, suddiviso per settore applicativo (fonte: Plastic Consult per PVC Forum Italia)

Il consumo di PVC rigido si attesta sulle 276 mila tonnellate, pari al 51% del consumo totale, in lieve calo rispetto al 2024. L’estrusione di tubi e profili resta la principale tecnologia di trasformazione. In crescita del 2,6% il PVC plastificato, che chiude a 266 mila tonnellate (49%), spinto da estrusione tubi/profili e rivestimento cavi.

Le quote di export dei principali manufatti in PVC rigido risultano complessivamente stabili. Rimangono elevate per calandratura (imballaggio) e tubi in pressione, rispettivamente al 55% e 51% della produzione; tubi non in pressione e compound si confermano su livelli pari al 29% e 32%. Nel PVC plastificato, le esportazioni mantengono una quota rilevante, soprattutto nel segmento di tubi e profili, dove salgono al 59%. Film/foglia e compound si attestano rispettivamente al 36% e 30%.

L’edilizia continua a rappresentare il principale sbocco applicativo del PVC in Italia, assorbendo circa il 38% dei consumi nazionali, pari a 205600 tonnellate. Il dato evidenzia una resilienza superiore a quella mostrata dal comparto delle costruzioni nel suo complesso, pur all’interno di uno scenario di mercato non particolarmente dinamico.

Seguono le “altre applicazioni” con il 29%, nelle quali confluiscono: articoli medicali (in crescita), impieghi tecnici, agricoltura e compound destinato all’export. A fine “classifica” si collocano: cavi e materiale elettrico (12%); imballaggio (8%); beni di consumo/arredo/tempo libero (8%) e cartotecnica (4%).

Focus serramenti: profili secondari e complementari

Nel 2025 i volumi di profili finestra si sono attestati sulle 67500 tonnellate (comprendendo profili prodotti e venduti in Italia, profili importati e finestre importate), registrando una contrazione di oltre il 10%, che ha coinvolto sia la produzione nazionale che la quota di importazione.

Le ristrutturazioni continuano a rappresentare oltre l’80% della domanda, ma risultano ancora penalizzate dalla progressiva riduzione dei bonus edilizi.

Nonostante la flessione dei volumi, il serramento in PVC mantiene una posizione competitiva grazie alle proprie caratteristiche di efficienza energetica, durabilità e convenienza economica, con il segmento delle finestre bianche che rappresenta circa il 55% del mercato. I pellicolati reggono principalmente nel livello medio-alto di gamma.

Focus tubazioni

Lo scorso anno il comparto dei tubi ha mostrato una sostanziale stabilità, con una crescita a livello complessivo di circa l’1% sostenuta soprattutto dagli investimenti infrastrutturali e dalle esigenze di rinnovo delle reti. Le applicazioni in PVC per tubazioni hanno raggiunto circa 75200 tonnellate (corrispondenti al 40% del mercato totale dei tubi in materie plastiche), mantenendosi sui livelli dell’anno precedente.

In particolare, il PVC continua a occupare una posizione di leadership nelle reti fognarie (29400 t) e negli scarichi civili (29600 t), dove conserva quote di mercato superiori o nettamente prevalenti rispetto ai materiali concorrenti. Si attesta intorno al 22% nei tubi a pressione, con 16200 tonnellate, il 51% delle quali destinate all’export.

Prospettive sul breve periodo

Per il 2026, PVC Forum Italia si attende un recupero possibile, ma limitato del mercato del PVC. La domanda potrà beneficiare degli investimenti infrastrutturali, dei requisiti ambientali e della crescente attenzione a durabilità e prestazioni dei materiali.

Possibili elementi frenanti potrebbero essere rappresentati da una domanda finale ancora debole e dalla volatilità dei costi, soprattutto di quelli energetici. Cresce il peso dei criteri ambientali negli appalti pubblici, con maggior rilievo al contenuto di riciclato e alla conformità documentale, purché siano garantite qualità e continuità dell’offerta.

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