Il marine litter si ricicla in mare

I ricercatori del Cnr-Ias stanno testando una tecnologia per la conversione termochimica delle plastiche disperse in mare

Perché non recuperare i rifiuti plastici e le microplastiche presenti in mare per produrre combustibile o energia? Se lo sono chiesti anche i ricercatori italiani dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (Cnr-Ias), che nell’ambito del progetto CLAIM (Cleaning Marine Litter by Developing and Applying Innovative Methods) stanno testando la tecnologia di conversione termochimica sviluppata dalla società Iris, una Pmi innovativa con sede a Torino e specializzata nello sviluppo di tecnologie innovative per l’economia circolare. Il processo si basa su un reattore molto compatto, che può trovar posto su un’imbarcazione anche di stazza contenuta.

Con una capacità di trattamento giornaliera pari a 100 chilogrammi, l’unità è in grado di produrre da rifiuti plastici misti un syngas ricco di idrogeno (>40%) facilmente convertibile in energia elettrica. La tecnologia può anche essere utilizzata a terra per il trattamento di rifiuti non riciclabili, per il recupero di energia da scarti di lavorazione e di materie prime ed energia da matrici di rifiuto multimateriale. Le ricerche sono in una fase avanzata e i due partner del progetto ritengono di poter sfruttare commercialmente il processo già a partire dal 2021.

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