Evans Moulding Academy: la cultura della plastica

«La nostra Academy è nata quasi tre anni fa, quando Taplast, insieme ad alcune aziende leader nella filiera dello stampaggio a iniezione, ha concretizzato una collaborazione che già da anni ci vedeva affiancati nello sviluppo di progetti dedicati a nuovi impianti o per risolvere problemi di industrializzazione. Abbiamo condiviso l’idea di offrire un nuovo approccio alla formazione, al di fuori di quella dei tradizionali circuiti a pagamento. Una necessità rilevata da tempo, stimolata dalle richieste di tanti professionisti del settore, desiderosi di accrescere e approfondire le proprie competenze, ma che spesso, lavorando per piccole aziende poco strutturate, non ne hanno la possibilità o le risorse economiche. Credo sia stato soprattutto questo a convincerci a dare inizio all’avventura, mettendo a disposizione il know-how specifico di ciascuno, con l’unica condizione di offrire corsi con accesso libero e trasversale a chi opera sul nostro territorio. L’obiettivo è quello di accrescere l’esperienza e, attraverso le diverse attività, generare un circolo virtuoso di miglioramento della cultura dedicata allo stampaggio della plastica». Il presidente Paolo Santagiuliana, amministratore delegato di Taplast di Povolaro (Vicenza), specializzata nella produzione di dispenser, chiusure e flaconi per la cura della persona, prodotti per la casa e imballaggi alimentari, racconta a Plastix genesi, scopi e obiettivi di Evans Moulding Academy, costituita assieme a partner qualificati e presto diventata punto di riferimento in Veneto e oltre.

Quali sono stati i presupposti per l’ingresso dei diversi partner che hanno dato avvio all’iniziativa?
Per evitare, soprattutto nella fase iniziale, il sorgere di complessità legate alla presenza di diretti concorrenti, abbiamo scelto di raccogliere attorno all’iniziativa aziende che coprissero, con le loro specializzazioni, l’intera filiera produttiva. Abbiamo quindi raccolto l’adesione dei primi soci fondatori nelle realtà di GTV Italia, MB Conveyors, Piovan Group, Proplast, Sacme, Taplast, Thermoplay e TMI (distributore dei marchi Sumitomo SHI Demag e Tecnomatic), che si sono impegnate a garantire per le proprie competenze almeno due appuntamenti a semestre nella struttura che abbiamo messo a disposizione presso la nostra sede, allestendo uno spazio appositamente dedicato. È stato ricreato un reparto di stampaggio, comprensivo di presse a iniezione, sistemi di robotica, impianti per il trattamento del granulo, sistemi per la gestione dei canali caldi e tutto quello che serve per poter effettuare dimostrazioni dal vivo, in accompagnamento ai momenti formativi che avvengono in un’aula da trenta posti.

Tra gli obiettivi futuri c’è la collaborazione con il mondo accademico e l’attivazione di dottorati di ricerca su argomenti specificiPaolo Santagiuliana

Come è nata l’idea di allestire l’isola dimostrativa?
La generosità dei partner coinvolti si declina anche attraverso la qualità dei macchinari e delle attrezzature messe a disposizione, che sono rigorosamente di ultima generazione e costantemente aggiornate, permettendoci di effettuare dimostrazioni sempre legate all’attualità delle esigenze industriali. In questo modo, non è azzardato definire l’Academy anche un polo di ricerca e sviluppo. Le dimostrazioni sul campo diventano spesso occasione, per i soci ma anche per gli stampatori che lo richiedono, per testare prodotti e soluzioni. Normalmente si effettuano prove stampo, test su nuovi materiali o soluzioni di robotica innovative. L’obiettivo è creare cultura e in questo contesto lo spazio alla tecnologia e alle innovazioni è fondamentale.

Al ruolo formativo affiancate anche quello di service?
È successo e potrebbe di nuovo capitare, pur nel contesto no profit nel quale ci muoviamo, ma non caratterizzerà mai questo tipo di attività come esclusive o sistematiche. Ovviamente, rispettare la condizione preliminare di offrire conoscenza in modo gratuito non impedisce di organizzare demo e simulazioni anche su temi di interesse specifico di un nostro partner, che può sfruttare l’opportunità di contare su un’area fortemente integrata, comprensiva di un’impiantistica completa.

Come sono organizzati gli appuntamenti formativi?
La promozione avviene direttamente tramite i partner e grazie al circuito di contatti dell’Academy, che a ogni corso arricchisce la propria mailing list di partecipanti, ai quali successivamente vengono proposte nuove sessioni potenzialmente di loro interesse. Prima dell’arrivo dell’emergenza Covid il calendario prevedeva una media di due-tre corsi al mese, con ciascuno dei nove partner impegnato a garantirne quattro di propria competenza nel corso di un anno. Gli argomenti sono continuamente rinnovati, anche se non sono mancate richieste dirette degli interessati per ripetere o approfondire determinati corsi o argomenti. È stato il caso delle sessioni dedicate alla struttura della pressa a iniezione: un tema molto ampio, nel quale abbiamo modo di parlare della macchina a tutto tondo, dagli aspetti strutturali fino a formule innovative e fuori dai soliti schemi per impiegare nuovi materiali e processi, oppure delle linee guida alla scelta del miglior stampo possibile, con esperienze pratiche.

I corsi sono l’occasione per stimolare il dibattito e favorire la nascita di collaborazioni tra persone che condividono esperienzePaolo Santagiuliana

Altre tematiche che hanno raccolto particolari apprezzamenti?
In questi anni siamo stati in grado di proporre tematiche sempre interessanti. Ad esempio, hanno riscosso molto successo, in termini di partecipazione e gradimento, gli approfondimenti sulla struttura dei canali caldi, quelli sulla plastificazione, sulla corretta manutenzione, ma anche sulla robotica, come sulla programmazione, sul miglioramento dei sistemi di automazione così come sulle potenzialità legate all’acquisizione e all’analisi dei dati in ottica industria 4.0.

Qual è il target dei corsisti?
La partecipazione è stata davvero eterogenea, anche perché l’adesione è libera e non vincolata all’appartenenza a un’azienda o ad un’organizzazione, così come non è richiesta la provenienza diretta dal settore. Abbiamo ospitato disoccupati, ingegneri di processo, tecnologi con esperienza trentennale, manager. Il parterre si è progressivamente allargato grazie a un’offerta che ha compreso sessioni a tutti i livelli. Il valore aggiunto credo sia legato al fatto che ogni singolo appuntamento è tenuto da chi ha esperienza diretta sul tema proposto. In questo modo l’asticella culturale si alza, perché oggettivamente solo chi realizza a tempo pieno determinati prodotti può mettere a disposizione di tutti una piena conoscenza, assicurata dai nostri partner industriali di alto livello. Nel farlo, ognuno di noi si libera del ruolo aziendale, per vestire i panni dell’insegnante, parlando di ciò di cui si occupa quotidianamente. Si tratta di un punto fermo, per sgombrare il campo da una domanda che potrebbe sorgere spontanea: l’Academy non è il luogo per fare pubblicità ai propri prodotti o per proporre offerte commerciali. L’approfondimento e la spiegazione tecnologica di una macchina, di un’attrezzatura o di un processo permettono ai partecipanti di comprendere meglio quali caratteristiche siano necessarie per il loro lavoro, così come di riconoscere aspetti superflui o sorpassati, ed è messo nella condizione di porre domande pertinenti. Questo, per noi è vero trasferimento delle conoscenze, che ciascun corsista riceve gratuitamente e senza vincoli, utilizzando eventualmente quanto gli servisse per migliorare il proprio lavoro.

Pensate che l’Academy riuscirà a superare l’attuale dimensione territoriale?
Data la dimensione degli spazi e la disponibilità di tempo degli aderenti, che è ovviamente su base volontaria, per ora le iniziative sono rivolte soprattutto al Triveneto. Non nascondiamo che il progetto possa essere trasferito all’interno di spazi più grandi, dato il successo riscontrato, magari grazie al contributo dell’Associazione Industriali, con la quale sono in corso contatti, che avrebbe certamente la forza per estendere il modello anche in altre realtà.

L’Academy è nata da un’esigenza rilevata da tempo, stimolata dalle richieste di tanti professionisti del settore, desiderosi di accrescere e approfondire le proprie competenzePaolo Santagiuliana

Quali sono gli obiettivi futuri?
Nei piani vi è certamente il coinvolgimento del mondo accademico, immaginando uno spazio open house per la formazione universitaria. La presenza nella sede di Vicenza di un polo dell’università di Padova per ingegneri gestionali, in cui è attivo un corso di specializzazione sui materiali plastici coordinato dal prof. Giovanni Lucchetta, renderebbe estremamente interessante la possibilità di effettuare test in Academy. Siamo al lavoro per definire i parametri di un possibile accordo di collaborazione, che potrebbe portare anche all’attivazione di dottorati di ricerca dedicati a progetti specifici, che possano coinvolgere la rete delle aziende presenti sul territorio, così come in futuro non escludo che i nostri spazi possano essere messi a disposizione di altre aziende, che potrebbero utilizzarli per dimostrazioni o eventi.

L’emergenza Covid ha bloccato completamente l’attività?
Ovviamente abbiamo dovuto interrompere i corsi in presenza, sostituendoli con attività da remoto. Stiamo valutando l’opportunità di predisporre veri e propri corsi virtuali, anche molto specifici, utilizzando caschi, occhiali e materiali per rendere al massimo l’esperienza interattiva. L’obiettivo non è quello di riempire il calendario nei momenti in cui è impossibile utilizzare l’aula, ma scoprire se vi siano i requisiti tecnici per mettere in campo una nuova linea di corsi che per intensità e durata potranno rappresentare “pillole” di informazioni condensate ed efficaci, creando veri e propri tutorial che possano essere fruibili da un pubblico più vasto e per un arco temporale maggiore.

Al progetto ambizioso legato alla formazione virtuale si legherà la volontà di proseguire con la corsistica in aula, possibilmente aumentando la frequenza degli appuntamenti e rendendo il programma sempre più ricco e qualificato. Un altro percorso al quale teniamo particolarmente è, all’opposto, pensato per portare la formazione basilare sulla plastica direttamente nelle scuole: non solo negli istituti superiori con nozioni tecniche, ma anche presso elementari e medie. Vorremmo trasmettere un messaggio che porti al centro, senza pregiudizi, il ruolo della plastica, da troppo tempo screditata in qualsiasi ambito, spesso con informazioni distorte che la rappresentano come il principale nemico per l’ambiente. È uno dei nostri obiettivi per il futuro, perché siamo convinti di poter diffondere a tutti la cultura del nostro settore.

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