Arte e polimeri a Plast

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Esperienze a confronto in una visione interdisciplinare che coniuga ricerca, innovazione e ambiente.

di Ada Agosti

Le materie plastiche hanno da sempre tutte le carte in regola per essere utilizzate come strumento espressivo. Del rapporto fecondo tra arte e polimeri si è parlato a Plast 2026 (9-12 giugno, Rho Fiera Milano) durante la seconda edizione dell’incontro organizzato da Arte da mangiare mangiare Arte, MAF – Museo Acqua Franca e MAP – Museo Arte Plastica di Castiglione Olona, a cura di Monica Scardecchia.

“Lavorare i materiali plastici nell’industria, nell’artigianato, nella ricerca artistica vuol dire incontrare aspetti materici portatori di una grande visione, che non cessano mai di stupire perché i polimeri sono tanti e diversi e ciascuno ha un proprio linguaggio”, ha osservato Ornella Piluso, in arte topylabrys, fondatrice e direttore artistico dell’associazione culturale. “Nell’esperienza condotta con i 1300 artisti coinvolti negli eventi di Arte da mangiare, che quest’anno festeggia 30 anni di attività, abbiamo capito come alimentazione significhi anche conservazione, cura, ambiente, temi in cui si intrecciano il cibo, l’arte e la plastica”.

L’arredo al caffè e la seconda vita

Il caffè esausto di Starbucks colora e profuma gli arredi di Slide stampati in rotazionale con il compound Rekrill di Krillmat

L’intreccio tra cibo, arte, o meglio design, e plastica prende forma più squisitamente industriale nei progetti recenti che ha presentato durante la Milano Design Week 2026 (20-26 aprile).

“In collaborazione con la start-up Krillmat, abbiamo miscelato il caffè esausto fornito dalla catena Starbucks con una parte di plastica vergine per creare due compound Rekrill® di tonalità marrone”, ha spiegato Marco Colonna Romano, CEO di Slide. “1 kg di polimero contiene 300 grammi di caffè esausto essiccato, che regalano al materiale anche un piacevole aroma. Li abbiamo usati per produrre tramite stampaggio rotazionale il tavolino Ambrogio di Favaretto & Partners e le sedute Reborn di ecoBirdy, che sono stati esposti presso il loro store di Via Durini, a Milano. A questo primo progetto di comunicazione con Starbucks seguiranno altre iniziative: il marchio sta pensando di realizzare con questi materiali gli arredi dei suoi 3600 locali presenti nell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa)”.

“Nel mondo degli spazi contract, specialmente se dedicati agli eventi, c’è molto interesse per la sostenibilità e siamo in contatto con altre multinazionali che ugualmente vorrebbero riutilizzare i propri scarti di lavorazione di nocciole, vino, grano per produrre mobili e complementi”, ha proseguito Marco Colonna Romano. “Anche al Salone del Mobile (21-26 aprile 2026, Rho Fiera Milano) abbiamo deciso di proporre, anziché nuovi prodotti, nuovi colori realizzati con materiali plastici di seconda vita.

Il progetto Second Life, First Nature si articola in dieci concept ambientati in scenari di natura incontaminata ove dialogano arredi del nostro catalogo firmati da diversi designer: per esempio, in Atacama Desert, le poltrone Chubby di Marcel Wanders, i lettini Low Lita di Paola Navone e la lampada Dino a firma del nostro studio interno. La gamma cromatica include tre colori realizzati con bioplastica ricavata dalla canna da zucchero, un grigio ottenuto al 100% e altre tinte che contengono almeno il 40% di polimeri di riciclo post industriale provenienti dalla nostra manifattura. Il tema ‘second life’, introdotto gradualmente già da diversi anni, ha reso la plastica di seconda vita sempre più presente nella produzione”.

Una risorsa a 360 gradi: i musei d’impresa

“Dermocromia cinetica interattiva” di Claudio Gasparini, in metacrilato

La ricerca artistica porta alla luce le potenzialità estetiche dei materiali plastici che possono essere valorizzate nei prodotti di design e nella comunicazione dei valori d’impresa.

“Il MAP -Museo di Arte Plastica raccoglie una collezione di oltre 50 opere d’arte nate dall’attività del laboratorio Polimero Arte”, ha spiegato Andrea Prina, responsabile Ufficio Cultura del Comune di Castiglione Olona. Ideato da Franco Mazzucchelli, dal 1969 al 1973 mise a disposizione degli artisti materiali e tecnici per dare forma alle loro creazioni in plastica. L’azienda di famiglia, che oggi è diventata Mazzucchelli 1849, capì subito che la ricerca estetica su colori e trasparenze poteva essere convertita in oggetti di design. Nel museo creato nel 2004 sono esposte opere di Carla Accardi, Enrico Baj, Giacomo Balla e molti altri”.

Un’esperienza che intreccia arte e industria pronta a prendere vita in un museo d’impresa in vista dei 70 anni di attività è anche quella di Gobbetto. “L’intuizione di mio padre Giancarlo Gobbetto fu di estendere l’utilizzo della resina usata su barche e aerei all’edilizia industriale”, ha osservato Gianluca Gobbetto, partner e direttore tecnico dell’azienda.

“Il nostro brevetto Monosint, un materiale termoindurente con requisiti meccanici e di resistenza chimica che sono stati preziosi nei rivestimenti per gli stabilimenti Motta, Alemagna e Plasmon, dagli Anni Ottanta in poi è diventato protagonista di un trasferimento tecnologico all’edilizia residenziale, talora ricalcando la tecnica dello stucco antico. La resina ha un’alta qualità estetica, è duttile e protettiva: i nostri materiali sono stati usati, per esempio, da Gaetano Pesce per realizzare le sue sedie e per preservare l’installazione Montagna di sale di Mimmo Paladino (nella foto d’apertura, ndr), allestita in occasione della sua mostra a Milano del 2011”.

Tavole d’Arte

Le Tavole d’Arte esposte alla fiera Plast 2026: “Ero un’altra cosa” di topylabrys

I valori trasversali della ricerca e della cura sono essenziali per l’innovazione, che si nutre anche, per restare in tema di alimentazione, di inclusione. “La nostra associazione è nata solo 18 mesi fa e ha già percorso molta strada all’insegna della valorizzazione del ruolo delle donne nell’industria, intrecciando collaborazioni con realtà diverse”, ha ricordato la presidente di Women in Plastics Italy, Miriam Olivi.

“L’arte mette in discussione gli stereotipi di genere perché rende manifesti i cambiamenti in corso nella società e, attraverso la sua libertà di espressione, dà voce alla diversità. Continuiamo ad amare la plastica facendola resuscitare a sempre nuove vite e valorizziamo il ‘colore’ della presenza femminile anche nella nostra industria”.

Nella sezione Art & Plastics allestita nel padiglione 24 di Plast 2026 sono state esposte le Tavole d’Arte, format storico di Arte da mangiare mangiare Arte. Apparecchiate con le mappe stellate di Annalisa Mitrano, erano parti di librerie scartate dalla produzione di Slide che topylabrys trasforma in tavole accogliendo cibo nelle scanalature del pezzo. I flaconi di prodotti per la cura della persona diventano soggetto di natura morta per Carla Crosio.

Una tovaglia di catrame è metafora di morte per Matteo Lombardi. Diego Pasqualin propone una mela di paraffina. L’arte cinetica di Claudio Gasparini misura emozioni e razionalità. Ospite del MAP Museo Arte Plastica, Gianfranco Tassi evoca il marmo stratificando le texture di lastre di Rhodoid (acetato di cellulosa) di Mazzucchelli 1849.


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