Osservatorio Mecspe: 9 imprese su 10 integrano la sostenibilità nei modelli industriali

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Nell’industria manifatturiera italiana, la sostenibilità, intesa sempre più come efficienza produttiva oltre che come riduzione dell’impatto ambientale, è diventata un elemento strutturale delle strategie di crescita delle aziende italiane. Un orientamento che emerge chiaramente anche dall’ultimo Osservatorio Mecspe relativo al III quadrimestre 2025, realizzato in collaborazione con Nomisma e presentato in occasione dell’apertura della 24a edizione di Mecspe, la fiera di riferimento per il manifatturiero e le innovazioni per l’industria, organizzata da Senaf a BolognaFiere dal 4 al 6 marzo.

“Oggi la priorità per molte imprese manifatturiere è aumentare l’efficienza produttiva: ottimizzare i processi, ridurre sprechi e scarti, contenere i consumi energetici e rendere la fabbrica più reattiva”, dichiara Maruska Sabato, project manager di Mecspe. “È su queste leve che Mecspe Bologna concentra il proprio valore: portare soluzioni e tecnologie concrete, dall’automazione alla digitalizzazione, fino ai nuovi materiali e alle applicazioni additive, che aiutano le aziende a migliorare performance e competitività. In fiera, imprese, filiera e centri di competenza si incontrano per condividere casi reali e trasformare l’innovazione in risultati misurabili, perché l’efficienza è oggi il vero motore della crescita industriale”.

L’indagine è stata condotta da Nomisma nel periodo gennaio-febbraio 2026, su un campione di 391 aziende manifatturiere italiane e utilizzando il metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing).

Ottimizzazione dei processi, taglio dei consumi energetici e riduzione degli scarti guidano le strategie delle aziende

Maruska Sabato, project manager di Mecspe

Secondo l’Osservatorio, che in generale evidenzia come sette imprese su dieci dichiarino l’andamento della propria azienda coerente con gli obiettivi prefissati per l’anno, con un buon livello di soddisfazione, la sostenibilità è considerata parte integrante dei modelli industriali di quasi il 90% delle aziende del campione. Sono soprattutto gli ambiti della fonderia, della manifattura additiva e dell’alluminio a porre maggiore attenzione a questo tema, meno integrato nel settore plastica e metalli non ferrosi.

Ma come si traduce concretamente questa attenzione? Le azioni messe in campo dalle imprese toccano soprattutto l’operatività e la gestione delle risorse: sei imprese su dieci attuano una ottimizzazione dei processi produttivi (57%), mentre il 44% mira ad abbattere i propri consumi energetici. Non solo energia: una quota significativa, pari al 37%, interviene anche sulla riduzione degli scarti e sul recupero dei materiali, a conferma di un approccio sempre più orientato all’uso efficiente delle risorse. Restano invece più limitati, seppur presenti, gli investimenti in macchinari più efficienti (34%) e nella digitalizzazione per il monitoraggio e il controllo dei consumi (21%).

Non è un caso che alcuni dei principali trend del settore manifatturiero individuati dall’Osservatorio riguardino proprio l’implementazione di sistemi di automazione e robotica per l’efficienza produttiva (39%), l’applicazione di processi a basso impatto ambientale (24%) e la transizione energetica (23%). Il percorso verso una manifattura più sostenibile passa quindi da scelte che combinano miglioramento operativo, innovazione tecnologica e attenzione all’energia e ai materiali.

Le iniziative speciali di Mecspe su sostenibilità ed efficienza produttiva

Dal 4 al 6 marzo, la Piazza TMP è stata al centro del padiglione 36 (Eurostampi) di Mecspe

Sostenibilità e digitalizzazione erano al centro di Mecspe Bologna 2026 grazie a iniziative speciali e convegni dedicati come l’Arena Mecspe (vedi foto d’apertura, ndr), punto di riferimento per il confronto su temi strategici riguardanti il futuro dell’industria manifatturiera.

Lo spazio ospitava un programma articolato di conferenze, tavole rotonde e interventi a cura di esperti di rilievo nazionale e internazionale, offrendo approfondimenti e analisi su ambiti chiave quali appunto la digitalizzazione, la sostenibilità e le nuove evoluzioni della manifattura.

Tra le iniziative sul tema spiccava anche Piazza TMP (Associazione Italiana Tecnici Materie Plastiche), area che rappresentava e coinvolgeva stampisti, produttori di masterbatch e additivi, stampatori e aziende specializzate nel recupero e nel riciclo dei materiali.

In merito alla digitalizzazione e all’innovazione vanno poi ricordati il Villaggio AIdAM (Associazione italiana di automazione), area tecnologica in cui le 25 aziende associate hanno presentato le tecnologie e le applicazioni legate all’industria 5.0 per tutti i settori produttivi, e l’Arena Additive Manufacturing, spazio interamente dedicato alle tecnologie additive, pensato per offrire un’esperienza immersiva e ad alto contenuto tecnologico. Il programma prevedeva tavole rotonde, presentazioni tecniche e case study di successo a cura dei principali esperti del settore.

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