Tavolo Mimit: le proposte di modifica della filiera automotive al Pacchetto UE

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Decarbonizzare la mobilità da subito grazie a veicoli elettrici e veicoli alimentati a carburanti rinnovabili: una traiettoria che resta ambiziosa, ma che si deve calare nella complessità industriale ed economica dei tempi che stiamo vivendo.

Le richieste della filiera automotive italiana relativamente al Pacchetto automotive europeo, presentate in occasione del tavolo di lavoro convocato il 30 gennaio al MIMIT, sono razionali e pragmatiche: normare i carburanti rinnovabili nella regolamentazione sui veicoli in coerenza con tutta la legislazione europea; ridurre i target 2030 per i veicoli commerciali leggeri e i target 2035 sia per le auto che per i furgoni; riconoscere le peculiarità dei piccoli costruttori anche dopo il 2035; approvazione prioritaria della flessibilità su 5 anni per le multe ai costruttori di veicoli commerciali leggeri e pesanti.

Il presidente di Anfia, Roberto Vavassori

Nessuna retromarcia, solo un bilanciamento tra l’importanza di indirizzare e la capacità di legiferare riducendo le distanze tra le ambizioni politiche e le realtà quotidiane dei cittadini.

Sul piano nazionale, ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) riconosce l’importanza della focalizzazione delle risorse sul sostegno alle attività di ricerca e innovazione, con l’auspicio di poter rafforzare le collaborazioni congiunte dei fornitori con i costruttori sulle nuove traiettorie tecnologiche.

Secondo l’associazione sono importantissimi anche il sostegno pluriennale alle PMI per l’acquisto dei veicoli commerciali e gli incentivi ai cittadini per l’installazione delle infrastrutture di ricarica domestiche e condominiali e per il retrofit a gas delle autovetture.

La position paper completa di Anfia e le sue proposte sul Pacchetto automotive UE sono scaricabili qui. Attualmente la filiera produttiva automotive in Italia coinvolge 5451 imprese e 273000 addetti (diretti e indiretti): il 7,1% degli occupati del settore manifatturiero italiano. Produce 113,3 miliardi di euro di fatturato, pari al 9% del fatturato della manifattura in Italia e al 5,8% del PIL italiano.


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