La poliammide che si stampa in 3D resistente come il metallo

La polacca Finnotech Sp. z o.o., specializzata nella produzione di filamenti speciali per stampa 3D, ha scelto il Latamid 12 AM H2 K/05 di Lati per realizzare, mediante tecnica FFF, i supporti di un motore installato in un nuovo modello di skateboard elettrico. I requisiti di progetto imponevano resistenza meccanica innanzitutto, ma anche la capacità di ripartire la sollecitazione imposta dal motore elettrico alla trasmissione a cinghia grazie alla maggiore collaborazione di tutta la struttura. Nel caso di un materiale eccessivamente rigido le reazioni vincolari si sarebbero infatti potute concentrare in una regione limitata del supporto, portando al cedimento dei vincoli di aggancio del propulsore al telaio metallico.
Grazie a una scelta puntuale delle opportune percentuali di infill e orientamento di deposizione, le prestazioni del particolare stampato sono risultate ampiamente sufficienti a sostenere sia gli sforzi meccanici imposti dal motore, sia il peso dell’assieme, senza dar luogo a deformazioni o cedimenti a creep.

Il Latamid 12 AM H2 K/05 si basa su una formulazione poliammidica stabilizzata al calore, studiata per limitare al massimo l’assorbimento di umidità e garantire una ottimale processabilità sia in fase di estrusione del filamento che in deposizione di stampa. La tipologia e percentuale di fibra di carbonio lunga in essa contenuta è stata ingegnerizzata per consentire, nel contempo, ottime proprietà meccaniche e massima resilienza.

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Il materiale è stato sviluppato nel laboratorio LATI3Dlab, creato dal produttore di compound varesino – che vanta oltre 70 anni di esperienza dei tecnopolimeri tecnici – per soddisfare la crescente richiesta di materiali per stampa 3D. In pochi anni sono state messe a punto proposte strutturali rinforzate con fibra di vetro e carbonio, autoestinguenti, autolubrificanti, rilevabili al metal detector, elettricamente e termicamente conduttive e radioschermanti. Nel portafoglio prodotti del LATI3Dlab, oggi sono presenti circa trenta compound per additive manufacturing sviluppati non solo a partire dalle resine tradizionali del settore come PLA, PETg o ABS, ma anche PP, PA, sulfonati e, recentemente, anche PEEK e PPS modificati.

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