Dal 4 al 6 marzo 2026, Mecspe torna a BolognaFiere, confermandosi fiera di riferimento per l’industria manifatturiera italiana e punto d’incontro privilegiato tra tecnologie di produzione, filiere industriali e competenze. Organizzata da Senaf e giunta alla sua 24a edizione, la manifestazione riunirà oltre 2000 aziende espositrici italiane e internazionali, articolandosi in 13 saloni tematici, 15 iniziative speciali, ospitando 12 associazioni di categoria e con un programma strutturato di eventi e convegni pensato per accompagnare le imprese nei percorsi di innovazione tecnologica, formazione e trasformazione dei modelli produttivi.
L’edizione 2026 di Mecspe si muoverà sulle tre direttrici che caratterizzano da sempre la fiera, quali innovazione, formazione e sostenibilità, ospitando, in questa nuova edizione, il concetto di Fabbrica Relazionale: un nuovo modello di manifattura che interpreta l’innovazione come il risultato dell’interazione tra tecnologie avanzate, capitale umano e relazioni di filiera, superando una visione esclusivamente tecnologica della fabbrica.
Un’evoluzione che segna il passaggio da modelli produttivi rigidi e gerarchici a organizzazioni più flessibili, collaborative e capaci di apprendere, in cui persone, macchine e sistemi digitali cooperano in tempo reale.
I dati sull’industria manifatturiera e sull’IA

In uno scenario industriale sempre più complesso, caratterizzato da digitalizzazione diffusa, automazione e utilizzo intensivo dei dati, la competitività delle imprese dipende sempre più dalla capacità di integrare soluzioni tecnologiche con lo sviluppo delle competenze e con un dialogo strutturato tra mondo produttivo, accademico e ricerca.
Un tema particolarmente attuale, come emerge anche dai risultati dell’Osservatorio di Mecspe sull’industria manifatturiera relativo al II quadrimestre 2025 (indagine condotta da Nomisma su un campione di 350 aziende manifatturiere italiane), che evidenzia come l’IA stia suscitando sempre più interesse, con il 73% degli imprenditori che esprime fiducia nel suo impatto positivo sull’industria.
L’IA, infatti, viene sempre più percepita come un acceleratore dell’innovazione e uno strumento capace di semplificare e velocizzare i processi produttivi. Il 40% delle imprese ha già avviato applicazioni in ambiti come supervisione dei processi, assistenza clienti, pianificazione o controllo qualità, anche se solo una su quattro è riuscita finora a integrarla in modo continuativo.
Sono in linea con questi dati anche le rilevazioni di ASCOMUT (Associazione Italiana dei Costruttori e Distributori di Macchine Utensili, Utensileria e Attrezzature), che ha sviluppato l’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale, evidenziando come l’IA stia entrando nelle imprese non come semplice moda tecnologica, ma come leva operativa per migliorare efficienza, qualità dei processi e capacità di risposta al mercato.
Allo stesso tempo, emergono alcune criticità strutturali: il 52% delle aziende segnala la mancanza di casi d’uso chiari, mentre il 39% indica la carenza di competenze interne come uno dei principali ostacoli all’adozione dell’IA. Particolarmente significativo è anche il dato relativo alla formazione: solo il 13% delle imprese dichiara di aver avviato percorsi formativi strutturati sull’intelligenza artificiale.
Tecnologie avanzate, capitale umano e relazioni di filiera

In questo contesto, Mecspe si propone come promotore della Fabbrica Relazionale, valorizzando il ruolo degli espositori non solo come fornitori di soluzioni tecnologiche, ma come attori attivi nella costruzione di ecosistemi di competenze, capaci di mettere in connessione imprese, università e centri di ricerca. Le tecnologie presentate in fiera – dall’intelligenza artificiale all’automazione, dalla digitalizzazione dei processi ai modelli di fabbrica interconnessa – vengono così inserite in una visione più ampia, in cui l’innovazione è strettamente legata alle persone, all’organizzazione e alla capacità di governare il cambiamento.
Un approccio coerente con quanto sta emergendo nel settore manifatturiero, dove l’adozione efficace dell’innovazione passa sempre più da governance, sviluppo delle competenze e processi strutturati, oltre che dall’introduzione di nuovi strumenti tecnologici.
Particolare attenzione è dedicata al legame tra impresa e mondo accademico, elemento centrale della Fabbrica Relazionale e leva strategica per rispondere al fabbisogno di nuove competenze che oggi caratterizza il manifatturiero. In questo scenario si inserisce la partecipazione a Mecspe di NEOS, azienda specializzata nella riorganizzazione e nell’efficientamento dei processi industriali.
In particolare, l’azienda è impegnata in un progetto sviluppato in collaborazione con i professori Flavio Tonelli e Marco Mosca dell’Università di Genova, finalizzato a favorire il trasferimento di conoscenze tra ricerca e industria, la sperimentazione di soluzioni tecnologiche innovative e la formazione di competenze in grado di supportare l’evoluzione dei processi produttivi. All’interno di questo percorso si colloca anche lo sviluppo di Nicim AI, una piattaforma che interpreta la fabbrica come un ecosistema vivo e cognitivo, in cui persone, processi e intelligenza artificiale cooperano attraverso modelli di intelligenza distribuita, capaci di apprendere, adattarsi e reagire in tempo reale.
Un manifatturiero sempre più evoluto e consapevole

“La Fabbrica Relazionale rappresenta il passaggio da un’intelligenza che controlla a un’intelligenza che coopera. Con Nicim AI abbiamo voluto superare i modelli tradizionali di gestione della fabbrica, costruendo una piattaforma che non governa i processi in modo rigido, ma li orchestra, mettendo in relazione persone, dati e tecnologie”, afferma Paolo Campo, fondatore di Nicim. “È un approccio che valorizza l’intelligenza distribuita e la collaborazione tra esseri umani e sistemi digitali, trasformando la fabbrica in un organismo capace di apprendere, adattarsi e reagire in tempo reale. Un nuovo modo di pensare il manufacturing, più umano, più fluido e più vicino alle reali esigenze di chi lavora nei processi produttivi”.
Attraverso i suoi saloni tematici, le iniziative speciali e i numerosi momenti di confronto, Mecspe 2026 si configura come un vero e proprio ecosistema di connessioni, in cui tecnologia, formazione e relazioni diventano fattori abilitanti per la competitività industriale e per la crescita di un manifatturiero sempre più evoluto e consapevole.
“La Fabbrica Relazionale è un’innovazione che segna l’evoluzione del manifatturiero”, afferma Maruska Sabato, project manager di Mecspe. “L’innovazione tecnologica deve procedere di pari passo con lo sviluppo delle competenze e con la capacità delle imprese di costruire relazioni solide con il mondo accademico e con l’intera filiera. Mecspe vuole essere il luogo in cui queste connessioni prendono forma, offrendo alle aziende strumenti concreti per affrontare le sfide della trasformazione industriale”.
Con l’edizione 2026, Mecspe conferma il proprio ruolo di catalizzatore dell’innovazione manifatturiera, promuovendo un nuovo modello di fabbrica, sempre più connesso, collaborativo e orientato alle persone, in cui tecnologia e capitale umano crescono insieme.



