HolyGrail: selezione intelligente del packaging post consumo

Bertram Stern, Sustainability Manager in Arburg

La realizzazione di un ecosistema circolare comporta il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti nella catena del valore, dai riciclatori ai produttori di materiali, ai costruttori di macchine e tecnologie. Una sinergia che si basa su un approccio olistico alla sostenibilità, che impone alla leadership un cambiamento culturale e di governance per promuoverne gli obiettivi e che genera un forte impatto su tutte le funzioni aziendali. Per concretizzare il proprio impegno in questa direzione, il costruttore di presse a iniezione tedesco Arburg, nel 2019, ha lanciato arburgGREENworld, un programma basato sulla Win-Charta del Baden-Württemberg e sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. «Il nostro intento è perseguire una strategia coerente, che spazia dall’efficienza energetica a una migliore gestione delle risorse, al bilancio delle emissioni di anidride carbonica, alla digitalizzazione e alle partnership strategiche» afferma Bertram Stern, Sustainability Manager in Arburg (Lossburg, in Germania). «Un aspetto, quest’ultimo, decisamente importante perché, attraverso la collaborazione con stakeholder appartenenti a tutti i livelli della catena del valore, siamo riusciti a comprendere le criticità del processo di riciclo e quindi a compiere notevoli passi avanti nello sviluppo di soluzioni tecnologiche che potessero fornire un contributo alla loro soluzione».

Marcatura digitale per la selezione omogenea

«In particolare, ci siamo resi conto che per ottenere un compound da post consumo di qualità è fondamentale disporre di una materia prima di partenza di purezza elevata, e che quest’ultimo è proprio l’anello debole dell’intero processo» continua Bertram Stern. «Nasce da qui la nostra decisione di aderire al progetto HolyGrail, che aggrega oltre 85 realtà internazionali impegnate a esplorare il potenziale delle tecnologie digitali nella selezione e separazione omogenea degli imballaggi in monomateriale plastico».

Arburg, l’unico produttore di presse a iniezione tra i partner, nella fase pilota ha dimostrato l’efficacia delle filigrane digitali nella marcatura degli imballaggi. Nella filigrana, stampata sul packaging come un’etichetta IML, sono riportate informazioni su materiale e prodotto, sul suo utilizzo e indicazioni sullo smaltimento a fine vita, che vengono lette e interpretate da telecamere ad alta risoluzione integrate nelle attrezzature presenti nei centri di selezione dei rifiuti. Il costruttore di macchine presse tedesco è coinvolto in diversi gruppi di lavoro nell’ambito del progetto a livello europeo, che è stato lanciato nel settembre 2020 e dovrebbe essere completato nell’estate del 2022. Terminata la fase pilota, oggi il network sta lavorando per implementare il concetto a livello europeo, con l’obiettivo di sfruttare la tecnologia su larga scala, così da facilitare un riciclo intelligente ed economico. L’European Brands Association AIM sta coordinando le attività dalla sua sede di Bruxelles, in conformità con l’attuale legislazione UE. «La collaborazione con associazioni e partner prestigiosi tra cui Beiersdorf, Dow, Henkel, Nestlé e Sick stanno imprimendo un forte slancio al progetto, che speriamo riesca a progredire efficacemente» sottolinea Bertram Stern. Definito il concept dell’imballaggio, in primavera è partita la fase di test semi-industriale. «La legislazione UE prevede che entro il 2030 tutti i packaging in plastica debbano essere riutilizzabili, facilmente riciclabili o compostabili. E il target di trattamento dei rifiuti da imballaggio a fini di riciclo è stato fissato al 60%. L’imperativo, quindi, è farsi trovare pronti» conclude Stern.

Nella cavità dello stampo è inciso un CurveCode che imprime una filigrana digitale invisibile al consumatore finale

Che cos’è il passaporto digitale

Le filigrane digitali (digital watermarks) sono tag delle dimensioni di un francobollo applicate direttamente sulla superficie di un contenitore o in etichetta, invisibili ai consumatori. Il motivo della filigrana viene creato attraverso modifiche micro-topologiche del materiale di supporto e replicato per creare un grafico che ricorda un mosaico. Viene così creato un “passaporto digitale” in cui ogni piccolo frammento può fornire dati su produttore, materiale impiegato ed eventuale idoneità al contatto con alimenti. Informazioni che vengono lette e interpretate da telecamere ad alta risoluzione integrate nelle attrezzature presenti nei centri di selezione dei rifiuti. Le stesse informazioni possono essere lette dagli scanner presenti alle casse dei supermercati o visualizzate dai consumatori finali utilizzando una App su un dispositivo mobile (smartphone o tablet).

Filigrane sostenibili

A Fakuma 2021, Arburg ha presentato un ulteriore passo avanti dell’applicazione della tecnologia HolyGrail nello stampaggio di packaging a parete sottile. La macchina scelta era una Allrounder 1020 H ad azionamento ibrido, in versione packaging, con forza di chiusura di 600 tonnellate, equipaggiata con un gruppo di iniezione taglia 7000, unità di controllo Gestica e uno stampo 4+4 a due piani. In un tempo ciclo di cinque secondi, stampava quattro bicchieri completi di coperchio in polipropilene da riciclo chimico. Un sistema di automazione IML inseriva le etichette contenenti le filigrane digitali e – terminato il ciclo – prelevava i pezzi stampati e li depositava, impilati, su un nastro trasportatore.

La Allrounder 1020 H in versione packaging in mostra a Fakuma 2021

Oltre alla marcatura con filigrana HolyGrail, in fiera Arburg ha illustrato le potenzialità della tecnologia CurveCode di Filigrade attraverso lo stampaggio di un bicchiere in polipropilene ottenuto da riciclo chimico, del peso di 20 grammi, in un tempo ciclo di 15 secondi. La macchina, una Allrounder 270 S ad azionamento idraulico con forza di chiusura di 35 tonnellate, era equipaggiata con uno stampo a singola cavità nella quale era inciso un CurveCode che in fase di stampaggio imprimeva una filigrana digitale, invisibile al consumatore finale, sulle pareti del contenitore.

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