European Bioplastics difende i biobased

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Sul tema della lotta agli shopper si è espressa anche European Bioplastics, che rispetto alla posizione dell’associazione italiana, è meno rigida sulla compostabilità, anche perché rappresenta al suo interno anche i produttori di polimeri biobased non biodegradabili.

European Bioplastics sostiene l’applicazione di tasse sugli shopper prodotti con plastiche derivate dal petrolio, fino alla loro messa al bando, purché sia prevista una deroga per i sacchetti contenenti almeno il 50 per cento di materiali biobased, non necessariamente biodegradabili. Nei Paesi dove è prevista la raccolta differenziata dei rifiuti organici – per esempio l’Italia –, dovrebbero essere esentati anche i sacchetti per la raccolta dell’umido biodegradabili e compostabili, purché conformi agli standard UNI EN 13432 e contenenti almeno il 50 per cento di plastiche biobased.


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