Dall’elettroerosione agli elettrodi in grafite e rame per EDM

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Il mercato dell’elettroerosione continua a evolversi e la società LPA consolida il proprio posizionamento con una strategia di crescita mirata. Dopo l’acquisizione di R&D, nel 2025, nell’aprile di quest’anno l’azienda ha completato l’integrazione del ramo Atiur della storica realtà torinese Simu, rafforzando ulteriormente competenze e capacità nel settore EDM (Electrical Discharge Machining, ovvero l’elettroerosione).

Presente da oltre trent’anni sul mercato nazionale, LPA rappresenta oggi un punto di riferimento nell’elettroerosione e nella fornitura di soluzioni dedicate al mondo degli stampi. L’ingresso definitivo di R&D, già partecipata da oltre un decennio, consente di ampliare l’offerta attraverso la produzione conto terzi di elettrodi in grafite e rame, affiancata da lavorazioni meccaniche di precisione. La sinergia industriale tra le due realtà mira a offrire ai costruttori di stampi un partner unico per la progettazione e la realizzazione degli elettrodi, garantendo qualità costante, rapidità operativa e flessibilità produttiva.

Il reparto produttivo si basa su centri di fresatura Mikron HS a 5 assi, completamente robotizzati, operanti in ciclo continuo e integrati con sistemi avanzati di misura e controllo qualità. Ogni elettrodo viene verificato e collaudato prima della consegna, permettendo l’installazione diretta su macchine EDM a tuffo o sistemi robotizzati di cambio elettrodo, senza ulteriori operazioni interne.

Elettrodi singoli per gli stampi, ma anche produzioni in serie

Costruzione di elettrodi presso la società R&D di Marano Vicentino

Come sottolineano Maurizio Lobba e il socio Roberto Bonin: “L’EDM è profondamente cambiata dagli Anni Novanta a oggi. In LPA, R&D ha quindi sviluppato una produzione flessibile capace di rispondere sia alle esigenze di elettrodi singoli per stampi complessi sia a produzioni in serie per settori ad alta specializzazione, quali aerospaziale e power generation”.

In questo contesto la grafite si afferma come un materiale strategico per l’elettroerosione. Rispetto al rame presenta una densità circa cinque volte inferiore (1,8 g/cm³ contro 8,9 g/cm³): un decimetro cubo di grafite pesa circa 1,8 kg, mentre lo stesso volume in rame raggiunge gli 8,9 kg. La minore massa, unita all’elevata stabilità termica, consente una più agevole lavorazione, minori sollecitazioni sulle macchine utensili e una gestione più efficiente del processo produttivo.

Gli investimenti in tecnologie avanzate e nella formazione del personale permettono la realizzazione di elettrodi con geometrie complesse e tolleranze ristrette, riducendo i tempi complessivi di costruzione dello stampo. LPA, commercializzandole, dispone inoltre di un’ampia gamma di grafiti per elettroerosione e utilizza materiali certificati IBIDEN. Questo, per garantire soluzioni adatte a ogni applicazione, dalla sgrossatura alle finiture di alta precisione.

Grazie a un approccio trasversale, al servizio conto terzi e al supporto tecnico nella scelta dei materiali, LPA ed R&D si propongono oggi come partner tecnologico completo per il settore dell’elettroerosione. E con l’integrazione della torinese Atiur, LPA rafforza ulteriormente la propria presenza industriale, ampliando competenze e servizi e rispondendo in modo sempre più capillare alle esigenze dei diversi settori applicativi.


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