Dal 9 al 12 giugno, Fimic ha presentato alla fiera Plast 2026 di Milano le sue ultime innovazioni nel settore del riciclo di materie plastiche, confermando l’impegno di un’azienda che, da oltre sessant’anni, anticipa i tempi.
Fondata nel 1963 a Carmignano di Brenta (Padova), Fimic è oggi alla terza generazione imprenditoriale. I numeri raccontano una trasformazione radicale: quando, nel 2011, Erica Canaia prese la guida dell’azienda, il fatturato era di 700 mila euro e i dipendenti appena due; oggi Fimic conta 58 persone, ha chiuso il 2025 a 16,5 milioni di euro di ricavi (dai 15,5 milioni del 2024) e punta a raggiungere i 20 milioni nel 2026. L’organico è cresciuto del 55% negli ultimi tre anni, la produzione si attesta sulle 70-80 macchine all’anno.
Con 600 cambiafiltri e 450 ghigliottine installate nel mondo, il 75% del fatturato proviene dall’export (Europa in testa, poi Americhe e Asia, fino a Cile e Nuova Zelanda), a conferma di una vocazione internazionale costruita sul campo, referenza dopo referenza. Alle radici di questa storia c’è anche la visione strategica di Antonio Canaia, responsabile R&D, quando il riciclo della plastica non era ancora l’urgenza globale che è oggi: già nel 1996 brevettò il primo cambiafiltro a controflusso e nel 1997 il sistema a raschiamento.
Trasformare la sostenibilità in valore concreto

Quell’attitudine all’innovazione non si è mai fermata e a Plast 2026 l’azienda ha presentato in anteprima mondiale due nuove tecnologie di pompaggio (vedi foto d’apertura, ndr): la Recycling Melt Pump (RMP) e la Fimic Piston Pump (FPP), progettate per rispondere a una delle principali cause di inefficienza nel riciclo: l’instabilità di pressione.
La pompa RMP rappresenta un upgrade significativo rispetto alle soluzioni a ingranaggi tradizionali: garantisce output costante, flusso di materiale prevedibile e un controllo più preciso del processo di estrusione, con il vantaggio di un design modulare che permette la sostituzione del modulo ingranaggi senza rimuovere la pompa dalla linea: tempi di fermo ridotti, continuità produttiva garantita.
La pompa FPP, invece, affronta le condizioni più critiche: grazie al sistema a doppio cilindro con pistoni sincronizzati, assicura pressione continua e controllata anche con materiali eterogenei e ad alto tasso di contaminazione, raggiungendo elevati livelli di pressione senza compromettere la stabilità del processo.
Le due nuove pompe si affiancano alla consolidata tecnologia SPA a vite e alla gamma di cinque modelli di filtri automatici per il fuso, completando un portafoglio integrato e modulare di soluzioni pensato per i riciclatori di tutto il mondo.
«Crediamo che il futuro del riciclo appartenga alle aziende capaci di trasformare la sostenibilità in valore concreto. Da oltre sessant’anni Fimic lavora al fianco dei riciclatori per sviluppare tecnologie che aumentino efficienza, qualità e continuità produttiva, contribuendo a rendere il materiale riciclato sempre più competitivo rispetto al vergine. Le innovazioni presentate a Plast 2026 e il nuovo pay off “Where Circularity Works” esprimono la nostra visione: fare in modo che l’economia circolare non sia solo una necessità ambientale, ma una scelta industriale vincente e sostenibile nel lungo periodo», ha commentato Erica Canaia, CEO di Fimic.


