Primo maggio. PMI tra costi, competenze e sicurezza: le sfide del lavoro

Condividi

“Ancora di più in occasione della festa dei lavoratori, dobbiamo rimettere al centro l’impegno per un lavoro sicuro, qualificato e capace di generare valore per i territori”, ha dichiarato Luciana Ciceri, presidente dell’Associazione Piccole e Medie Industrie (API), in occasione delle celebrazioni per il primo maggio.

Il contesto resta complesso, tra tensioni geopolitiche, conflitti ancora aperti, mercati instabili e costi crescenti che continuano a mettere sotto pressione le PMI; lo sottolineano molti imprenditori associati ad API, che quest’anno celebra 80 anni di storia al fianco delle piccole e medie imprese manifatturiere.

Di fronte a questo scenario, le associate stanno ripensando le strategie di gestione della supply chain, intervenendo anche sulle politiche di approvvigionamento. Cresce il numero delle imprese che sta concentrando gli sforzi nell’area dell’Unione Europea, non solo come mercato di sbocco, ma soprattutto come bacino di fornitori più affidabili per ridurre il rischio di interruzioni o ritardi nelle consegne. Oltre il 20% delle imprese associate sta aprendo o valutando nuovi mercati, in particolare all’interno dell’Unione Europea.

Servono incentivi per le PMI e una cultura della prevenzione

Luciana Emanuela Ciceri, presidente dell’Associazione Piccole e Medie Industrie (API)

Resta comunque centrale la definizione di una politica industriale di medio-lungo periodo. Le PMI si trovano strette in una morsa che condiziona le loro scelte e ha ricadute dirette su lavoratori e famiglie. Oggi solo il 15% delle imprese associate ad API riesce a programmare nuovi investimenti strutturali. Per farlo servono norme certe e soprattutto condizioni che permettano alle aziende di crescere.

“Paghiamo le conseguenze di anni di mancato sostegno alla piccola industria. Un settore innovativo, sostenibile, attento al territorio e che dà lavoro a tantissime persone”, prosegue Luciana Ciceri. “A questo si affianca la difficoltà di inserire persone da valorizzare in percorsi professionali qualificati, elemento che incide anche sulla propensione a investire. Innovazione e sviluppo restano sulla carta se le imprese non riescono ad attrarre competenze.

In questo contesto la sicurezza sul lavoro, oltre al suo valore intrinseco, è un investimento strategico su continuità, reputazione e attrattività di impresa, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni. I dati degli infortuni sul lavoro denunciati all’INAIL nel 2025 ci richiamano a una responsabilità condivisa: le denunce complessive relative ai soli lavoratori sono salite a 516839 (+1,0%) rispetto all’anno precedente”.

“Non possiamo rassegnarci: l’obiettivo deve tendere a zero”, conclude la presidente di API. “Serve un confronto fattivo tra gli attori coinvolti e una cultura della prevenzione che entri sempre più nelle scelte organizzative e di governance”.

Ti potrebbero interessare