CNR e Federchimica si accordano per promuovere la ricerca nelle PMI

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Più di 1.000 ricercatori CNR disponibili alla collaborazione con le 1.350 imprese chimiche associate a Federchimica: una sinergia importante, grazie alla quale si potranno realizzare processi produttivi a miglior impatto ambientale, nuovi prodotti e soluzioni innovative lungo tutta la filiera della chimica, che impatta su oltre il 30% del PIL del nostro Paese.

Cesare Puccioni (Federchimica)
Cesare Puccioni (Federchimica)

Un accordo per favorire l’integrazione tra ricerca pubblica e privata
Con l’Accordo sottoscritto oggi, Luigi Nicolais, presidente del CNR (Consiglio Nazionale per le Ricerche) e Cesare Puccioni, presidente di Federchimica (Federazione nazionale dell’Industria chimica) hanno condiviso l’opportunità e la necessità di una maggiore integrazione tra ricerca pubblica e ricerca privata. L’iniziativa si inserisce nel più ampio Patto di Collaborazione che Confindustria e CNR hanno siglato nel 2013, e che ha già portato a 20 seminari sul territorio, con oltre 400 aziende di settori diversi, ai quali hanno fatto seguito circa 100 incontri di approfondimento per definire progetti congiunti. Anche in questo caso, l’obiettivo è consolidare e generare collegamenti di conoscenza e di collaborazione per lo sviluppo di progetti innovativi, di rilevanza per la competitività del settore chimico e di eccellenza per la ricerca pubblica in Italia.
L’industria chimica, grazie alla sua significativa presenza produttiva e di ricerca nella chimica di base e alla crescente specializzazione in comparti della chimica fine e della chimica delle specialità, è un interlocutore privilegiato per promuovere un’attività di ricerca strutturata, che comporti conoscenze scientifiche e tecnologiche elevate, quali quelle che il CNR è in grado di offrire.

Luigi Nicolais (Foto divulgare.cnr)
Luigi Nicolais (Foto divulgare.cnr)

Benefici anche per le PMI
In particolare, le 1.100 piccole e medie imprese chimiche operanti in Italia potranno beneficiare delle competenze scientifiche e tecniche del CNR, mettendo a punto programmi di interventi immediati (quali l’efficienza energetica, che in alcune esperienze già realizzate ha fatto ottenere un pay back inferiore a 12 mesi) e progetti di ricerca applicata, finanziabili dal Programma Horizon 2020, già per il periodo 2015–2016. L’Accordo rinnova e rafforza una collaborazione già esistente, che ha prodotto progetti di R&S già avviati e che hanno generato finanziamenti alle imprese per circa 30 milioni di euro, stanziati dal 7° Programma Quadro per la Ricerca in Europa per sostenere lo studio di nuovi materiali per l’efficienza energetica, nuove produzioni chimiche da risorse rinnovabili, recupero di terre rare da materiali elettrici e elettronici.

Più in dettaglio, CNR e Federchimica sottoscrivono il proprio impegno a:
• avvicinare le imprese al CNR, fornendo informazioni sulle competenze di ricerca dei Dipartimenti del Consiglio e coniugandone l’attività con le esigenze delle imprese. Federchimica si impegna perciò a individuare in dettaglio le aree emergenti di ricerca, in modo da facilitare il CNR nella selezione dei suoi progetti in corso.
• testare nell’industria chimica modelli contrattuali semplificati per favorire la collaborazione tra i ricercatori del CNR e le imprese, studiando nuove formule d’inserimento di giovani risorse altamente qualificate nelle aziende (ad esempio attraverso forme di Apprendistato di ricerca e figure specifiche come quella del ricercatore industriale).
• concentrare i lavori su alcuni progetti strategici, come, per esempio, il rilancio della Piattaforma Tecnologica per la Chimica Sostenibile (“SusChem Italy”), che coinvolge oltre 50 aziende che fanno ricerca in questo ambito. Le attività si concentreranno concretamente su temi di ricerca quali: la valorizzazione dei reflui industriali; la sostituzione di alcune sostanze per adempiere alle richieste normative del Regolamento europeo REACH; l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni. Inoltre, molte collaborazioni verteranno su alcune tematiche rilevanti per le imprese, in particolare la chimica delle formulazioni.

L’Accordo, che sarà reso operativo da una specifica task force mista impresa-CNR, avrà una durata iniziale di tre anni e potrà essere successivamente rinnovato.

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