WMF 2026: anticipare il cambiamento per rafforzare la competitività del manifatturiero

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Si è aperta il 22 ottobre a Palazzo Mezzanotte, Milano, la 14ª edizione del World Manufacturing Forum, l’appuntamento internazionale promosso dalla World Manufacturing Foundation e dedicato alle principali trasformazioni che stanno ridisegnando il futuro dell’industria manifatturiera, dal titolo: “Navigating the Future of Manufacturing: Trends Compass & Technology Radars”.

A Palazzo Mezzanotte si sono dati appuntamento esperti internazionali di politica strategica, leader industriali, ricercatori accademici e innovatori tecnologici per supportare la comunità manifatturiera globale nell’orientamento tra tendenze emergenti e opportunità tecnologiche. La due giorni vede la partecipazione di 400 aziende, 50 speaker internazionali e 10 filiere produttive, in un confronto che vede 48 nazionalità rappresentate.

Tra i partecipanti alla giornata inaugurale del WMF 2026 figuravano: Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, Diego Andreis, presidente della World Manufacturing Foundation, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano, Alessandro Fermi, assessore Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, e Marco Taisch, scientific chairman della Fondazione.

Al centro di questa prima giornata c’era la presentazione del World Manufacturing Report 2026, dedicato alle trasformazioni che stanno ridisegnando il futuro della manifattura.

I punti focali del World Manufacturing Report 2026

Alcuni dei partecipanti alla giornata inaugurale del WMF 2026 (da sinistra): Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, Marco Taisch, scientific chairman della World Manufacturing Foundation, Alessandro Fermi, assessore Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, e Diego Andreis, presidente della Fondazione

In un contesto in cui tensioni geopolitiche, cambiamento climatico, dinamiche demografiche e rapida diffusione dell’intelligenza artificiale si intrecciano, le imprese non possono più affidarsi a un’unica previsione del futuro. Hanno bisogno di strumenti per leggere il cambiamento in modo continuo e per decidere dove intervenire per primi.

Il Report ne propone due. La Bussola dei Trend mappa le forze geopolitiche, economiche, sociali, tecnologiche, normative e ambientali che stanno orientando catene di fornitura e sistemi produttivi. I Radar Tecnologici valutano invece cinque famiglie tecnologiche (wearable device e tecnologie centrate sulla persona; analisi dei dati industriali; digital twin, realtà aumentata e metaversi industriali; intelligenza artificiale agentica e cognitiva; robotica umanoide) secondo quattro dimensioni: prontezza industriale, impatto strategico, stadio attuale di adozione e tempo previsto per la diffusione di massa.

Particolare attenzione è dedicata all’intelligenza artificiale, tra aspettative di crescita e rischi legati a costi elevati e scarso valore aggiunto.

Bussola dei trend e analisi dei radar tecnologici

Un momento dell’intervento di Marco Taisch, scientific chairman della World Manufacturing Foundation

In merito ai trend, il dato principale è che resilienza, sostenibilità e centralità della persona non possono più essere trattate come una risposta alle crisi né come obiettivi discrezionali: devono diventare fattori alla base di ogni progetto di reti, stabilimenti e tecnologie, e vanno considerate prima che questi vengano definiti.

Sul piano della resilienza, il Report invita le imprese a conoscere le proprie dipendenze critiche anche oltre il primo livello di fornitura, dove si origina una parte rilevante delle interruzioni, e a costruire flessibilità negli impianti e nei prodotti.

A livello di sostenibilità, indica nella manifattura circolare e nella condivisione di dati interoperabili lungo il ciclo di vita, a partire dai passaporti digitali di prodotto, la strada per ridurre l’uso di risorse vergini.

Sul piano della persona, richiama la carenza di competenze, indicata dal World Economic Forum come principale ostacolo alla trasformazione in 52 delle 55 economie esaminate, e la necessità di mantenere un’effettiva supervisione umana sui sistemi automatizzati.

Dall’analisi dei radar emerge invece un risultato trasversale: la maturità tecnologica non si traduce automaticamente in adozione industriale. Gli ostacoli maggiori si collocano sempre più nelle interfacce tra tecnologia, dati, organizzazione e persone, e nella governance necessaria per adottare le innovazioni in condizioni di fiducia. Il percorso indicato è per questo graduale: scalare le tecnologie che già generano valore, sperimentare e validare con progetti pilota quelle emergenti, costruire i dati, gli standard e le competenze di cui tutte hanno bisogno.

IA, robotica umanoide e… raccomandazioni

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini

Dal Report emerge che oltre il 60% dei dirigenti del settore manifatturiero prevede di adottare agenti di intelligenza artificiale entro due anni, ma meno del 20% lo ha già fatto. Una nota di attenzione viene dall’analisi di Gartner (società internazionale di consulenza e ricerca in ambito IT), che stima in oltre il 40% i progetti agentici passibili di cancellazione entro la fine del 2027 per costi crescenti o apporto di poco valore aggiunto.

Sul versante della robotica umanoide, il mercato è entrato nella prima fase di commercializzazione, con stime comprese tra 13300 e 16000 unità nel 2025, per oltre l’80% in Cina, che saranno impiegate maggiormente negli ambienti produttivi esistenti più che in nuovi impianti completamente automatizzati.

Il Report si chiude con dieci raccomandazioni rivolte a imprese e istituzioni. Le prime cinque riguardano l’uso della Bussola dei Trend: osservare in modo sistematico l’ambiente esterno, coinvolgere stakeholder diversi nell’interpretazione dei trend, attribuire le priorità in coerenza con la strategia, tradurre i trend in iniziative con obiettivi e risorse ben definiti e rivedere periodicamente la Bussola.

Le altre cinque riguardano il Radar Tecnologico: monitorare con continuità le tecnologie emergenti, classificarle per l’incidenza di valore sulla produzione e prontezza nell’adozione, validarle con sperimentazioni e progetti pilota, istituire una governance tecnologica trasversale con responsabilità chiare e supervisione umana, e aggiornare il Radar con regolarità.

Un modello sempre più internazionale

“Il World Manufacturing Forum evolve verso un modello sempre più internazionale, mettendo in dialogo paesi con storie industriali e prospettive di sviluppo differenti”, ha sottolineato Diego Andreis

Aprendo la 14ª edizione del Forum, Diego Andreis, presidente della World Manufacturing Foundation ha dichiarato: «Il World Manufacturing Forum evolve verso un modello sempre più internazionale, mettendo in dialogo paesi con storie industriali e prospettive di sviluppo differenti.

In un contesto di rapida trasformazione tecnologica e grandi incertezze, la sfida è saper distinguere i cambiamenti strutturali dal clamore dell’innovazione, comprenderne le reali implicazioni e tradurli in scelte industriali consapevoli.

Il Forum offre proprio questa bussola: uno spazio di confronto globale per orientare il futuro della manifattura e costruire nuove opportunità di cooperazione».

«La Lombardia è la prima regione manifatturiera d’Europa e vuole continuare a esserlo investendo in innovazione, competenze e attrattività», ha affermato Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia.

«Vogliamo rendere l’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti strumenti concreti al servizio delle imprese, in particolare delle PMI.

“Abbiamo accolto con grande favore la disponibilità manifestata dal Governo di estendere la Zona Economica Speciale anche al Nord. Non vediamo l’ora di rendere operativa questa iniziativa”, ha annunciato Attilio Fontana

Con le Zone di Innovazione e Sviluppo mettiamo in rete ricerca, formazione, infrastrutture e investimenti, valorizzando le specializzazioni dei territori e rendendo l’ecosistema lombardo sempre più aperto e competitivo, capace di attrarre capitali e talenti e di accompagnare le filiere verso una crescita più solida, innovativa e sostenibile». 

«Abbiamo accolto con grande favore la disponibilità recentemente manifestata dal Governo di estendere la Zona Economica Speciale anche al Nord», ha aggiunto Fontana.

«Non vediamo l’ora di rendere operativa questa iniziativa che, siamo certi, permetterà alla Lombardia di correre ancora più veloce».

L’industria al centro, insieme a formazione, ricerca e innovazione

«Innovazione, alta diversificazione produttiva, propensione globale, centralità dei territori, collaborazione macroregionale: tutti questi elementi rendono la Lombardia il luogo ideale per diventare la piattaforma manifatturiera del futuro attraverso il proprio modello di sviluppo», ha detto Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia.

“Innovazione, alta diversificazione produttiva, propensione globale, centralità dei territori, collaborazione macroregionale: tutti questi elementi rendono la Lombardia il luogo ideale per diventare la piattaforma manifatturiera del futuro”, ha affermato Giuseppe Pasini

«Un modello che, per affrontare e vincere le sfide del presente e del futuro, necessita di una serie di leve strategiche di contesto: mix energetico a costi sostenibili, autonomia nella gestione dei fondi di coesione per valorizzare territori e filiere, accesso alle materie prime critiche, regole omogenee con i competitor internazionali, IA e tecnologie d’avanguardia. Confindustria Lombardia, con responsabilità e senso del dovere, offre una visione di futuro che mette l’industria al centro: se vogliamo evitare la deindustrializzazione forzata del continente europeo non c’è più tempo da perdere!»

«Il World Manufacturing Forum rappresenta un’occasione importante di confronto tra imprese, università e istituzioni su una delle sfide decisive per il futuro: orientare la trasformazione della manifattura in una fase di grande complessità tecnologica, industriale e sociale», ha sottolineato Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano.

«Il futuro non si naviga seguendo una sola rotta: richiede la capacità di leggere segnali diversi, connettere competenze, costruire alleanze. È in questa prospettiva che il Politecnico di Milano intende dare il proprio contributo: integrando formazione, ricerca e innovazione, per trasformare le tecnologie in competitività industriale, sviluppo sostenibile e valore per il Paese».

Un metodo per leggere l’incertezza del presente

“I risultati del WMF Report 2026 dicono questo ai manager e ai policy maker: la tecnologia, da sola, non basta. Le barriere stanno in dati, organizzazione, competenze e governance”, ha spiegato Marco Taisch

«Il World Manufacturing Forum nasce per produrre analisi di scenario che istituzioni e imprese possano adottare immediatamente, nell’ambito delle loro decisioni operative», ha concluso Marco Taisch, scientific chairman della World Manufacturing Foundation.

«Il WMF Report 2026, condiviso in concomitanza con l’evento, ha precisamente questa funzione: fornire un metodo che aiuti a leggere l’incertezza del presente. I risultati che abbiamo illustrato dicono questo ai manager e ai policy maker: la tecnologia, da sola, non basta. Le barriere allo sviluppo si trovano nella gestione dei dati, negli assetti organizzativi, nelle carenze di aggiornamento degli operatori, nelle architetture di governance.

È su questi piani che la politica industriale – europea, nazionale, regionale – dovrà concentrare le proprie risorse negli anni a venire. L’industria e la politica che sapranno anticipare i cambiamenti genereranno crescita duratura. Il WMF rappresenta, anno per anno, il luogo in cui quella capacità di anticipazione si costruisce. Ed è un onore per Milano, io credo, ospitare questo importante appuntamento».


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