Il 4 maggio scorso Adolfo Urso, Ministro delle imprese e del made in Italy, ha sottoscritto il decreto attuativo dell’iperammortamento 2026. Dopo mesi di bozze, rinvii e attese, la misura ha adesso una base giuridica definitiva. La piattaforma del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) dovrebbe aprire entro i primi dieci giorni di giugno, quindi chi non si è ancora mosso ha poco tempo per farsi trovare pronto.
Ecco perché il prossimo 4 giugno, dalle 10:30 alle 11:30, la piattaforma editoriale Plastix, in collaborazione con Wittmann Digital, organizza un webinar gratuito dedicato a chi gestisce un’azienda di stampaggio materie plastiche e vuole capire come trasformare l’iperammortamento in un vantaggio competitivo concreto, attraverso i sistemi MES ed EMS.
Si potrà così vedere come funziona la misura e quali investimenti sono agevolabili, come un MES connette presse, operatori ed ERP per ridurre fermi macchina e scarti, come monitorare i consumi energetici nell’ottica dell’incentivo 5.0 e come pianificare l’investimento per non perdere la finestra disponibile.
Nel frattempo, vale la pena ricordare brevemente ciò che il decreto ha introdotto, perché, rispetto alle versioni circolate in precedenza, ci sono novità che cambiano il quadro operativo in modo importante.
Procedura in cinque fasi: più struttura, più responsabilità

La prima novità riguarda la procedura di accesso. Dimenticate le tre comunicazioni del Piano Transizione 5.0: con l’iperammortamento diventano cinque, tutte obbligatorie, tutte sulla piattaforma GSE, tutte con termini perentori.
Si parte con la comunicazione preventiva (dati della struttura produttiva, importi, date di interconnessione previste), sulla quale il GSE ha dieci giorni per rispondere. Dall’esito positivo decorrono 60 giorni per la comunicazione di conferma, che richiede la prova del pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di ciascun bene. Da quel momento non è più possibile modificare gli importi né aggiungere beni; la comunicazione di conferma cristallizza l’investimento.
Seguono la fase di realizzazione e poi la comunicazione di completamento, con perizia e certificazione contabile in allegato, entro il 15 novembre 2028.
Infine, vi sono le due comunicazioni periodiche di monitoraggio: una entro il 20 gennaio di ogni anno con i dati aggiornati sugli investimenti, l’altra entro il 30 giugno, con il piano di ammortamento e le quote di incentivo utilizzate. Queste ultime due sono state introdotte su richiesta della Ragioneria dello Stato per tenere sotto controllo i flussi di spesa pubblica. Il mancato rispetto di un qualsiasi termine comporta la perdita definitiva del beneficio.
Perizia obbligatoria per tutti, senza eccezioni

Nelle versioni precedenti della misura, per i beni sotto i 300 mila euro bastava l’autocertificazione del legale rappresentante. Il decreto attuativo la elimina del tutto.
La perizia tecnica asseverata è ora obbligatoria per qualsiasi importo e deve essere firmata da un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo, oppure da un ente di certificazione accreditato con adeguata copertura assicurativa (Wittmann Digital gestisce anche questa parte).
La perizia attesta le caratteristiche tecniche del bene e la sua interconnessione al sistema aziendale. A questa si affianca la certificazione contabile di un revisore legale, che attesta il sostenimento effettivo delle spese.
Per le imprese con investimenti contenuti è un onere in più da considerare fin dall’inizio, non all’ultimo momento.
Il SaaS resta fuori dal perimetro
È la delusione più attesa. Il decreto definitivo non estende l’agevolazione al software in abbonamento: i canoni SaaS rimangono costi d’esercizio, non immobilizzazioni ammortizzabili, e la logica dell’iperammortamento che agisce sulla quota di ammortamento dei beni non è applicabile a questa tipologia di spesa senza un intervento normativo primario. Il MEF non ha dato il via libera. Rimane agevolabile solo il software capitalizzato, come licenza pluriennale o sviluppo interno.
La distinzione che può fare la differenza quando si “completa” un investimento

di Wittmann Digital
Il decreto chiarisce con precisione quando un investimento si considera completato, e la risposta dipende dalla natura del bene. Per i beni degli Allegati IV e V, la data rilevante è quella di effettuazione dell’investimento ai sensi dell’articolo 109 del TUIR (consegna, spedizione o pagamento), il che significa che rientrano anche gli acquisti ordinati prima del 1° gennaio 2026 e consegnati successivamente.
Per gli impianti FER conta invece la “data di fine lavori”, che comprende l’ultimazione delle opere civili, l’installazione degli apparati elettromeccanici, le opere di connessione e la comunicazione al gestore di rete. Capire in quale delle due casistiche ricade il proprio investimento è il punto di partenza per pianificare le comunicazioni al GSE nel modo corretto.
Non è una misura che si improvvisa, ma vale la pena coglierla
Con un beneficio fiscale fino al 43% sugli investimenti in tecnologie Industria 4.0, l’iperammortamento 2026 è uno degli strumenti più rilevanti degli ultimi anni per chi sta pianificando un percorso di digitalizzazione della produzione. Il problema è che, per sfruttarlo davvero, bisogna pianificare bene scelta dei beni, identificazione del perito, impostazione della documentazione tecnica e contabile, rispetto scrupoloso dei termini. Chi aspetta l’apertura della piattaforma per cominciare a ragionare arriva già in ritardo.
Il webinar del 4 giugno per chi lavora nello stampaggio di materie plastiche

Chi gestisce un’azienda di stampaggio lo sa bene: senza dati operativi aggiornati e affidabili, ogni decisione arriva in ritardo. E i margini non perdonano.
Di conseguenza, digitalizzare la produzione non significa solo innovare. Significa anche creare le condizioni per accedere correttamente agli incentivi fiscali e trasformare l’investimento in un vantaggio competitivo concreto. L’Iperammortamento 2026 consente di investire in tecnologie Industria 4.0 con un beneficio fiscale fino al 43%, ma solo chi pianifica correttamente riesce a sfruttarlo davvero.
Nel webinar gratuito del 4 giugno (ore 10:30-11:30) organizzato da Plastix e Wittmann Digital, “Iperammortamento 2026: il momento giusto per digitalizzare lo stampaggio della plastica”, si vedrà come applicarlo concretamente attraverso sistemi MES ed EMS: strumenti per l’interconnessione di impianti produttivi, operatori ed ERP, in grado di monitorare i consumi energetici e di trasformare i dati di processo in decisioni operative, per una corretta pianificazione dell’investimento.
Più in dettaglio, si vedrà insieme:
- come funziona l’Iperammortamento 2026 e quali investimenti sono agevolabili;
- come un MES connette presse, operatori ed ERP per ridurre fermi macchina e scarti;
- come monitorare i consumi energetici e soddisfare i requisiti dell’Incentivo 5.0;
- come pianificare l’investimento nel modo corretto per non perdere questa finestra.
Interverranno Giorgio Pigozzo, esperto in gestione dell’energia, fondatore e amministratore delegato di Wittmann Digital, e Alessandro Garnero, direttore editoriale della Divisione Manufacturing di Tecniche Nuove.
La partecipazione è gratuita. Chi non può collegarsi in diretta può iscriversi comunque, dato che la registrazione del webinar sarà inviata a tutti gli iscritti.



