Stampaggio a iniezione e stampa 3D: alleati strategici per la produzione del futuro

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Lo stampaggio a iniezione è da decenni il riferimento per la produzione industriale dei componenti in plastica. Tuttavia, con l’avvento della stampa 3D, il paradigma produttivo sta cambiando. Non si tratta di sostituire, ma di integrare: le aziende che combinano le due tecnologie sono infatti le più competitive.

È su questa tematica che si focalizzerà l’intervento di Stefania Minnella, 3D printing application specialist di HP, al Congresso nazionale delle materie plastiche 2025, organizzato per il 20 novembre al Centro Congressi NH di Milanofiori (Assago, Milano) dall’associazione TMP (Tecnici Materie Plastiche) e dalla rivista Plastix (Gruppo editoriale Tecniche Nuove).

Dopo pandemia e crisi logistiche, cresce la domanda di soluzioni flessibili e locali. La stampa 3D consente di sperimentare rapidamente, ridurre la dipendenza dai fornitori e rispondere con agilità al mercato.

Dalla produzione di massa alla flessibilità on-demand

Oltre a essere ideale per piccole serie e varianti personalizzate, la stampa 3D consente oggi di produrre internamente le proprie attrezzature

Lo stampaggio a iniezione eccelle nei grandi volumi, ma presenta limiti in termini di personalizzazione e time-to-market, con tempi lunghi per progettare e realizzare gli stampi.

La stampa 3D consente di realizzare prototipi in poche ore, accelerando lo sviluppo e riducendo i costi. È ideale per piccole serie e varianti personalizzate, senza necessità di nuovi stampi.

Inoltre, permette di produrre internamente attrezzature come dime, maschere e inserti, riducendo tempi e costi rispetto all’esternalizzazione. Gli stampatori possono così offrire prototipi, attrezzature, campioni estetici e piccole serie, ampliando l’offerta e migliorando la reattività.

HP Multi Jet Fusion: qualità e sostenibilità

Maschera da sci 3D Ski Googles stampata su una HP Jet Fusion 5200 con TPU di Basf

Tra le varie tecnologie di stampa 3D industriale già presenti sul mercato, quella offerta da HP Multi Jet Fusion (MJF) si distingue per velocità, qualità e versatilità. Utilizza un processo a letto di polvere con agenti di fusione applicati da testine a getto d’inchiostro, garantendo resistenza, precisione e omogeneità.

È una tecnologia sviluppata per la produzione funzionale di componenti in plastica, in particolare in poliammidi (PA12, PA11 e altri), e rappresenta una delle soluzioni più compatibili con le esigenze di uno stampatore a iniezione.  

Scocca di modellino Ferrari realizzata in PA12 con tecnologia MJF

HP MJF garantisce anche un uso efficiente delle polveri, con un tasso di riutilizzo molto elevato (fino all’80% della polvere non fusa viene riciclata), riducendo costi e sprechi. Questo aspetto è particolarmente rilevante per clienti attenti alla sostenibilità e alla riduzione dell’impronta di carbonio.

Le aziende che vogliono testare le potenzialità della stampa 3D senza impegnarsi in un investimento diretto possono affidarsi a una rete di service provider HP, terzisti qualificati che utilizzano la tecnologia MJF. Questa rete permette di esternalizzare la produzione di prototipi, pre-serie o parti funzionali con qualità MJF, valutare tempi e costi prima di acquistare una macchina e offrire nuovi servizi ai clienti senza modificare la struttura produttiva esistente.

Conclusione: un’alleanza per il futuro

Integrare la stampa 3D non significa abbandonare lo stampaggio, ma potenziarlo. Chi produce plastica oggi ha l’opportunità di innovare, offrire di più ai propri clienti e affrontare il mercato con strumenti nuovi. Il futuro è di chi sa unire tradizione e innovazione in un’unica, solida strategia.


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