Sirmax oltrepassa i 500 milioni e cambia la governance

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Nuova governance e nuovo CdA per Sirmax Group, che apre a due consiglieri esterni e dà inoltre l’avvio a un processo di passaggio generazionale. Guidata dal presidente e amministratore delegato Massimo Pavin, l’azienda di Cittadella (Padova), specializzata nella produzione di resine termoplastiche, vara anche il piano industriale 2023-2025 e approva il bilancio 2022, che registra 501 milioni di euro di fatturato e un Ebitda di 30 milioni.

Il piano industriale 2023-2025

Nato a Cittadella nel 1972, in Sirmax Group Vittorio Pavin ricopre il ruolo di direttore commerciale della Business unit Elettrodomestici e di amministratore delegato di Nexen, società commerciale del gruppo

Prima delle nuove nomine, il consiglio d’amministrazione di Sirmax ha varato il nuovo piano industriale 2023-2025, contestualmente alla predisposizione del consuntivo 2022. Nei prossimi tre anni l’azienda proseguirà nelle linee di sviluppo già avviate nel piano precedente e farà nuovi investimenti per circa 20 milioni di euro. Si tratta della prosecuzione di investimenti fatti nei piani industriali precedenti per: aumento della capacità produttiva, digital transformation, sostenibilità. Uno specifico investimento riguarderà l’India, dove è previsto l’ampliamento del sito produttivo di Palwal (Delhi).

Continuerà inoltre la messa a terra degli investimenti sugli intangibili. Nel 2023 è già stato avviato il “progetto Aurora”, che da solo vale circa 10 milioni di euro d’investimenti in ricerca e sviluppo – avvalendosi anche dei fondi del Piano nazionale per gli investimenti complementari del PNRR – e che ha come obiettivo l’upcycling e la trasformazione di polipropilene da raccolta differenziata urbana in una nuova generazione di compound ad alte prestazioni, attraverso lo sviluppo di un sistema avanzato di produzione. Questo progetto implementerà la produzione di nuovi compound che contengano almeno il 30% di PP riciclato da film flessibili, con performance talmente elevate da essere impiegati nello stampaggio a iniezione di componenti per interni auto.

Altri piani sono in via di sviluppo: con Deloitte è allo studio il progetto per una supply chain integrata, che coinvolge persone, processi e strumenti, e una diversa metodologia per il controllo di gestione, più affidabile e veloce, per incrementare la capacità di previsione e prendere decisioni di business in modo più rapido, coerentemente alla velocità che il mercato volatile impone. Un altro importante progetto riguarda le risorse umane e prevede una politica di retention dei dipendenti e di attraction di nuovi talenti.

Alessandro Minichilli è professore ordinario presso il Dipartimento di Management e Tecnologia dell’Università Bocconi. La sua attività di ricerca e divulgazione è focalizzata sulle caratteristiche e sui meccanismi di funzionamento degli assetti di governo societario e dei modelli di leadership

“È stato rinforzato il piano di formazione in termini sia quantitativi (ore erogate) sia qualitativi (portafoglio corsi più diversificato e ricco), per cogliere i punti di forza e le aree di miglioramento di ciascun dipendente”, commenta Silvia Minafra, da qualche mese global HR director di Sirmax Group. “Stiamo pensando anche alla creazione di una Academy, ovvero una struttura di formazione interna dove i giovani talenti possano essere formati in modo accurato con percorsi d’integrazione mirati”.

A sottendere tutte le iniziative è la sostenibilità come mindset,attraverso strumenti come il Bilancio di Sostenibilità, le certificazioni (come, ad esempio, quella “Great Place to Work”) e azioni interne che mirino a un cambio d’attenzione verso parametri che permettano di rimanere competitivi sul mercato. L’edizione 2022 del Bilancio di sostenibilità conterrà anche l’impegno di Sirmax in termini di riduzione di emissioni, con un target del -50% di emissioni di scopo 1 e scopo 2 entro il 2025.

“Sono obiettivi importanti, ma il gruppo sta lavorando molto su Ricerca e Sviluppo”, spiega Marco Moretto, global Director Opportunity to market. “Contiamo di ottenere questo risultato soprattutto grazie all’utilizzo di prodotti circolari nei compound Sirmax al posto delle materie prime vergini, ma anche grazie alla creazione di formulazioni con contenuto bio-based o a basse emissioni. Inoltre, abbiamo la massima attenzione nei confronti della filiera: avere fornitori green è fondamentale se si vuole realizzare veramente la sostenibilità”.

La nuova governance in dettaglio

Attualmente general manager di Sacmi, dal 2020 al 2021 Mauro Fenzi è stato CEO di Sogefi, leader mondiale nella componentistica per l’automotive. Dal 2001 al 2019 ha invece ricoperto diversi incarichi in Comau, società del gruppo Stellantis, fino a esserne CEO dal 2014 al 2019

Composto da cinque elementi, il nuovo organo esecutivo vede tra i suoi componenti, oltre a Massimo Pavin e al fratello Roberto, Chief Financial Officer (CFO), anche il fratello Vittorio, già direttore commerciale del settore Elettrodomestici, e due consiglieri esterni: Alessandro Minichilli, professore ordinario presso il Dipartimento di Management e Tecnologia dell’Università Bocconi di Milano,esperto nei processi di successione, transizione e managerializzazione delle imprese familiari, e Mauro Fenzi, attuale general manager di Sacmi (Imola), che vanta una solida esperienza tecnologica, maturata nel campo dell’automotive e dello sviluppo di sistemi d’automazione industriale.

L’ingresso in Sirmax delle due figure esterne segna, da un lato, la volontà di programmare e organizzare il passaggio di consegne tra le figure apicali di Sirmax e la seconda generazione della famiglia, nonché i manager attualmente già in azienda; dall’altro, manifesta la maggiore attenzione che il gruppo rivolge al settore automotive, in forte crescita, dove Fenzi ha operato per molto tempo.

“Il passaggio generazionale è un percorso lungo e complesso, che va preparato”, dichiara Massimo Pavin, presidente e amministratore delegato di Sirmax Group. “Un CdA più strutturato ci permetterà di avere gli strumenti più adatti per preparare la nostra azienda, che resta familiare, alla successione. Sono certo che, con l’apporto di Minichilli e di Fenzi e grazie agli investimenti programmati nel piano industriale 2023-2025, affronteremo il futuro con gli strumenti giusti per crescere ancora”.

Il bilancio 2022 e il primo trimestre 2023

Come accennato in apertura, il consiglio d’amministrazione di Sirmax Group ha approvato anche i dati di bilancio 2022 e quelli relativi al primo trimestre 2023. Il 2022 si è chiuso superando la soglia dei 500 milioni di euro di fatturato (501 milioni), con una crescita di più del 7% rispetto ai 467 milioni del 2021, mentre l’ebitda si attesta a 30 milioni di euro.

Il presidente e Ceo Massimo Pavin: “Con l’ingresso dei nuovi consiglieri e con gli investimenti programmati nel piano industriale 2023-2025 affrontiamo il futuro con gli strumenti giusti per crescere ancora”

Le aree geografiche che hanno performato meglio sono state il Brasile, con una crescita di fatturato del 50%, dovuta principalmente a nuove quote di mercato nell’automotive, e l’India, che ha registrato un aumento del 30%, sempre grazie a nuove quote di mercato, non solo nell’automotive ma anche nei settori degli elettrodomestici e degli utensili. In entrambi i casi l’azienda sta raccogliendo frutti di importanti investimenti fatti in ricerca e sviluppo. Relativamente alle business unit, cresce l’incidenza del comparto green (compound riciclati + biocompound), che nel 2022 ha raggiunto il 10% del fatturato,con una capacità produttiva pronta a supportare la crescita prevista dal mercato.

Per quanto riguarda il primo trimestre 2023, i dati sono in linea con le previsioni: le tonnellate di prodotto vendute sono circa 60 mila, per un fatturato di 115 milioni di euro e un Ebitda attorno agli 8 milioni. Nei primi tre mesi dell’anno il settore automotive è cresciuto del 12%, ma si prevede un raddoppio delle quantità vendute entro i prossimi tre anni. “Il 2022 è stato per Sirmax un anno diviso a metà”, commenta infine Massimo Pavin. “Nel primo semestre l’andamento è stato più che positivo; nella seconda parte dell’anno, invece, hanno pesato, oltre al calo della domanda di beni durevoli come gli elettrodomestici, i costi energetici, la spinta inflattiva e conseguentemente la frenata degli investimenti. Ma non abbiamo perso quote di mercato. Il 2023 sarà un anno di transizione, in attesa di una ripresa più strutturata nel 2024. Il mercato automobilistico sembra essere ripartito e la richiesta di componentistica con parti di plastica riciclata è in aumento. Ci stiamo concentrando sullo sviluppo dei nostri nuovi business, economia circolare in primis, su cui abbiamo investito molto, e stiamo guardando con attenzione alla fornitura di compound performante per le scatole delle batterie delle auto elettriche, segmento in forte crescita. La catena del valore completamente localizzata, la ricerca su prodotti sostenibili e i servizi nell’ambito dello stampaggio a iniezione costituiranno il nostro vero vantaggio competitivo nei prossimi cinque anni”.


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