Riciclo chimico del PET tra i progetti premiati da Seed4Innovation

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Il team di professori del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Milano (da sinistra): Ermelinda Falletta (progetto VisioNing); Carlo Pirola (Rigencap); Alessandro Minguzzi (Check Mate); Alessandro Caselli (Elevate)

Si è tenuta giovedì 26 gennaio, presso la Greenhouse di Deloitte, a Milano, la cerimonia di premiazione della seconda edizione di Seed4Innovation, il programma d’innovazione organizzato da Fondazione UNIMI e dall’Università degli Studi di Milano.

Sono quattro (sui 17 vincitori in totale, proposti soprattutto per l’ambito medicale e farmaceutico) i progetti del Dipartimento di Chimica della Statale premiati da Seed4Innovation, che potranno così accedere a programmi d’incubazione a supporto del loro sviluppo, in un’ottica di confronto costante con il mondo industriale e i fabbisogni delle imprese. Di questi quattro, due (Elevate e Rigencap) fanno parte della rosa di otto progetti che verranno finanziati complessivamente con 400 mila euro. Mentre gli altri due, VisioNing e Check Mate, pur senza finanziamento, accederanno comunque alla fase di accelerazione e sono il frutto del lavoro di un network di ricerca tra docenti del Dipartimento di Chimica e diversi research partner.

Riciclo chimico del PET e cappe più efficienti

Il processo di riciclo chimico Elevate consente l’ottenimento di building block che possono essere nuovamente utilizzati nel processo produttivo del PET

Più in dettaglio, il progetto Elevate (Efficient recycling of PET to valuable products by metallate catalysts) propone un approccio, nuovo ed efficiente, per il riciclo chimico di plastiche post consumo non biodegradabili, come ad esempio il PET. Questa tecnologia, che si basa su catalizzatori eco-compatibili, permetterà lo sviluppo di piccoli impianti per ottenere monomeri dall’alto valore aggiunto, indipendentemente dalla sorgente di PET e grazie a un processo chimico dai tempi e dai requisiti energetici estremamente contenuti. Il progetto è stato sviluppato interamente dal Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Milano con il contributo di: Alessandro Caselli, Marco Ortenzi, Nicola Panza (PhD) e Giulia Boni (master student).

Il progetto Rigencap propone una tecnologia che mira ad aumentare le prestazioni e la durata dei filtri delle cappe per la filtrazione e la purificazione dell’aria negli ambienti domestici e lavorativi

Nato dal team di ricerca composto dai professori Carlo Pirola e Mariangela Longhi e dalla dottoressa Giulia Tonsi, il progetto Rigencap prevede invece lo sviluppo e il trasferimento commerciale di una nuova tipologia di cappe per l’aspirazione dell’aria in ambienti domestici, laboratori e stabilimenti. La tecnologia proposta prevede la rigenerazione in situ delle parti delle cappe che tendono a esaurirsi nel tempo, in modo da garantire un ciclo di vita delle stesse significativamente maggiore. Ciò è possibile grazie alla rigenerazione, all’interno della cappa stessa, dei carboni attivi già ora utilizzati nelle cappe sul mercato, superando però i limiti degli attuali sistemi, la cui capacità di purificazione tende a esaurirsi nel tempo e richiede quindi la sostituzione periodica dei filtri, costosa e ad alto impatto ambientale. Il nuovo processo applicato riesce infatti a degradare le molecole odoranti precedentemente adsorbite sui carboni attivi, rigenerandoli come nuovi dopo ogni utilizzo, senza limitare l’efficienza e l’uso della cappa. Inoltre dopo la procedura di rigenerazione applicata, i carboni attivi tornano a un’efficienza comparabile a quella originale, anche dopo 10 cicli di riutilizzo.

 

I progetti senza finanziamento che accedono comunque alla fase d’accelerazione

Posizionabile sul braccio, la fascia Check Mate è in grado di analizzare diversi metaboliti, come acido lattico e glucosio; la misurazione è continua e può essere monitorata tramite App

La fascia “smart” Check Mate, per lo sport e il wellness, è stata proposta da Alessandro Minguzzi e Alberto Vertova (Dipartimento di Chimica, UNIMI), Luca de Stefano e Principia Dardano (CNR-ISASI di Napoli) ed Elena Cefis (Università degli Studi di Bergamo). Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare un sensore non invasivo per la determinazione, in contemporanea, della concentrazione di acido lattico e di glucosio nel sangue. Si rivolge agli sportivi di qualsiasi livello, che potranno leggere tali valori sul proprio smartwatch, o smartphone. Le potenzialità multifunzionali di Check Mate ne permetteranno l’uso anche in ambito sanitario, veterinario e agroalimentare.

Il progetto VisioNing, per la valorizzazione degli scarti agroalimentari, prevede un sistema bimodulare, economico ed efficace, costituito da un reattore bioelettrochimico, per il recupero dei nutrienti e per l’abbattimento di gran parte del COD, e da un reattore in cui opera un fotocatalizzatore galleggiante, che completa il processo di degradazione delle sostanze organiche mediante irraggiamento con luce solare. Il sistema è pensato per la purificazione dei reflui, come risposta alla crescente domanda idrica, e il contemporaneo recupero dei nutrienti rimpiegabili direttamente come fertilizzanti o ammendanti. È stato realizzato da Emelinda Falletta e Daniela Meroni (Dipartimento di Chimica), Andrea Goglio e Fabrizio Adani (Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali), Stefania Marzorati e Mirko Magni (Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali).

 

Seed4Innovation e i suoi promotori

Il programma Seed4Innovation ha l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di soluzioni altamente innovative nate dalla ricerca e favorirne l’applicazione industriale, o di mercato, e vede l’affiancamento di Deloitte Officine Innovazione, Bugnion e CA Group. “Solo attraverso la stretta collaborazione fra università, imprese e iniziative che accompagnano i ricercatori in un percorso di valorizzazione e accelerazione delle loro invenzioni potremo superare la “valle della morte” dove si perdono il 90% delle nuove idee nate al banco di laboratorio”, ha dichiarato Maria Pia Abbracchio, prorettore vicario con delega alla Ricerca e all’Innovazione della Statale di Milano e vicepresidente di Fondazione UNIMI.

Gli investitori di questa seconda edizione di Seed4Innovation sono: CDP Venture Capital SGR e Indaco Venture Partners SGR SPA, a cui si aggiungono i research partner IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio, Fondazione IRCCS Istituto Carlo Besta, IEO Istituto Europeo di Oncologia e Centro Cardiologico Monzino IRCCS e i partner tecnici Bio4Dreams e Fondazione Golinelli. Il programma è stato inoltre realizzato in collaborazione e grazie al contributo di Vertex Pharmaceuticals, Chiesi Farmaceutici, Medtronic, Boehringer Ingelheim, STMicroelectronics, Sintetica e Valpharma.

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