Plastiche biodegradabili intelligenti

Foto ENEA

Cambiano colore in caso di deterioramento del cibo o ne prolungano la scadenza: sono le nuove biopellicole intelligenti sviluppate dai ricercatori del Centro Ricerche ENEA di Brindisi per possibili applicazioni nel packaging alimentare.

Origine naturale al 100%

Il film plastico, biodegradabile e compostabile, è stato realizzato con un polimero ottenuto dalla fermentazione degli zuccheri contenuti nel mais e nelle barbabietole. Grazie all’aggiunta di olio di cardanolo (derivato dall’anacardo) e di una molecola come la porfirina, queste bioplastiche presentano spiccate proprietà antiossidanti e antifungine, molto utili nel packaging alimentare, oltre a essere in grado di “segnalare” il deterioramento del prodotto alimentare che avvolgono: in pratica reagendo attivamente con l’atmosfera interna della confezione, cambiano colore a seconda dell’ambiente acido-base con cui vengono a contatto, diventando così indicatori dello stato di conservazione del prodotto. Inoltre, utilizzando ossido di zinco e alluminio sono state sviluppate biopellicole dalle proprietà antimicrobiche particolarmente adatte per prolungare la scadenza dei prodotti, in linea con gli obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari dell’Agenda ONU 2030.
Le biopellicole intelligenti e antimicrobiche sono state messe a punto, in collaborazione con l’Università del Salento, rendendo il film bioattivo con sostanze di origine naturale.

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Compositi biodegradabili

Aggiungendo alla bioplastica fibre o additivi di origine naturale derivati da scarti della filiera agroalimentare (lino, canapa, scarti di vegetazione olearia e di lavorazione del caffè), i ricercatori dell’ENEA hanno sviluppato materiali compositi 100% biodegradabili e compostabili applicabili nell’arredamento e nei rivestimenti interni dei mezzi di trasporto. Sono dotati di proprietà meccaniche e di resistenza al fuoco utili per applicazioni sia nel packaging agroalimentare che nell’arredamento e negli interni dei mezzi di trasporto (auto, treni e aerei). In particolare i manufatti realizzati in bioplastica e nocciolino (scarti di lavorazione del settore oleario) hanno dimostrato una maggiore resistenza al fuoco rispetto alla matrice in bioplastica “pura”.

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