Per Confapi la plastic tax è una “falsa partenza per l’economia sostenibile”

L’invito a considerare le conseguenze di una demonizzazione del settore arriva da Delio Dalola, presidente di Unionchimica Confapi, l’associazione di settore della confederazione che raccoglie oltre 83.000 Pmi private italiane.

La categoria, che vanta un cospicuo numero di industrie attive nel settore delle materie plastiche, esprime contrarietà per una nuova tassa (finalizzata a portare nelle casse dello stato 1,7 miliardi) e ne stigmatizza la palese «strumentalizzazione attraverso quello che rappresenta solo un nuovo balzello, di fronte ad un tema assolutamente non negoziabile come quello della protezione dell’ambiente e della transizione ecologica del Paese verso abitudini eco-sostenibili da parte dei cittadini» dichiara Dalola. «Anziché puntare su tematiche di sostenibilità ambientale ed economia circolare aiutando la riconversione del nostro tessuto produttivo creando occupazione, con azioni come questa si mette in ginocchio un comparto produttivo che perderà migliaia di posti di lavoro».

La Tassa sulla Plastica «si presenta come un’iniziativa separata rispetto al cosiddetto Green New Deal il tutto in assenza di una chiara politica di investimenti per il comparto della plastica, che da tempo sta investendo nella ricerca proprio in un’ottica di economia circolare» aggiunge il presidente di Unionchimica. «Come imprese del settore stiamo lavorando proprio per aumentare le frazioni di materie riciclate e riciclabili rispetto alle materie vergini».

Per l’associazione è necessario informare e formare correttamente le persone. «Le imprese del settore sono disposte a fare la loro parte e, di fatto, lo stanno facendo da anni anche in termini di ricerca e sviluppo di nuovi materiali, di recuperabilità e riciclabilità. Il Governo deve condividere con le associazioni l’impatto delle proprie iniziative legislative, per definire insieme dei correttivi nell’interesse dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese. Di tale avviso sono anche i sindacati che vogliono aprire con il Governo insieme a noi un Tavolo di Confronto» conclude Dalola.

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