Paolo Radaelli di New Aerodinamica: “Esserci, anche a distanza”

Paolo Radaelli, CEO di New Aerodinamica

Il nostro 2020 si è chiuso con un leggero calo di fatturato, ma non si è trattato di un anno particolarmente negativo. Lavorando storicamente al servizio di più settori, abbiamo potuto beneficiare dell’elevata richiesta di nuovi impianti per la realizzazione di imballaggi in carta e cartone destinati alla ristorazione e alle consegne a domicilio legate all’e-commerce, a partire da Amazon. In questo contesto, abbiamo registrato un notevole incremento delle commesse dall’estero, in particolare Est Europa, Russia e Nord Africa, il 90% delle quali legate a linee per la lavorazione della carta, imballaggi flessibili e produzione di mascherine. Certamente, in questo periodo, l’utilizzo della tecnologia per l’assistenza da remoto è stata portata all’estremo, ma con ottimi risultati, tanto che la distanza non ci ha impedito di guidare i lavori per l’assemblaggio e il collaudo degli impianti. Difficile dire se questa modalità di operare diventerà prassi, perché, soprattutto per gli italiani, il contatto personale, la stretta di mano o un abbraccio con i tecnici al termine di un collaudo positivo non rivestono solo un’importanza emozionale e sono momenti che oggettivamente mancano. Non si può negare, però, che in molti casi il lavoro da remoto funziona e oggi poter offrire al cliente la possibilità di gestire e monitorare le macchine completamente a distanza rappresenta un valore aggiunto molto apprezzato e che difficilmente mancherà in futuro nelle nostre offerte.

Durante lo scorso anno, lavorando soprattutto con clienti esteri, abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano un approccio culturale più aperto e orientato alla tecnologia, che non è vista come un beneficio da ottenere solo in caso di incentivi ma come una reale opportunità. Oggi con una conference call si possono sedere virtualmente a un tavolo soggetti da tutto il mondo, mantenere contatti diretti più frequenti, eliminare tempi morti ed evitare viaggi spesso superflui. Certamente ogni medaglia ha il suo rovescio: la velocità degli scambi di informazioni e la reperibilità portata all’estremo possono generare frenesia, impazienza e richieste pressanti, che non considerano tempi di lavorazione normalmente fisiologici.

Il quadro si complica se si considerano le attuali condizioni del contesto. Lo shortage e l’aumento del costo delle materie prime, aggravati dall’allungamento dei tempi di consegna, generano una certa schizofrenia: si ha fretta, ma contestualmente si cerca di rimandare gli acquisti attendendo un calo dei prezzi. Aspetto, questo, che si ripercuote con le stesse dinamiche nel mondo dei trasporti e della logistica. Tutti vorrebbero correre, ma è come se ci fosse la necessità di “cogliere l’attimo giusto”. Detto ciò, i primi mesi del 2021 si sono rivelati positivi con buone proiezioni anche per il prosieguo dell’anno. Il 2020 ci ha insegnato a non dare nulla per scontato, quindi, senza troppi proclami, continuiamo a lavorare in questo clima di ripresa che riscontriamo in generale e in molti dei nostri clienti.

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