Microfabbricazione 3D: SolidManufacturing e BMF per la prima volta a Mecspe

Condividi

Dal piccolo al piccolissimo, fino al nanometrico. La stampa 3D è arrivata a ridurre le dimensioni aumentando le prestazioni di numerosi oggetti, anche di uso quotidiano: dagli smartphone agli stent cardiaci, dagli apparecchi acustici ai rasoi, passando per tutto il comparto della ricerca scientifica avanzata.

In esposizione per la prima volta alla fiera Mecspe (Bologna, 4-6 marzo 2026) c’è la tecnologia per la microfabbricazione additiva di Boston Micro Fabrication (BMF), azienda nota a livello mondiale per le stampanti 3D adatte alla produzione di componenti microscopiche.

Robert Keogh, direttore commerciale di BMF, che sul mercato italiano consolida la sua partnership per la distribuzione con SolidManufacturing

Dopo alcuni anni al servizio del mondo scientifico (in Italia, presso l’Istituto Italiano di Tecnologia, IIT), la micro 3D printing technology è finalmente a disposizione dell’industria avanzata e il pubblico della fiera di Bologna ha potuto osservare da vicino la stampante MicroArch S240 (serie 10μm). Per presentarla è intervenuto personalmente Robert Keogh, channel sales director di BMF.

“L’elettronica sta diventando sempre più piccola, più densamente integrata e sottoposta a condizioni sempre più impegnative”, ha spiegato Keogh nel suo intervento a Mecspe. “La miniaturizzazione, il numero crescente e la maggiore densità dei componenti elettronici, insieme a velocità più elevate di trasmissione dei dati che generano più calore, sono solo alcune delle sfide che i progettisti elettronici di oggi devono affrontare. Durante il processo di progettazione, gli ingegneri desiderano prototipi il più possibile vicini alla qualità del prodotto finale… ed è qui che entra in gioco la stampa 3D dei componenti elettronici”.

Sul mercato italiano, la multinazionale distribuisce i suoi prodotti attraverso SolidManufacturing, divisione di SolidWorld Group dedicata all’additive manufacturing industriale, che ha a catalogo MicroArch S240 (serie 10μm) e altre tre macchine di precisione.

Panoramica e applicazioni

Le tecnologie proposte da BMF consentono di produrre componenti complessi e di dimensioni estremamente ridotte, con livelli di dettaglio nell’ordine di pochi millesimi di millimetro (alcuni esempi sono mostrati in questa pagina, ndr). Una possibilità che apre la strada a nuove applicazioni in settori ad alta specializzazione come elettronica, microfluidica, micromeccanica di precisione, RF & microwave e ricerca biofarmaceutica, dove la precisione è il fattore decisivo.

Le basi dei connettori elettronici e per fibra ottica sono una parte integrante dell’elettronica moderna

Un ambito applicativo particolarmente promettente è quello delle microstrutture meccaniche ad altissima definizione, come quelle impiegate nei dispositivi digitali o nei dispositivi di alta ingegneria. Fino a oggi, le tecnologie additive convenzionali non consentivano di raggiungere le tolleranze necessarie per questo tipo di applicazioni. Le nuove soluzioni BMF colmano finalmente tale limite, permettendo la realizzazione di elementi nell’ordine di pochi micron con una qualità superficiale impeccabile.

“Tradizionalmente”, riprende Keogh, “i produttori hanno utilizzato il microstampaggio a iniezione o la microlavorazione meccanica per realizzare la maggior parte di componenti elettronici quali: basi dei connettori elettronici e per fibra ottica; alloggiamenti per chip; supporti per matrici di chip e Land Grid Arrays (LGA); piccoli dispositivi per l’elettronica a radiofrequenza (RF) e a microonde; sistemi microelettromeccanici (MEMS); involucri optoelettronici per fotonica e semiconduttori; dispositivi medici con invasività minima (stent ecc.); device per la salute e per la cura del corpo (rasoi, apparecchi acustici).

Lo stampaggio e la lavorazione meccanica comportano: costi elevati e lunghi tempi d’attesa per realizzare stampi e attrezzature; possibile inutilizzabilità delle attrezzature nel caso di modifiche al design. Queste tecniche di microproduzione possono diventare proibitive quando si tratta di prototipazione e iterazione dei progetti. Con la microfabbricazione 3D, invece, si possono ottenere risultati incredibilmente più efficienti, in termini sia di prototipazione sia di produzione”.

La tecnologia PµSL

Dispositivo rivestito in oro per l’elettronica a radiofrequenza (RF)

Ma che cosa distingue la tecnologia PµSL di BMF dalle altre tecnologie di stampa 3D industriale?

Per rispondere a questa domanda ci viene in aiuto ancora una volta Robert Keogh: “PµSL è l’acronimo di Projection Micro Stereolithography. Si tratta di una tecnologia di stereolitografia, che utilizza cioè la luce per solidificare una resina fotopolimerica strato per strato.

Ma, a differenza delle classiche stampanti SLA, che impiegano un laser, noi utilizziamo un proiettore DLP (Digital Light Processing) messo a fuoco attraverso ottiche di altissima qualità e di elevato costo.

Il punto chiave è ciò che quelle ottiche consentono di fare: portare la proiezione a una dimensione di pixel di appena due micron sul piano di stampa. Quella è la nostra risoluzione: non è teorica, non è una stima calcolata a partire da un punto laser in movimento. È un pixel reale.

E, poiché possiamo controllare l’energia che entra in ogni singolo pixel di ogni strato, otteniamo qualcosa che la maggior parte delle tecnologie di stampa 3D non può credibilmente raggiungere: una vera accuratezza dimensionale e tolleranze ristrette”.

Principali caratteristiche delle stampanti distribuite in Italia

Sistema microelettromeccanico (MEMS) per convertitore fotoelettrico

Sono quattro le soluzioni di stampa 3D su scala micrometrica di BMF a disposizione del mercato nazionale tramite SolidManufacturing, tutte in grado di combinare precisione, rapidità e flessibilità produttiva.

Innanzi tutto vi è MicroArch S230 (serie 2 μm), perfetta per applicazioni che richiedono una risoluzione ultra elevata e tolleranze ristrette. Compatibile con un’ampia gamma di materiali, è ideale per la prototipazione rapida e per le applicazioni R&D.

Presentata al Mecspe di Bologna, MicroArch S240 (serie 10μm) è invece una soluzione desktop ideale per produzioni industriali o di ricerca universitaria e laboratoriale, che richiede altissima risoluzione, accuratezza e precisione. Questo sistema stampa materiali di qualità ingegneristica, garantendo sempre risultati di qualità eccellenti, anche su microcomponenti altamente complessi.

Su un altro fronte, la stampante MicroArch S350 (serie 25 μm) può essere utilizzata non solo per la stampa di componenti in microscala ad alta risoluzione, ma anche per una gamma più ampia di componenti di piccole dimensioni che richiedono elevata accuratezza o precisione. È perfetta per ricercatori e produttori, utile sia per la prototipazione che, soprattutto, per la produzione finale con volumi compresi tra mille e 30 mila pezzi. Il sistema combina un’elevata qualità dei componenti con una maggiore velocità e produttività.

Infine, MicroArch D1025, con tecnologia PµSL, stampa con una risoluzione di 10 µm o 25 µm offrendo la stessa altissima accuratezza e precisione di tutte le stampanti 3D BMF.

Il volume massimo di stampa, che può arrivare a 10 x 10 x 7,5 centimetri, consente di produrre decine di componenti microstrutturati in un’unica sessione di lavoro, aprendo scenari inediti non solo per l’industria ma anche per centri di ricerca e università.

“Dominare il piccolo” nella produzione industriale

Involucri optoelettronici per fotonica e semiconduttori

“Mentre molti produttori cercano di stampare più in grande, noi stiamo aiutando la manifattura a dominare il “piccolo”, che nel settore di semiconduttori e microcomponenti è fondamentale”, spiega Daniele Rosella, brand manager BMF per SolidManufacturing: “La nostra partnership con BMF è la risposta alla crisi globale dei semiconduttori e alla necessità di riportare la produzione in Italia. Stampare microcomponenti elettronici “in casa” con l’AM e con la qualità dello stampaggio a iniezione permette alle aziende italiane:

  • di non dipendere più dalle fabbriche asiatiche per la prototipazione e le piccole serie;
  • di ridurre il time-to-market dell’80%;
  • di accogliere ordini complessi che altri competitor devono rifiutare perché tecnicamente impossibili o economicamente insostenibili.

Con i sistemi additivi di BMF stiamo portando nella manifattura italiana precisione estrema, abbattimento dei costi fissi derivanti dagli stampi e velocità di risposta al mercato”.

Distribuendo le nuove tecnologie di microfabbricazione 3D di BMF, dal canto suo SolidManufacturing consolida il proprio posizionamento competitivo sul territorio nazionale e conferma il proprio impegno nel rafforzare la filiera italiana della manifattura avanzata con soluzioni sempre più specifiche, adatte a soddisfare sia esigenze standard che complesse.

Ti potrebbero interessare