La società Albis distribuisce sul mercato un portfolio prodotti completo e all’avanguardia che comprende polimeri standard, tecnopolimeri e un numero crescente di prodotti sostenibili. In questo articolo illustra i materiali del suo portfolio che trovano particolare riscontro nella realizzazione di infissi e serramenti in plastica
di Carla Casartelli
Le finestre e le porte in materiale plastico stanno guadagnando sempre più popolarità nel settore dell’edilizia, grazie al loro aspetto moderno, all’efficienza energetica, alla bassa manutenzione e alla durabilità; caratteristiche che le rendono una scelta preferita sia per le nuove costruzioni sia per le ristrutturazioni. Inoltre, la disponibilità di numerosi design e finiture consente di adattare gli infissi in plastica a una vasta gamma di stili architettonici e gusti personali. Vediamo più da vicino i principali elementi che compongono una finestra o una porta.
Telaio
Il telaio di una finestra o di una porta in plastica ha diverse funzioni critiche che influenzano le prestazioni complessive, tra cui l’isolamento termico e acustico, il supporto strutturale e la sicurezza. Quali materiali si prestano meglio a soddisfare questi requisiti?
Uno dei materiali più adatti è Luran® S 778T G2 di Ineos Styrolution, un compound a base di acrilonitrile-stirene-acrilato (ASA) che garantisce un’elevata qualità superficiale e una buona resistenza agli urti. Per i profili esterni, offre prestazioni eccellenti a lungo termine sotto esposizione ai raggi UV e presenta una notevole resistenza chimica. È rinforzato con l’8% di fibre di vetro per aumentarne la rigidità. Questo materiale è idoneo anche per profili interni, grazie alla sua bassa variazione cromatica nel tempo.
In alternativa, quando non è necessario il rinforzo in fibre di vetro, si può utilizzare Luran® S 797SE, sempre di Ineos Styrolution, che rappresenta il grado con la più alta resistenza all’urto all’interno della gamma Luran® S. Rispetto ai materiali tradizionali come il PVC rigido (u-PVC), l’ASA si distingue per una maggiore resistenza ai raggi UV, agli agenti atmosferici e agli urti. Può essere impiegato da solo o in coestrusione con PVC.
Distanziatore

Il distanziatore è un componente fondamentale negli infissi, poiché mantiene la corretta distanza tra le lastre di vetro nelle vetrate isolanti (doppie o triple).
Le generazioni più recenti integrano un materiale essiccante in grado di assorbire l’umidità intrappolata all’interno della vetrocamera, prevenendo la formazione di condensa e l’appannamento tra i vetri. La presenza di fibra di vetro garantisce maggiore rigidità durante l’installazione, soprattutto in finestre di grandi dimensioni.
I materiali ideali per i distanziatori sono Luran® 378P (senza fibre di vetro), G5 (con 25% di fibre di vetro) e G7 (con 35% di fibre di vetro) di Ineos Styrolution.
Luran® è un copolimero di stirene-acrilonitrile (SAN) con bassa conducibilità termica e un equilibrio ottimale tra isolamento e rigidità, a seconda del contenuto di fibre. Questi gradi sono anche impiegabili per il rinforzo di profili in PVC per tapparelle, grazie alla buona compatibilità con il PVC che ne consente la facile coestrusione.
Profilo di rinforzo
I profili di rinforzo servono a conferire robustezza strutturale e stabilità all’infisso e, in alcuni casi, contribuiscono anche alla sicurezza. Tradizionalmente metallici, oggi si tende a sostituirli con materiali plastici per ragioni di isolamento, costo e peso.
Un materiale ideale a tal proposito è Ultradur® B4040 G11 HMG HP green 75074 di Basf, sviluppato specificamente per sostituire l’acciaio. Grazie alla sua eccellente adesione ai profili in PVC e a un contenuto di fibre di vetro del 55%, garantisce elevata rigidità, resistenza meccanica e stabilità dimensionale anche alle alte temperature.
Guarnizioni e sigillature

Le guarnizioni migliorano le proprietà isolanti degli infissi, limitando la dispersione termica attraverso le fughe. Inoltre, impediscono infiltrazioni d’acqua e umidità, fungendo anche da ammortizzatori tra vetro e telaio, assorbendo vibrazioni dovute a vento, traffico o altri fattori esterni.
Una soluzione ideale è costituita dalla serie Solplast 9000 C di Uteksol, a base di copolimeri a blocchi SEBS. Disponibile in varie durezze Shore A (da 30 a 90), questa serie garantisce eccellente stabilità ai raggi UV nel tempo, grazie alla struttura chimica satura. Il range termico operativo va da -50 a +125°C.
Un’altra soluzione interessante è rappresentata da Evoprene® G 991 di Alphagary: un SEBS completamente saturo con durezza Shore A 60, sviluppato per offrire eccellenti prestazioni statiche e dinamiche di sigillatura e resistenza agli agenti atmosferici (vento, pioggia, sole) nel lungo termine.
Per esigenze particolarmente elevate, Alfater XL® di Mocom è un’ottima scelta. Si tratta di un elastomero vulcanizzato termoplastico (TPV) a base di PP ed EPDM reticolato, che offre ottima resistenza alla deformazione permanente sotto carico e grande flessibilità anche a basse temperature (fino a -50°C).
La linea Alfater XL® ECO consente inoltre una riduzione del 50% del Global Warming Potential (GWP) e un significativo risparmio energetico per il trasformatore.
Barriera termica (thermal break)
La funzione principale della barriera termica è quella di interrompere la trasmissione del calore tra ambiente interno ed esterno, inserendo un materiale a bassa conducibilità termica nel telaio dell’infisso. Questo contribuisce all’efficienza energetica dell’edificio e riduce la formazione di condensa sul lato interno del serramento.
Un materiale indicato per questa applicazione è Durethan AKV325 H2.0 di Envalior, caratterizzato da alta viscosità (adatta all’estrusione), bassa conducibilità termica rispetto all’alluminio e compatibilità con verniciature a forno.
In alternativa, Altech® PA66 ECO 2025/516 BK0003-00 di Mocom rappresenta una soluzione sostenibile con contenuto di polimero riciclato post industriale (PIR) fino al 100%. Oltre alla bassa conducibilità termica, offre elevata resistenza meccanica e ottima efficienza energetica. Ogni chilogrammo di Altech PA® riciclato consente un risparmio di circa 5 kg di CO₂.
(Articolo tratto dalla rivista Plastix di novembre 2025)



