Investire nella tutela ambientale: 300 milioni dal Fondo Transizione Industriale

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I contributi, a fondo perduto, favoriranno gli investimenti green e supporteranno le imprese italiane, alleggerendo i costi per adeguare i processi produttivi alle indicazioni europee in materia ambientale.

Non solo efficientamento energetico dei prodotti e dei processi, ma anche riutilizzo di materie prime e materie riciclate: nel bando del MIMIT, partito il 10 ottobre 2023, la plastica diventa uno dei protagonisti, in maniera inconsapevole ma efficace. Saranno favoriti gli investimenti per l’acquisto e l’utilizzo di macchinari e impianti capaci di ottimizzare lo sfruttamento delle fonti, dando nuova vita anche alla plastica e rendendola vettore di energia, per perseguire gli obiettivi green indicati da Bruxelles.

Con il recente bando, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti dato il via a una nuova misura, mettendo a disposizione 300 milioni di euro, provenienti dal Fondo per il sostegno alla transizione industriale. Lo strumento agevolativo incentiva la realizzazione dei programmi di investimento a tutela dell’ambiente, favorendo l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche europee e combattendo la delicata questione del cambiamento climatico.

Bisogna, però, fare in fretta, perché manca poco meno di un mese alla chiusura dello sportello: c’è tempo fino al prossimo 12 dicembre 2023 per richiedere le agevolazioni destinate alla realizzazione di progetti “green-oriented”. Vediamo allora chi può partecipare e in che modo.

Fondo Transizione Industriale: i requisiti per partecipare

Con un recente bando, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy metterà a disposizione 300 milioni di euro provenienti dal Fondo per il sostegno alla transizione industriale (foto: MIMIT)

È necessario possedere specifici requisiti per poter presentare la domanda di ammissione al bando. I soggetti giuridici, ovvero le imprese, possono avere qualsiasi dimensione purché risultino operative sul territorio italiano (con almeno una sede stabile): dovranno essere regolarmente costituite, attive e in regola con l’iscrizione al Registro delle imprese. È necessario che operino prevalentemente nel settore manifatturiero ed estrattivo, con una classificazione delle attività Ateco 2007 ricompresa nelle sezioni B e C.

L’agevolazione non potrà mai essere destinata a “imprese in difficoltà”, secondo la definizione del Regolamento GBER, perché lo scopo del beneficio economico non è sanare una condizione finanziaria instabile, ma favorire l’investimento. Non saranno ammesse le imprese che versano in condizioni di fallimento o in liquidazione, o quelle assoggettate a procedure concorsuali o destinatarie di sanzioni interdittive (per specifici reati a carico dei rappresentanti).

Il bando, poi, richiede la regolarità contributiva del soggetto istante, nonché il pieno e libero esercizio dei propri diritti. Sono esclusi tutti i soggetti nei cui confronti siano opponibili cause ostative (secondo quanto stabilito dalla disciplina antimafia) o coloro che, secondo la legge, rientrino tra gli incapaci di ricevere benefici pubblici. Allo stesso modo, non saranno ammesse alla procedura valutativa le imprese debitrici del MIMIT, o della Commissione europea.

I programmi d’investimento previsti dal fondo

Sono stati stanziati 300 milioni di euro, di cui però la metà sarà riservata ai progetti presentati dalle imprese “energivore”, come qualificate nell’elenco speciale della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali. Saranno finanziati i programmi di investimento e formazione del personale, per il raggiungimento di una o più delle tre finalità indicate nel bando, ovvero per realizzare una maggiore efficienza energetica, un uso efficiente delle risorse o un cambiamento fondamentale del processo produttivo.

Tutti i programmi d’investimento e di formazione del personale potranno essere avviati solo successivamente alla presentazione della domanda a Invitalia, il soggetto gestore della misura agevolativa (foto: Invitalia)

Nel dettaglio, i progetti dovranno riguardare lo svolgimento dell’attività d’impresa, contribuendo a un cambiamento del processo produttivo, attraverso l’implementazione di soluzioni tecnologiche capaci di consentire un efficientamento. Possono essere infatti introdotti sistemi di monitoraggio dei consumi energetici, o installati impianti ad alta efficienza. Saranno poi favoriti i progetti che operino una riduzione dell’utilizzo delle risorse, grazie a riuso, recupero e riciclo. L’agevolazione riguarderà anche tutti gli acquisti per l’installazione di impianti da autoproduzione di energia, da diverse fonti green.

È fondamentale rispettare però le indicazioni normative: i programmi d’investimento devono infatti prevedere un miglioramento, in ambito ambientale, funzionalmente ai processi, e non sono mai ammessi gli interventi che apportino un aumento alla capacità produttiva – ad eccezione di quelli che derivano da esigenze tecniche, ma mai superiori al 2% rispetto alla situazione precedente all’intervento.

Tutti i programmi potranno essere avviati solo successivamente alla presentazione della domanda a Invitalia, il soggetto gestore della misura agevolativa, e la realizzazione dovrà avvenire entro 36 mesi dalla data di concessione del contributo (ai quali possono essere aggiunti ulteriori 12 mesi, eventualmente, a specifiche condizioni). Dopo questo lasso temporale, l’investimento dovrà risultare pienamente operativo.

Le spese ammissibili e le percentuali agevolate

L’investimento agevolato dovrà prevedere un importo compreso tra i 3 e i 20 milioni di euro e l’agevolazione, concessa nella forma di contributo a fondo perduto, coprirà le spese, a seconda di percentuali variabili.

Sono considerati ammissibili (e quindi sono agevolati) tutti i costi (rectius, spese) che risultino “strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento”, e in particolare quelli impiegati per l’acquisto e la costruzione di immobilizzazioni relative a:

  • suolo aziendale (non più del 10% del totale);
  • opere murarie et similia (non più del 40% del totale, in base agli obiettivi ambientali);
  • impianti e attrezzature nuove;
  • programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate;
  • formazione.
Il bando è partito il 10 ottobre 2023, ma lo sportello per le domande resterà aperto solo fino al prossimo 12 dicembre (foto: AdobeStock)

Per ognuna di queste voci, l’agevolazione coprirà una parte della spesa, secondo quanto previsto dall’articolo 11 dell’apposito Decreto direttoriale. Per il miglioramento dell’efficienza energetica, ad esempio, il contributo sarà pari al 30% dei costi, con una maggiorazione connessa alla dimensione aziendale (+20% per le piccole e +10% per le medie) e alla zona di appartenenza della sede operativa.

Per le spese d’installazione di impianti da autoproduzione, le agevolazioni coprono dal 30 al 45% (più eventuali maggiorazioni), mentre, per gli investimenti relativi all’efficientamento delle risorse, le percentuali salgono al 40 (arrivando anche al 60, per le piccole imprese). Per gli investimenti che modificano il processo produttivo, invece, sarà necessario attenersi alle disposizioni riportate nella carta degli aiuti a finalità regionale, in considerazione anche della dimensione aziendale e della zona in cui si trova l’impianto.

Come presentare la domanda per il Fondo Transizione Industriale

Il Fondo Transizione Industriale è uno strumento gestito da Invitalia, ma istituito dalla Legge di Bilancio 2022 (articolo 1, commi 478 e 479): disciplinato da un Decreto interministeriale del 21 ottobre 2022, il bando è partito solo un anno dopo, il 10 ottobre 2023, e lo sportello resterà aperto fino al prossimo 12 dicembre. Ogni impresa potrà presentare una sola domanda per unità produttiva, scegliendo l’obiettivo ambientale da perseguire.

Si può procedere esclusivamente per via telematica, collegandosi al sito di Invitalia, dove sarà possibile anche reperire tutta l’apposita modulistica per la presentazione della domanda e una guida. La valutazione delle istanze avviene seguendo una graduatoria di merito, per cui è indifferente l’aspetto temporale, a condizione che si rispetti la data di termine presentazione. Ci si concentri, piuttosto, sulla qualità del progetto.

Il soggetto gestore, infatti, assegnerà un punteggio in base al programma di investimento, nella fase iniziale, e solo successivamente procederà con un’istruttoria tecnica: dal combinato disposto dei due giudizi verrà stilata una graduatoria che, in caso di parità, favorirà la domanda con il contributo agevolativo inferiore. Invitalia si riserva la possibilità di procedere con la revoca dell’agevolazione, in circostante specifiche. Termini e modalità di presentazione sono riportati nel Decreto direttoriale del 30 agosto 2023.

Marianna Capasso


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