Si è svolta venerdì 6 marzo, presso la sede dell’associazione Ucima a Baggiovara (Modena), una nuova Giornata della Fondazione Carta Etica del Packaging, uno dei quattro appuntamenti che la Fondazione promuove ogni anno per offrire occasioni di approfondimento e confronto sui temi che attraversano la filiera dell’imballaggio, interpretati alla luce dei principi della Carta Etica del Packaging.
L’incontro, intitolato “Il packaging e le sfide globali”, ha riunito esperti del mondo industriale, accademico e consulenziale per analizzare le principali trasformazioni che stanno attraversando il settore: dai trend economici globali alle nuove normative europee, dall’innovazione tecnologica alle implicazioni sociali e culturali della filiera.
Come emerso nel corso dell’incontro, il packaging non rappresenta più soltanto un elemento tecnico destinato alla protezione e al trasporto del prodotto, ma un nodo strategico capace di connettere sostenibilità, competitività industriale, innovazione e responsabilità sociale.
I trend globali della filiera del packaging
Dopo i saluti istituzionali, i lavori della giornata si sono aperti con l’intervento di Luca Baraldi (in foto d’apertura, ndr), chief research manager del Centro Studi Mecs-Ucima, il quale ha analizzato brevemente i principali trend internazionali della filiera del packaging, evidenziando il peso economico e industriale del settore a livello globale. Il comparto coinvolge materiali, macchine di processo e macchine per il confezionamento, generando un valore complessivo superiore ai 200 miliardi di euro.
Particolare attenzione è stata dedicata alle dinamiche dei consumi nel comparto food & beverage, che continua a rappresentare il principale mercato di riferimento per il packaging e mostra prospettive di crescita costante nei prossimi anni. Nel corso dell’incontro si è inoltre ricordato il ruolo di primo piano dell’industria italiana delle macchine per il packaging, che conta oltre 600 aziende, più di 40 mila addetti e circa 10 miliardi di euro di fatturato, con una forte vocazione all’export e una presenza consolidata sui principali mercati internazionali.
Export, normative e nuovi scenari internazionali

Un secondo focus di Stefano Nicolussi, responsabile Area Tecnico-Normativa di Ucima, riguardava le sfide legate ai mercati internazionali, con particolare riferimento alle barriere tariffarie e non tariffarie che le imprese devono affrontare nei diversi contesti normativi.
Le macchine per il packaging non sono semplici beni strumentali: rappresentano infatti un vero veicolo di know-how industriale, perché incorporano conoscenze tecniche relative ai prodotti, ai materiali e ai requisiti normativi dei diversi mercati di destinazione.
Nel contesto globale, i produttori devono confrontarsi con modelli regolatori differenti: dal regime di autodichiarazione di conformità, che caratterizza il mercato europeo, fino ai controlli tecnici e documentali richiesti da diversi paesi per l’immissione delle macchine nei rispettivi mercati.
Verso un packaging sempre più intelligente

L’interessante contributo di Erik Ciravegna, senior University Researcher & Lecturer del Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, ha poi affrontato l’evoluzione del concetto di smart packaging, sempre più orientato verso una logica di sistema.
Il packaging non può più essere considerato un oggetto isolato, ma un elemento che attraversa l’intero ciclo di vita del prodotto – dalla produzione alla logistica, dalla distribuzione fino al fine vita – collegando attori, materiali, dati e responsabilità lungo tutta la filiera.
In questa prospettiva, l’intelligenza non risiede soltanto nelle tecnologie integrate nell’imballaggio, ma nella capacità della filiera di condividere informazioni e coordinare decisioni, rendendo più efficiente e sostenibile l’intero sistema produttivo.

Sostenibilità e nuove responsabilità nella catena del valore
Grazie all’intervento di Sara Brandimarti, global head of Sustainability della Divisione Business Assurance di TÜV SÜD, si è dedicato ampio spazio anche alle evoluzioni normative europee in materia di sostenibilità, che stanno ridefinendo le responsabilità delle imprese lungo tutta la catena del valore.
Le nuove regolamentazioni richiedono alle aziende non solo di dichiarare i propri impegni, ma di dimostrare concretamente le azioni intraprese attraverso sistemi di tracciabilità, monitoraggio e verifiche indipendenti.
La sostenibilità diventa così un processo operativo che coinvolge l’intera filiera, dalla gestione dei fornitori alla raccolta dei dati, fino alla rendicontazione degli impatti ambientali e sociali.
Innovazione, inclusione e opportunità di finanziamento

La giornata si è conclusa con un approfondimento di Paolo Neri, senior manager di BDO Italia, sulle opportunità di finanziamento dedicate a progetti di innovazione e impatto sociale.
Tra i temi affrontati: incentivi per gli investimenti industriali e tecnologici, strumenti per la formazione delle competenze nelle PMI, programmi dedicati alla parità di genere e iniziative di responsabilità sociale nelle imprese.
Questi strumenti rappresentano leve importanti per sostenere lo sviluppo di un settore chiamato ad affrontare contemporaneamente transizione digitale, sostenibilità ambientale e trasformazioni dei mercati globali.



