Comfort e vestibilità delle scarpe sportive sono diventate patrimonio condiviso nelle mille declinazioni della moda quotidiana. È lo spunto per promuovere un diverso approccio alla circolarità del mondo calzaturiero approfittando della versatilità del poliuretano (PU), proposto da Basf all’ultima fiera Simac Tanning Tech (Milano, 23-25 settembre 2025). Suole, tomaie o anche intere scarpe realizzate in PU o in combinazione con il poliuretano termoplastico (TPU) si prestano al riciclo meccanico.
Il TPU Elastollan RC è caratterizzato da un contenuto di materiale rigenerato fino al 100% ed è adatto all’impiego per le calzature. Tramite depolimerizzazione, scarti di lavorazione e materiali riciclati post consumo possono essere integrati nella produzione delle suole; sempre Basf propone la tecnologia di riciclo chimico ChemCycling per riutilizzare pneumatici esausti o rifiuti plastici misti in nuove mescole.
Insieme al partner tecnico Desma Schuhmaschinen, l’azienda ha presentato al salone milanese concept che uniscono l’iniezione diretta di intersuole con il nuovo PU a bassa densità Elastopan SpringPURe al rivestimento con pellicole di Elastollan. Questa lavorazione completamente automatizzata può includere il TPU espanso Infinergy per creare suole con densità variabile combinando elasticità e leggerezza (vedi foto d’apertura, ndr).
Calzature da trail sostenibili e resistenti

Il piacere di correre sui sentieri in montagna ristora in tutte le stagioni. La resistenza alle condizioni climatiche più varie, la protezione dall’impatto con pietre e rami, un buon ritorno d’energia (ovvero compressione e risposta dopo l’appoggio del piede al terreno) e la durevolezza sono le caratteristiche richieste alle calzature da trail.
In collaborazione con Envalior, il team di Norda ha ingegnerizzato il modello 005, particolarmente leggero e resiliente, scegliendo per l’intersuola espansa il TPC (copoliestere termoplastico) Arnitel Performance.
Secondo l’azienda, i materiali usuali in questo tipo d’applicazione non soddisfano appieno tutte le caratteristiche richieste. L’EVA (etilenvinilacetato) è leggero e relativamente economico, ma il ritorno di energia non è dei più efficaci e la fase di reticolazione chimica rende difficile il riciclo.

Qualche problema in termini di sostenibilità ambientale affligge anche il TPU, poliuretano termoplastico, che fornisce un buon rebound in condizioni climatiche non estreme. Il PEBA (copolimero a blocchi polietere-ammide) è celebrato per l’ottimo rimbalzo (rebound), però mostra la corda sui lunghi percorsi. I test condotti dalle due aziende mostrano un rebound oltre l’80%, circa il 15-20% in più rispetto al TPU, e del 5% del PEBA (vedi figura 1).
Invece, il modulo elastico di Arnitel Performance è garantito in un intervallo di temperature tra -20°C e +100°C. La lavorazione tramite espansione fisica permette di calibrare con precisione la densità delle cellule, ottimizzando il rapporto tra rimbalzo e stabilità. Evitando la reticolazione chimica, l’elastomero non genera emissioni nocive di monossido e biossido d’azoto in fase di incinerazione. Poiché condivide la formulazione con gradi certificati per il contatto con gli alimenti, l’acqua potabile e l’uso medicale presenta un elevato grado di purezza e controllo di processo.
La gamma include versioni ECO, costituite fino al 50% da risorse rinnovabili, come l’olio di ricino, e bioattribuite con il metodo del bilanciamento di massa, certificate da ISCC per la sostituzione immediata nel ciclo produttivo.



