Acustica al top con la plastica 100% rigenerata Ecopixel

I granuli di LDPE 100% riciclato conferiscono una texture pixelata all’altoparlante Ghetto-Blaster di Jan Pulayert (Foto Mariandrea Zambrano)

Le texture multicolori a effetto mosaico, marmo, granito, mélange sono diventate la cifra stilistica di diversi oggetti di design ed elementi d’architettura d’interni realizzati con materiale plastico riciclato proveniente da post consumo. È un’estetica frizzante, gioiosa, e anche molto efficace nel dichiarare il valore aggiunto di una materia rigenerata. Di quest’approccio al design sostenibile il materiale Ecopixel è uno degli esempi più brillanti.

Cos’è Ecopixel

Nato da un’idea di Jan Puylaert e Claudio Milioti, fa il suo ingresso nel mondo del design nel 2017 con Alex, chaise-longue “neoimpressionista” di Alessandro Mendini. I “pixel” che danno nome al materiale, prodotto e distribuito da WET/Ecopixel, sono granuli di materia plastica di colori diversi che accostati generano una superficie vibrante di cromie cangianti: osservata a una certa distanza, l’interferenza reciproca tra le tinte sembra crearne di nuove, in modo simile a ciò che avviene nei quadri realizzati con la tecnica del pointillisme (puntinatura) usata alla fine dell’Ottocento dagli artisti neoimpressionisti Paul Signac e Georges Seurat. Nel linguaggio contemporaneo, invece, i pixel sono unità di cui si compone un’immagine digitale, sono le molecole che costituiscono gli oggetti della modernità. Proprio come Ghetto-Blaster, altoparlante bluetooth stereo portatile di Jan Puylaert. Non potrebbe indossare una veste più attraente ed espressiva della texture pixelata, che da sola comunica la funzionalità dell’oggetto come se vibrasse di onde sonore anche da spento. Ma qui il materiale Ecopixel supera se stesso, associando all’efficacia estetica prestazioni acustiche ottimali: per la realizzazione dell’apparecchio è stata impiegata una nuova tipologia, Ecopixel Audio.

Stratificazione estetica e funzionale

Il materiale Ecopixel è costituito da LDPE 100% riciclato proveniente sia da scarti industriali sia dalla raccolta differenziata urbana. I granuli presentano densità e qualità strutturali diverse, che possono essere miscelate con molteplici formulazioni, creando un multistrato monomateriale, perciò 100% riciclabile. Resiste a un range di temperature da -10 a 50 °C, all’umidità e agli UV, perciò è idoneo per impieghi indoor e outdoor. È lavorabile tramite soffiaggio, in lastra, con stampaggio a iniezione e formatura sottovuoto offrendo la massima flessibilità.

Il guscio degli amplificatori è costituito da uno layer interno più morbido e grezzo e da uno esterno “più rigido” ad alta densità

«Durante una prova di produzione abbiamo osservato come i granuli si comportino diversamente secondo le caratteristiche: alcuni si depositano negli strati più esterni e altri rimangono all’interno» spiega il designer Jan Puylaert, art director di WET/Ecopixel. «Intervenendo sulla stratificazione dei materiali abbiamo sviluppato una struttura con un nucleo morbido e “grezzo” che diventa più compatta e rigida nei layer esterni (immagine in alto), dotata di prestazioni fonoassorbenti molto interessanti: è quindi l’ideale per realizzare i gusci degli altoparlanti, anche perché può essere plasmato con qualsiasi design, inclusi i particolari più precisi che soddisfano necessità acustiche specifiche».

Graffiti e sound system

Insieme a Joseph Szall, sound engineer italo-ungherese, Puylaert ha sviluppato la prima cassa acustica che ha dimostrato l’efficacia di questa nuova famiglia di materiali, ribattezzata Ecopixel Audio. Per valorizzarlo, insieme, hanno individuato una gamma di prodotti per l’elettronica di consumo. Un concept dimostrativo di volume sferico, Eye Speaker, è stato presentato nel 2019 presso la Galleria Rossana Orlandi durante la Milano Design Week e in seguito al festival del design londinese dello scorso settembre. Attualmente è in piena fase di sviluppo per diventare un altoparlante di fascia alta per la Capriccio Continuo Sound Company di Joseph Szall.

Eye Speaker è il primo nato della gamma di altoparlanti realizzati in LDPE 100% riciclato nella speciale formulazione brevettata di Ecopixel Audio

Ghetto-Blaster, agile e trendy

«Accanto all’utilizzo massiccio degli auricolari è riapparsa la tendenza di ascoltare musica in gruppo, come si faceva negli anni Ottanta perciò nella collezione non poteva mancare un oggetto come Ghetto-Blaster» osserva Puylaert. Ghetto-Blaster è un altoparlante stereo con un connessione Bluetooth 5.0 che fornisce un suono di alta qualità in un sistema portatile, domestico. In questa prima versione WET/Ecopixel ha scelto un semplice ricevitore Bluetooth per una fruizione agile, che non richiede istruzioni per l’uso. È dotato di unità altoparlanti coassiali con tweeter in neodimio e cupola in seta da 1,5” e woofer surround 5,5” in gomma con tecnologia DAR (Double Asymmetric Rolls) che permettono di ottenere una risposta in frequenza da 70 Hz a oltre 20 kHz. Grazie alle prestazioni fonoassorbenti della scocca in Ecopixel Audio, il segnale elettrico è trasmesso nelle basse frequenze con sonorità calde e nitide. La circuitazione separata per i canali destro e sinistro in entrambe le direzioni, cosi come per gli altoparlanti destro e sinistro, è studiata per creare effetti stereo con molteplici opzioni di riflessione del suono sulle pareti. Il filtro crossover 6/12 dB divide il woofer dal tweeter a 3.500 Hz. L’involucro cilindrico, con texture e cromie a contrasto diverse per ciascuno dei due altoparlanti integra un maniglione per il trasporto.

Esploso dell’altoparlante Bluetooth Ghetto-Blaster

Presente e futuro circolari

«Ecopixel è un materiale circolare, al 100% riciclato e riciclabile, e la gamma Audio non fa eccezione alla filosofia di utilizzare e promuovere esclusivamente materiali di questa natura» specifica Puylaert. «Poiché la nostra produzione è personalizzabile sulle richieste del cliente, per ottenere determinati colori aggiungiamo, quando è necessario, piccole quantità di LDPE vergine, che comunque non compromettono la riciclabilità e la circolarità del materiale».

Il materiale riciclato non sempre è più economico rispetto al vergine: nel nostro caso, la preparazione dei “pixel” richiede molto tempoJan Puylaert

Il riutilizzo dei rifiuti plastici contribuisce a evitare il loro abbandono nella natura. «Esperienze come la nostra, tuttavia, hanno un impatto parziale sul problema, che nasce a monte, perché la raccolta differenziata non viene effettuata separando con cura i diversi polimeri» continua il designer. «Più in generale, la filiera delle materie prime seconde è gestita spesso in modo farraginoso, con troppa burocrazia che rende difficile l’accesso alla plastica riciclata da parte delle aziende che vorrebbero utilizzarla per le loro produzioni. Nonostante ciò, credo che in un futuro non lontano tutta la plastica in circolazione sarà riciclata».

Imperfetto, dunque autentico

«Oggi la nostra clientela di riferimento sono gli architetti di interni chiamati ad allestire negozi e i punti vendita del fashion, ma per il consumatore finale Ecopixel è ancora relativamente costoso» spiega. «Purtroppo un materiale riciclato non sempre è più economico rispetto al vergine: nel nostro caso, ad esempio, la preparazione dei “pixel” richiede molto tempo. Inoltre, le impurità del materiale implicano che il prodotto finale presenti talora piccole imperfezioni e i consumatori non sono ancora abituati ad accettare quest’aspetto. Sono convinto, però, che gli appassionati di design, sensibili alle tendenze d’avanguardia, faranno da tramite nel rendere familiari le irregolarità che caratterizzano le materie plastiche riciclate, proprio come il legno e la pietra hanno forme e superfici con texture sempre diverse per natura che testimoniano la loro autenticità» conclude il designer.

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