Come è noto il tema della difficile reperibilità delle competenze è sentito, ma anche a Mecspe si è potuto osservare con un esempio concreto che attrarre i giovani verso la meccanica è possibile, a patto di dare loro la possibilità di affiancare al necessario studio teorico anche l’esperienza pratica
di Piero Ciampi
Un righello è il gadget che i visitatori di Mecspe potevano ricevere affacciandosi all’isola dimostrativa Dalla plastica alla forma presso il padiglione 36 di Bologna Fiere, dal 4 al 6 marzo 2026. Si tratta pertanto di un oggetto piccolo, ma dietro al quale si cela un lavoro intenso quanto prezioso. È quello svolto in collaborazione da Fanuc e dai CNOS-FAP della formazione professionale salesiana in Lombardia, insieme al fornitore di normalizzati austriaco Meusburger.
L’obiettivo è trovare nuova linfa giovane alle imprese della manifattura che guardano al futuro e faticano a trovare braccia e cervelli, da un lato. E, dall’altro, offrire a tanti ragazzi un’opportunità di collocamento dopo gli studi, o addirittura mentre ancora frequentano un istituto professionale, mostrando che la meccanica è terreno fertile per la creatività e che, nella maggior parte dei casi, può essere fonte di un impiego certo e duraturo.
Il modello giapponese

Specializzata da sempre nell’offerta di CNC e sistemi di automazione per l’industria, Fanuc ha messo a disposizione di studenti e partner in fiera un suo esemplare di pressa full-electric della gamma Roboshot e ha soprattutto dato visibilità a una strategia ampia e articolata.
«Da ormai quattro anni cooperiamo attivamente con le scuole e l’input iniziale in tal senso ci è giunto direttamente dalla casa madre in Giappone», ha detto ai microfoni delle riviste Stampi e Plastix l’education business developer Mirko Cazzaniga. «Con numerose realtà della filiera meccanica e meccatronica siamo parte di Ucimu Academy, e un’altra partnership importante è quella stretta con un’università milanese che ci supporta nella raccolta di dati utili per interpretare le esigenze dell’industria e quelle della didattica».
Che le tematiche dello skill shortage e dello skill gap siano fortemente sentite dal manifatturiero, e non solo, è indubitabile. Altrettanto vero è però che qualcosa si sta muovendo anche grazie ai fondi che il PNRR ha stanziato e di cui beneficeranno 300 scuole nel Paese per progetti di meccanica e meccatronica, appunto.
Lo ha ricordato Cazzaniga, il quale ha così proseguito: «Fanuc dialoga e sigla accordi direttamente con i singoli enti e fra questi c’è proprio la rete CNOS-FAP. Ci occupiamo del training dei docenti con corsi estivi mirati e percorsi di certificazione ad hoc per il singolo istituto. Allo stesso tempo cerchiamo di coinvolgere nelle iniziative altre realtà, sensibilizzando il mondo industriale alla formazione dei giovani studenti».
Allori universitari, ori olimpici

Con Senaf (società organizzatrice di Mecspe) e con i salesiani si è accesa una scintilla che nei padiglioni della manifestazione ha continuato a brillare e, d’altra parte, «accendere la passione» degli studenti è senza se e senza ma l’obiettivo di Mirko Cazzaniga e del suo team. «La risposta», ha commentato, «è più che soddisfacente perché a nostro avviso gli adolescenti sentono il bisogno di mettere le mani sulle macchine, per così dire, senza per questo trascurare gli studi teorici. Cerchiamo di intercettarli sin dal triennio delle secondarie di primo grado – proponendo delle giornate di orientamento presso le nostre sedi sul territorio – per arrivare sino all’università. In almeno quattro circostanze si sono organizzati degli open day che hanno accolto le famiglie e il ventaglio delle collaborazioni attive si sta allargando».
Gravitano nell’orbita di Fanuc gli Ipsia, Enaip, Cfp e Ifp e naturalmente i poli della rete degli Its: la multinazionale è presente come socio in tre di essi. In totale, si sono già formati circa 1500 iscritti delle superiori e, come si è avuto modo di accennare, lo sguardo si estende anche agli atenei. Sono in via di messa a punto celle robotizzate dedicate alla formazione pratica degli studenti universitari; altrove il produttore affianca i laureandi in fase di stesura delle tesi.
«Con la specialista dell’editoria scolastica Sanoma», ha precisato Cazzaniga, «si sono approntati due programmi specifici di alternanza scuola-lavoro sulla robotica e i controlli numerici. Si effettuano in parte online e in parte in presenza sotto la guida degli insegnanti, ma sulla scorta di paradigmi creati da noi e ispirati agli ambienti dei videogiochi».
Fanuc Academy garantisce la certificazione finale valida a livello europeo e il personale salesiano cura gli esami. A mettere un ulteriore imprimatur sulla preparazione dei ragazzi è il fatto che 60 di loro abbiano gareggiato nel maggio scorso alle Olimpiadi della meccanica, preludio ai WorldSkills. «Anche quest’anno selezioneremo con le Olimpiadi nuovi talenti da introdurre alle competizioni internazionali WorldSkills ed EuroSkills, a conferma dell’investimento in formazione da parte di Fanuc», ha concluso Mirko Cazzaniga.
Lavoro di squadra

«Costruiamo qualcosa», è il messaggio che l’ente organizzatore Senaf ha indirizzato ai centri salesiani CNOS-FAP e ai loro partner durante la marcia di avvicinamento all’edizione 2026 di Mecspe. Alla richiesta, gli eredi di san Giovanni Bosco hanno risposto sia lavorando con le già citate Fanuc e Meusburger sia coinvolgendo il produttore di attrezzature ausiliarie per lo stampaggio di materie plastiche Moretto e Brescia Master per i materiali.
«Abbiamo voluto creare un’area viva e del tutto realistica», ha detto il segretario nazionale per il settore meccanico dei salesiani CNOS-FAP Maurizio Todeschini, «e per farlo abbiamo deciso di installare un autentico configuratore di normalizzati di Meusburger coi veri prezzi dei prodotti, per trasformare la formazione in una simulazione industriale e rendere evidente il peso economico di ogni scelta tecnica sulla sostenibilità dei progetti. Partendo dalla progettazione per arrivare al manufatto finito, l’area dimostrativa funziona davvero».
Per le imprese è una risorsa ed esse «sono ben disposte a riconoscerlo» poiché «da iniziative e partnership come questa traggono respiro e speranza», secondo la riflessione di Todeschini. Sempre fra i padiglioni di Bologna Fiere è stato lanciato il corso annuale Ifts sugli stampi. Si tratta di un percorso della durata di 800 ore delle quali la metà sono di apprendistato retribuito. È stato messo a punto di concerto con l’agenzia per il lavoro Randstad e numerose sono le aziende già interessate.
È solamente uno dei progetti in cantiere presso i salesiani perché, come ha notato il direttore generale della Fondazione CNOS-FAP, don Giuliano Giacomazzi, gli istituti stanno dialogando con i colossi. «Abbiamo incontrato i vertici di Google in Italia e a San Francisco nell’ambito di un progetto sull’intelligenza artificiale», ha ricordato. «Soltanto dal 2025 a oggi sono stati da noi addestrati sull’AI ben 1700 formatori con percorsi standardizzati e il supporto di un gruppo di ricerca ad hoc: l’obiettivo è comprendere appieno quali siano i cambiamenti che l’uso di tale tecnologia introduce». Perché l’esperienza della artificial intelligence sia adeguatamente trasferita ai ragazzi «la formazione dei docenti è decisiva» ed è un «elemento educativo concreto», oltre che irrinunciabile. Su questo, l’idea è di operare in base a un programma già avviato di respiro quadri-quinquennale.
Opportunità a cascata

Per il produttore di portastampi e piastre Meusburger la partecipazione a iniziative come l’area dimostrativa di Mecspe è «d’interesse» perché anche così è possibile «dare ai clienti un’opportunità in più di proseguire il lavoro contando su giovani volenterosi e preparati».
Lo ha affermato il regional sales manager Davide De Letteriis, sottolineando che nei salesiani l’azienda ha trovato una sponda ideale, data la comune «passione per gli stampi» e anticipando qualcosa circa i piani futuri.
«A Sesto San Giovanni», ha svelato, «è destinato a sorgere un nostro centro di eccellenza proprio presso la sede locale degli CNOS-FAP. Si tratta di un’open house permanente a disposizione degli studenti e la decisione di inaugurarla ci è stata ispirata direttamente dal quartier generale di Wolfurt, che vi ha destinato un investimento ragguardevole.
L’intenzione è consolidare la cultura della costruzione di stampi e dello stampaggio e con piacere abbiamo accolto la richiesta di contatto da parte di altre scuole, in fiera a Bologna. Ci sono realtà che da tempo hanno attivato corsi mirati sugli stampi per la plastica, per esempio nelle Marche, dove vorremmo lanciare un modulo-base tematico e il traguardo è proprio questo: formare non dei semplici professionisti, ma stampisti specializzati».



