Ricerca e innovazione per un policarbonato più sostenibile

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Storica azienda specializzata nella progettazione e nella produzione di cupole e lucernari Made in Italy, Tecnocupole Pancaldi prosegue il proprio impegno in ricerca e innovazione sostenibile affiancando il mondo accademico in un percorso triennale di dottorato di ricerca dedicato allo studio della seconda vita del policarbonato, materiale chiave per i propri prodotti.

Avviata nel novembre del 2024 e in programma fino a novembre 2027, la ricerca – finanziata dall’azienda in collaborazione con l’Università di Bologna – ha chiuso con successo il suo primo anno di attività. Protagonista del progetto è Elettra Savigni, dottoranda in Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali, selezionata tramite bando PNRR (40° ciclo), che sta sviluppando la sua ricerca orientata su tre pillar scientifici: lo sviluppo di miscele tra policarbonato post consumo e sfrido industriale di produzione, lo studio dell’efficacia di trattamenti di coating protettivi per aumentare la durabilità dei materiali e infine la ricerca di materiali isolanti alternativi al poliuretano attualmente utilizzato.

“Nei primi sei mesi il mio lavoro si è concentrato sull’analisi dello stato di degradazione del policarbonato proveniente da cupole a fine vita e sulla sperimentazione di diverse formulazioni ottenute tramite riciclo meccanico”, racconta Elettra Savigni. “Da subito è apparso quanto la presenza di contaminanti e sporco incida in modo significativo sulla qualità del compound, mentre ora mi sto focalizzando sull’ottimizzazione delle prestazioni del materiale post consumo, anche attraverso additivazione, per migliorarne la resa nelle miscele con lo sfrido industriale”.

I primi risultati del lavoro di ricerca

Michela Pancaldi, CEO di Tecnocupole Pancaldi

La ricerca ha evidenziato una complessità intrinseca legata alla specifica applicazione dei prodotti. I lucernari, infatti, sono elementi dell’involucro edilizio costantemente esposti agli agenti atmosferici, fortemente sollecitati dagli effetti del climate change e dell’inquinamento, con variabili ambientali che influiscono in modo determinante sui processi di degrado e che rendono la sperimentazione particolarmente sfidante, ma anche altamente significativa dal punto di vista industriale.

Parallelamente, sul fronte dei materiali isolanti si stanno valutando soluzioni che privilegino le prestazioni termiche rispetto a quelle meccaniche, mentre per quanto riguarda i coating protettivi sono in corso prove di invecchiamento accelerato in laboratorio su policarbonato trattato con diverse tecnologie, al fine di analizzarne il comportamento nel tempo.

Ma dal punto di vista scientifico, i primi risultati confermano l’elevato potenziale del policarbonato: già con miscele contenenti il 70% di materiale vergine e il 30% di materiale riciclato si osservano performance molto promettenti, aprendo la strada, nel medio periodo, allo sviluppo di lastre e componenti con percentuali sempre più elevate di contenuto riciclato, fino all’obiettivo di un prodotto realizzato interamente da post consumo e scarti industriali.

Un esempio virtuoso di collaborazione tra impresa e università

“Il coinvolgimento di Tecnocupole Pancaldi in questo progetto è un esempio virtuoso di collaborazione tra impresa e università. L’approccio scientifico allo studio della seconda vita del policarbonato apre scenari promettenti nel campo dei materiali riciclabili”, commenta Laura Sisti, docente e tutor scientifico della ricerca presso l’Università di Bologna.

“Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che non solo affronta il tema del fine vita dei materiali, e che lo affida a una giovane ricercatrice brillante come Elettra. Crediamo fortemente che la transizione ecologica passi anche da iniziative concrete come questa, capaci di generare conoscenza e valore. Crediamo fortemente in questo progetto e nella nostra quotidianità aziendale stiamo creando, con investimenti importanti in termini economici e di tempo, un circuito interno di circular economy, a prescindere dal ROI che potrebbe generare”, aggiunge Michela Pancaldi, CEO di Tecnocupole Pancaldi.


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