Di consumo, ma circolari

Condividi

L’elettronica di largo consumo è tra i settori più competitivi e ai produttori non è concesso fare sconti in termini di prestazioni o di estetica nella scelta dei materiali.

Policarbonati e blend a base di PC con un contenuto di materiale riciclato fino al 98% mantengono prestazioni meccaniche ed estetiche comparabili ai polimeri vergini nella gamma Edgetek REC di Avient

Smartphone e computer sono diventati, per usare il gergo abusato ma efficace del marketing, “oggetti lifestyle”, che ove possibile esibiscono qualche aspetto del loro utilizzatore, inclusa la preoccupazione per la salvaguardia dell’ambiente. L’utilizzo di materiali circolari fa incontrare acquisto e produzione responsabili.

Negli smartphone Pixel 10 (in foto d’apertura, ndr) di Google, potenziati in tutti gli aspetti di primario interesse tra i consumatori (come una maggiore durata della batteria, lo zoom fotografico ad alta definizione e un display più luminoso), è posta in risalto la presenza di resine rigenerate come il PBT Toraycon di Toray, ottenuto da riciclo chimico con prestazioni meccaniche e di colorabilità equivalenti a quelle delle resine vergini.

Il contenuto di materiale plastico riciclato post consumo nei policarbonati e nelle mescole PC della gamma Edgetek REC di Avient è stato incrementato fino al 35-98% mantenendo la robustezza richiesta nelle applicazioni del comparto elettrico/elettronico. In linea con le normative REACH e RoHS che bandiscono i metalli pesanti e i composti chimici pericolosi, le resine sono adatte alla realizzazione di componenti strutturali ed estetici: scocche e involucri, prese ecc.

PHA ottenuto dalla cattura di CO2

La realizzazione di prese e interruttori della luce in un’ottica circolare unisce invece ABB, Polykemi ed NG Nordic, che li svilupperanno utilizzando il polimero INGA prodotto tramite CCU (cattura e utilizzo della CO2). La costruzione di un impianto pilota dovrebbe iniziare entro il 2026, a cui seguirà un impianto su scala industriale per produrre fino a 20 mila tonnellate di anidride carbonica all’anno dai gas generati dall’incinerazione di rifiuti.

Il polimero INGA di NG Nordic utilizza intermedi ricavati dalla CO2. Con ABB e Polykemi, l’azienda è al lavoro per impiegare il suo PHA in prodotti elettrici ed elettronica di largo consumo

La CO2 reagisce con l’idrogeno creando composti chimici intermedi che, tramite fermentazione, creano il poliidrossialcanoato (PHA), poi miscelato con additivi ed estruso in pellet. Il PHA è un poliestere termoplastico lavorabile tramite stampaggio a iniezione ed estrusione, applicabile in dispersione come rivestimento e adatto, accanto ad applicazioni nell’elettronica di largo consumo, per giocattoli, imballaggio alimentare e cosmetico.

La collaborazione tra ABB ed NG Nordic è incominciata nel 2020 con l’utilizzo di Circo, materiale plastico riciclato da imballaggi post consumo, per la manifattura di accessori elettrici. Per le scatole di derivazione AP9, AP10 e AP45, ABB utilizza il polipropilene riciclato REZYcom di Polykemi.

“Sulla base delle specifiche richieste abbiamo ottenuto un’impronta ambientale pari a 0,5 kg di CO2 per 1 kg di resina, contro gli 1,42 kg di CO2 per 1 kg del polimero usato in precedenza”, sottolinea Henrik Palokangas, sustainability specialist presso Polykemi. “Ed è importante notare che questa notevolissima riduzione dell’impronta di carbonio non avviene a spese delle qualità del prodotto. I principi manifatturieri conservano gli elevati standard che i clienti sono soliti attendersi da ABB, grazie agli approfonditi test di qualità effettuati sulle materie prime”.

Ti potrebbero interessare

Dove la stampa 3D incontra l’industria

Stampa 3D e stampaggio a iniezione non sono in concorrenza tra loro, ma si integrano a vicenda, con sensibili vantaggi per gli stampatori e per

La moda planetaria del caffè

Si chiama Dr. Coffee e la sua specialità è facile da indovinare, così come la sua ambizione: preparare un caffè da specialisti. L’azienda cinese produce