4 sfide sul tavolo

Tamponare il caro energia; proseguire sul fronte della sostenibilità; attivare i fondi previsti dal PNRR; perseguire l’abolizione della plastic tax. Questi gli obiettivi che la Federazione Gomma Plastica ha nel mirino per i prossimi mesi. Che si prospettano particolarmente impegnativi per le aziende energivore.

«Si addensano nubi all’orizzonte, ma registriamo un andamento economico tuttora tonico. Il Pil italiano nel 2022 ha una crescita acquisita anno su anno del 3,5%. Non possiamo escludere peggioramenti congiunturali su base trimestrale, ma di certo non ci aspettiamo un paese in recessione». Così Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo, ha rassicurato la platea del forum The European House di Ambrosetti, organizzato come ogni anno a Cernobbio. Ma una cosa è certa, la parola preoccupazione, è destinata a caratterizzare i pensieri di imprenditori e famiglie nei prossimi mesi.
Ad alimentarla un complesso di fattori tutt’altro che trascurabili: aumento dei costi dell’energia, carenza di materie prime e problemi logistici, dovuti principalmente al conflitto in corso in Ucraina. Preoccupazioni che si moltiplicano per le aziende energivore come quelle dei settori della gomma e della plastica.

Marco Do, Presidente di Federazione Gomma Plastica
Marco Do, Presidente di Federazione Gomma Plastica

«La situazione, che già era critica, sta cambiando velocemente. Durante l’estate il costo dell’energia, soprattutto del gas, è salito in modo vertiginoso e questo implica impatti sulla tenuta della produzione, essendo le imprese sia della gomma che della plastica, pur con intensità diverse, molto energivore», commenta Marco Do, Presidente di Federazione Gomma Plastica. «Con i valori raggiunti a fine agosto 2022 (oltre 300 € a megawattora, costo analogo a quello raggiunto lo scorso marzo), in non pochi casi ci si chiede seriamente se ha senso proseguire nella produzione, per evitare di andare in perdita. Alcune aziende della plastica a marzo decisero di chiudere per qualche giorno. La Federazione, insieme a Confindustria, sta monitorando quotidianamente la situazione e lo scambio di informazioni tra i soci è costante per capire il da farsi e per concordare azioni comuni. La ricerca di fonti alternative, vedi fotovoltaico, può essere una soluzione, anche se non di rapida attuazione e l’Associazione federata Unionplast sta verificando possibili strade in questo senso, che potremmo allargare alla Federazione, in caso di esito positivo».

A tutto ciò si aggiunge l’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce. In che modo questa manovra impatterà sulle aziende del settore?

La questione impatta su tutte le aziende, non solo quelle della gomma e della plastica e anche in questo caso il confronto con Confindustria è continuo. Il problema riguarda in modo particolare i prestiti da parte del mondo bancario e finanziario, i cui costi sono inevitabilmente destinati a salire. Le nostre imprese associate fanno un utilizzo abbastanza limitato dei prestiti bancari, essendo aziende prevalentemente solide finanziariamente e patrimonialmente. E’ chiaro che nel quadro complessivo di grande incertezza e criticità del mercato, anche l’aumento dei tassi di interesse crea comunque preoccupazione tra i nostri soci. Anche su questo tema il confronto interno è continuo, per individuare, tramite buone pratiche, possibili soluzioni condivise.

Quali sono le sfide che le aziende del settore gomma plastica dovranno affrontare nei prossimi mesi?

Sono diverse, a partire dal fare fronte comune per trovare le migliori soluzioni condivise in merito ai problemi drammatici di cui sopra, in primis quelli relativi ai costi energetici, al reperimento delle materie prime e agli impatti finanziari dovuti sia all’aumento dei tassi di interesse che all’inflazione. Soluzioni che sono frutto di confronto continuo anche nel contesto di Confindustria e nelle relazioni con il Governo e con i Ministeri/gli Enti competenti.
Ma è necessario anche proseguire nell’attività connessa alla sostenibilità che ha certamente il suo focus principale, sia per la gomma che per la plastica, nel riciclo e recupero dei rispettivi prodotti. In questo contesto è intenzione della Federazione e delle Associazioni federate, Assogomma e Unionplast, fare promozione delle migliori pratiche, per rendere il processo di riciclo e recupero ancora più diffuso di quanto non lo sia oggi. Consapevoli che l’Italia ha una posizione di avanguardia in quest’ambito, a livello internazionale. Un’altra sfida da affrontare sarà quella di attivare il più possibile fondi connessi al PNRR, principalmente con riferimento alla formazione di base relativa agli ITS (istituti tecnici superiori) per venire incontro ai fabbisogni delle nostre imprese associate e favorendo occupazione qualificata di livello medio-alto, ma anche con progetti riguardanti nuovi impianti di riciclo e recupero. Infine, con riferimento al settore plastica, intendiamo proseguire intensamente il nostro impegno, in raccordo con Confindustria, per l’abolizione della plastic tax, confidando che il nuovo Governo, di qualunque colore sia, voglia azzerare una tassa che rappresenta solo una fonte di entrate per lo Stato piuttosto che dedicare le giuste risorse per l’economia circolare, come ben indirizzato dal PNRR.

Tutte queste urgenze non rischiano di rallentare i passi in avanti che si sono fatti sul fronte del riciclo della plastica, del riuso, dell’economia circolare?

Non penso che ci saranno rallentamenti, ma anzi dovrebbe/potrebbe esserci un’accelerazione perché il mercato ha bisogno di prodotti di gomma e plastica e il loro riciclo favorisce uno sviluppo degli stessi.

In un incontro recente il segretario generale di Casartigiani Lombardia ha affermato: “L’industria della plastica è integrata con il settore chimico e della costruzione dei macchinari, con un importante impatto occupazionale. Che l’industria faccia cambiamenti nella direzione della sostenibilità è doveroso, ma senza occhi bendati, ovvero senza compromettere il business”. Lei è d’accordo?

Se questa affermazione fa riferimento al fatto che il riciclo di prodotti può ridurre la produzione cosiddetta vergine, da materie prime, penso che non sia condivisibile in quanto il mercato in questi ultimi anni ha dimostrato che non esiste “cannibalizzazione” tra i prodotti vergini e quelli riciclati, sia perché il mercato stesso continua a essere in espansione a livello mondiale (e quindi c’è spazio per tutti) sia perché sono prodotti che vanno spesso a target di utenti diversi. Peraltro, parlando di chimica, lo sviluppo del cosiddetto riciclo chimico è in crescita e gli attori che sono impegnati in questo nuovo settore industriale sono spesso gli stessi che operano nella produzione di materie prime.

Come conciliare al meglio business e sostenibilità?

Il business dei prodotti nuovi, siano essi in gomma o in plastica, ha mantenuto finora buone performance, nonostante la pandemia, i costi dell’energia e la carenza di materie prime. Vedremo se questo trend si confermerà anche nel breve-medio termine o se il combinato disposto dei diversi fattori negativi provocherà rallentamenti. Certamente la sostenibilità, come detto sopra, non è un freno al business, quanto piuttosto un integratore al business stesso, consentendo il recupero, anche ripetuto, di prodotti e una loro valorizzazione sul mercato. Non a caso fanno parte della nostra Federazione sia imprese che operano nella trasformazione delle materie prime in prodotti in gomma e in plastica, sia imprese che operano nel riciclo e recupero degli stessi. E il confronto è continuo e proficuo.

I provvedimenti previsti dal PNRR potranno aiutare le imprese del settore in questa direzione?

Siamo convinti di sì. L’area nella quale le aspettative sono più alte è quella della formazione connessa agli ITS, che da poco è diventata legge e che ha ottenuto stanziamenti importanti in ambito di PNRR. E l’altro settore su cui già ci sono stati investimenti significativi e altri potrebbero essercene nei prossimi anni, riguarda il consolidamento e l’attivazione di nuovi impianti per il riciclo e recupero dei prodotti in logica di economia circolare.

 

Questo articolo è stato pubblicato nella rivista Plastix, n. 7 – Ottobre 2022