Dynamic Group ottimizza la fabbrica con i cobot UR

Dynamic Group è un produttore americano specializzato nella realizzazione di stampati in plastica per il settore medicale e nella fornitura di stampi di alta precisione. Nel corso degli anni ha manifestato un’esigenza molto chiara: utilizzare al meglio la forza lavoro applicata nei reparti per migliorarne la produttività. Per questa ragione ha deciso di automatizzare i processi con l’ausilio di robot collaborativi Universal Robots. I risultati? L’azienda afferma di aver quadruplicato la capacità produttiva e di aver ridotto il personale addetto alle mansioni robotizzate.

Stampaggio a iniezione e packaging ad alta efficienza

Il primo processo prevede l’impiego di un UR10 con sbraccio di 1.300 millimetri e payload di 10 chili applicato alla produzione di un dispositivo medico con parti molto sensibili al calore. Il robot esegue con precisione l’intero ciclo, dal pick and place di telai che contengono le parti da stampare fino al trasporto delle unità a un dispositivo di taglio e al successivo deposito presso una stazione di lavoro dove un operatore che conclude l’attività. Tra i vantaggi riscontrati, quello relativo agli scarti, oggi prossimi allo zero.

La seconda applicazione è asservita a un’isola di stampaggio a iniezione. In questo caso, il cobot preleva il pezzo lasciato cadere su un apposito scivolo da un robot cartesiano e lo posiziona su un sistema che effettua la sbavatura e l’eliminazione delle materozze, e quindi lo consegna all’operatore che effettua l’ispezione di fine ciclo. Il vantaggio rispetto alla procedura originaria è soprattutto la messa in sicurezza dei pezzi stampati, che precedentemente potevano danneggiarsi a causa della manipolazione dell’operatore o per cadute accidentali.

La terza applicazione riguarda invece la composizione di kit di prodotto. Il robot UR10 dedicato a questa linea, con l’ausilio di un gripper che effettua il vuoto, prima movimenta la parte inferiore di un contenitore di plastica posizionandolo correttamente e successivamente ne posiziona all’interno salviette sterili e soluzione salina. Il procedimento, che prima richiedeva l’impiego di sette addetti, oggi è seguito solo da due.

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