Tessuto a base PLA per la medicina avanzata

I ricercatori del Federal Research Clinical Center of Physical-Chemical Medicine, l’Istituto di Fisica e Tecnologia e l’Università Statale di Mosca hanno dimostrato la possibilità di mescolare in una fibra due componenti tra loro incompatibili: una proteina e un polimero. Si ottiene un tessuto in grado di rilasciare la proteina in modo graduale, adatto per bende di ferite e bruciature, per dispositivi per il rilascio prolungato di farmaci, per applicazione di bioingegneria tissutale. Il tessuto, realizzato tramite elettrofilatura, richiede l’uso di un polimero per garantire la stabilità delle fibre e può integrare additivi.

Tra le resine biocompatibili e biodegradabili la più diffusa è il PLA, utilizzata per produrre fili e viti chirurgiche, ma limitata dalla tendenza a respingere l’acqua che provoca scarsa adesione alle cellule. In questo studio l’effetto è contrastato dal comportamento idrofilo delle proteine che possono essere utilizzate a scopo terapeutico. Gli scienziati hanno mescolato al PLA albumina da siero bovina (BSA): immerso in una soluzione acquosa, il tessuto rilascia la proteina in modo graduale. Calibrando la quantità di proteina è possibile controllare anche la velocità di biodegradazione del tessuto.

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