Sostenibilità e innovazione nei cavi in PVC: il punto alla III conferenza di PVC4cables

I più recenti sviluppi in sostenibilità e innovazione del settore dei cavi in PVC sono stati discussi ieri a Bologna, in occasione della terza conferenza di PVC4Cables. 

Interconnessione, digitalizzazione, transizione energetica, mobilità sostenibile, smart cities… Tutte le principali sfide che caratterizzeranno il prossimo futuro sono collegate da un fil-rouge invisibile: cavi e fili. 

“Connecting sustainability and innovation” è stato quindi il tema scelto per la terza Conferenza di PVC4Cables, che si è svolta il 5 ottobre a Bologna. La conferenza ha riunito circa 140 operatori europei della filiera dei cavi in PVC per discutere lo stato dell’arte e le future tendenze del settore. 

“Abbiamo deciso di focalizzarci sui temi di innovazione e sostenibilità – ha dichiarato Carlo Ciotti, Portavoce di PVC4Cables – per mostrare come il settore dei cavi in PVC, considerato maturo e piuttosto statico da diversi anni, abbia invece ampie opportunità di sviluppo e rinnovamento, come evidenziato dalle più importanti innovazioni in formulazioni, sicurezza e opportunità di sbocchi in nuovi mercati presentate alla nostra Conferenza di PVC4Cables”. 

Paolo Arcelli, Direttore di Plastic Consult
Paolo Arcelli, Direttore di Plastic Consult

Se è vero, come confermato da Paolo Arcelli, Direttore di Plastic Consult, che i cavi in PVC hanno perso leggermente terreno in termini di quote di mercato in Europa (dal 46% al 40% nel 2021 rispetto al 2017), è anche vero che i volumi sono rimasti stabili in termini assoluti. E nell’attuale difficile situazione geopolitica ed economica, potrebbero aprirsi nuove opportunità attraverso il rinnovamento del parco immobiliare verso un uso crescente di tecnologie smart-home; e gli sviluppi tecnici dei cavi in PVC, per cogliere le opportunità rappresentate da fibre ottiche e cavi per telecomunicazioni. 

Gianluca Sarti, Responsabile R&S di Reagens
Gianluca Sarti, Responsabile R&S di Reagens

Gianluca Sarti, Responsabile R&S di Reagens, ha parlato delle nuove formulazioni che consentono di produrre cavi in PVC con emissioni molto ridotte di fumi acidi in caso di incendio. Ha sottolineato come il lavoro di ricerca e i test condotti negli ultimi anni abbiano permesso ai cavi in PVC di raggiungere la Classe Bca secondo il Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR – Regolamento (UE) n. 305/11). 

Attraverso uno studio comparativo tra cavi in PVC e cavi senza alogeni per quanto riguarda la tossicità delle emissioni di gas, Camillo Cardelli, Responsabile del Settore Tecnologico di I-Pool, ha dimostrato che la tossicità dei fumi di quasi tutti i materiali è praticamente identica, entro il margine di errore. Le plastiche moderne, durante gli incendi, producono generalmente gli stessi tipi e livelli di composti organici volatili (COV) cancerogeni dei prodotti in legno. Inoltre, l’acidità è inadeguata per valutare la tossicità dei fumi. Sebbene la corrosività dei fumi (o acidità) possa avere una certa rilevanza per danni alle cose, non ha alcuna correlazione con la sicurezza della vita umana e nemmeno con la tossicità dei fumi. L’uso dell’acidità come riferimento non è corretto, poiché la sostanza tossica più comune (CO, monossido di carbonio) non è acida e non viene considerata. Test condotti su compound innovativi di PVC4Cables hanno evidenziato un cavo finito eccellente in termini di ridotta fumosità (Classe Bca d0 s1b) e bassa emissione di gas CO dannoso. La riduzione della densità dei fumi è strettamente correlata alla bassa produzione di CO. 

L’acidità e tossicità dei fumi sono state affrontate anche da Maddalena Pezzani, Direttore Tecnico di L.S. Fire e da Luca Ermini, Direttore Tecnico di LAPI Laboratories, che hanno analizzato vantaggi e svantaggi di standard e metodologie per misurare questi parametri per cavi in PVC. 

A livello accademico, R&S potrebbero aprire nuove prospettive per i cavi in PVC. Lorenzo Marinai e Sara Haveriku dell’Università di Pisa hanno presentato le loro tesi di ricerca svolte presso un’azienda esterna su nuove resine e nuovi bio-plastificanti ecologici per compound per cavi in PVC resistenti al fuoco.

Laura Mazzocchetti, Professore Associato al Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna, ha esplorato il potenziale dei rivestimenti in PVC per cavi di ricarica in veicoli elettrici. 

Ettore Nanni, Chair del Comitato Sustainable Use of Additives di VinylPlus
Ettore Nanni, Chair del Comitato Sustainable Use of Additives di VinylPlus

In termini di sostenibilità, Ettore Nanni, Chair del Comitato Sustainable Use of Additives di VinylPlus e Vincent Stone, VinylPlus Technical and Environmental Affairs Senior Manager, hanno presentato rispettivamente la Metodologia Additive Sustainability Footprint (ASF) e il VinylPlus Product Label insieme ai VinylPlus Supplier Certificates per compoundatori e per produttori di additivi, sviluppati nell’ambito dell’impegno di sostenibilità VinylPlus. La metodologia ASF consente agli utilizzatori di valutare e promuovere attivamente la produzione e l’uso sostenibile di additivi per PVC durante l’intero ciclo di vita del prodotto, mentre il Product Label e i Supplier Certificates aiuteranno le aziende a contribuire allo sviluppo sostenibile attraverso prodotti certificati e tracciabili. 

Il riciclo è un elemento chiave per la sostenibilità dei cavi in PVC. Daniele Redaelli, Rappresentante Regionale Italiano di Recovinyl, ha sottolineato come, grazie agli schemi di raccolta e riciclo istituiti nell’ambito di VinylPlus, dal 2000 siano state riciclate 1,5 milioni di tonnellate di PVC provenienti da cavi, con un risparmio di quasi 3 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂. Tuttavia, il riciclo dei cavi in PVC ha registrato un calo significativo negli ultimi anni. Ciò è dovuto in parte alla pandemia da COVID-19 e alla Brexit, che ha causato una diminuzione delle esportazioni di cavi in PVC in UK per il riciclo. Inoltre, anche se i cavi in PVC prodotti oggi in Europa non contengono SVHC, le incertezze e i vincoli normativi a livello europeo in relazione alla potenziale presenza di legacy additives in vecchi cavi in PVC hanno rappresentato un forte disincentivo per i riciclatori. La promozione dei cavi senza SVHC prodotti in Europa da molti anni è di fondamentale importanza per invertire questa tendenza. 

Inoltre, l’aumento del riciclo dei cavi in PVC porterebbe benefici significativi anche in termini economici. L’Analisi Costi-Benefici (CBA) 2022 sul riciclo dei cavi presentata da Alessandro Marangoni, Amministratore Delegato di Althesys, conferma un beneficio netto del riciclo in termini anche di costi in Francia, Germania e Italia. Confrontando riciclo e discarica, i benefici sono maggiori in tutti i Paesi e per tutti i tipi di cavi. Nel caso dell’incenerimento, l’aumento dei prezzi di energia elettrica e gas ha ridotto i benefici netti del riciclo (comunque ancora positivi), in particolare per i Paesi con prezzi dell’energia più elevati (Italia), a causa del recupero di energia (elettricità e calore) durante l’incenerimento. Tuttavia, la possibile futura inclusione dell’incenerimento nel sistema ETS, potrebbe modificare i risultati della CBA migliorando i benefici netti del riciclo rispetto all’incenerimento. 

Concludendo la conferenza, Zdenek Hruska, Project Manager di PVC4Cables, ha sottolineato i risultati concreti raggiunti dalla Piattaforma PVC4Cables in pochi anni dalla sua creazione nel 2017 “grazie alla collaborazione tra filiera del PVC, trasformatori, esperti di settore, università ed enti di ricerca, che rende possibile stimolare R&S, collegando innovazione e sostenibilità”.