RadiciGroup e Versalis insieme per la logistica sostenibile

Riduzione delle emissioni di anidride carbonica, risparmio di energia e maggiore sicurezza: questi gli obiettivi principali del nuovo raccordo ferroviario realizzato all’interno dello stabilimento Versalis di Mantova ed entrato in funzione lo scorso maggio per il trasporto dell’olone a Radici Chimica di Novara. L’olone (KA Oil) è uno dei principali intermedi chimici utilizzati nella produzione di acido adipico e nella filiera della poliammide 66, core business di Radici Chimica e alla base delle successive lavorazioni di RadiciGroup nell’ambito dei tecnopolimeri e delle soluzioni tessili avanzate. Versalis, società chimica di Eni, lo produce solo nello stabilimento mantovano dal quale il gruppo ne ritira alcune decine di migliaia di tonnellate all’anno.

«Prima della realizzazione del raccordo questo intermedio lasciava il sito Versalis di Mantova su camion per raggiungere il vicino scalo ferroviario di Mantova Valdaro e proseguire poi su rotaia fino allo stabilimento di Novara, dove già da tempo esiste uno scalo interno» precisa Massimo De Petro, CPO Strategic Materials & Logistics di RadiciGroup. «Grazie a questo investimento ora siamo in grado di organizzare la logistica dell’olone completamente via ferro-cisterna, garantendo anche una maggiore sicurezza nella movimentazione dei materiali e nel loro trasporto». I lavori sono iniziati nel settembre 2019 e si sono conclusi a marzo 2021: dopo le prime prove di carico, il raccordo è diventato operativo da metà aprile con l’obiettivo di raggiungere la capacità massima entro il mese di luglio e quindi la piena sostenibilità nel trasporto di una materia prima fondamentale. A parità di chilometri percorsi, infatti, il trasporto su rotaia permette una considerevole riduzione delle emissioni di anidride carbonica (-80%) e dei consumi di energia primaria (-75%) rispetto al trasporto su gomma. L’iniziativa è un altro passo verso la logistica sostenibile messa in campo da Radici Chimica nell’ambito della sua forte propensione al trasporto su rotaia, che oggi è di oltre il 90% per le materie prime in ingresso e in crescita anche per i prodotti in uscita.

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