Prospettive di crescita per le bioplastiche

L’industria delle bioplastiche non si ferma. È quanto emerge dallo studio di mercato “Bio-based Building Blocks and Polymers” di nova-Institute (Hürth, Germania) presentato nel corso della 15esima conferenza europea sulle bioplastiche organizzata da European Bioplastic (EUBP). Secondo l’indagine, la capacità di produzione globale di bioplastiche, arrivata nel 2020 a circa 2,1 milioni di tonnellate, è destinata a crescere fino a 2,8 milioni di tonnellate nel 2025 trainata soprattutto dai biopolimeri innovativi, come polipropilene biobased (bioPP), poliidrossialcanoati (PHA) e acido polilattico (PLA) per il quale sono previsti investimenti in nuove capacità in Cina, Stati Uniti ed Europa.

Le bioplastiche nel 2020: capacità e segmenti di mercato

Attualmente, le plastiche biodegradabili rappresentano quasi il 60% delle capacità di produzione globale di bioplastiche. Il restante 40%, pari a 800.000 tonnellate annue, comprende plastiche non biodegradabili, ma ottenute da risorse rinnovabili come poliolefine (bioPE e bioPP), poliesteri (bioPET, PEF) e poliammidi (bioPA). Il bioPET, che negli anni scorsi sembrava delineare una crescita promettente, ha disatteso tutte le previsioni. Ultimamente l’attenzione si è spostata sul PEF (polietilene furanoato), un nuovo polimero che dovrebbe entrare nel mercato nel 2023. Il PEF è paragonabile al PET ma è completamente biobased e inoltre presenta proprietà barriera superiori, che lo rendono un materiale ideale per bottiglie per bevande.

L’Asia si conferma il principale produttore di bioplastiche, con il 46% della capacità moniale, mentre l’Europa si ferma al 26%, quota che dovrebbe arrivare al 28% entro il 2025 grazie agli investimenti recentemente annunciati.

Le bioplastiche: proiezioni al 2025

Per quanto riguarda i settori di applicazione, l’imballaggio rimane il principale con quasi il 47% (0,99 milioni di tonnellate) del mercato 2020, seguito da tessile (22%), automotive e trasporti (12%) e costruzioni (9%); altre applicazioni quali articoli di largo consumo, stoviglie, prodotti per agricoltura e orticoltura, stanno comunque  conquistando crescenti quote di mercato.

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