La Direzione generale Economia Circolare e Bonifiche (ECB) del MASE ha reso disponibile uno strumento di autovalutazione pensato per accompagnare imprese e operatori della filiera degli imballaggi nell’applicazione del Regolamento europeo 2025/40, meglio noto come PPWR.
Si tratta di un percorso guidato e progressivo che aiuta a capire, passo dopo passo, quale ruolo si svolge, che tipo di imballaggio si gestisce e di quali materiali è composto, prima di affrontare gli obblighi concreti di conformità e di responsabilità estesa del produttore.
Lo strumento nasce dalla consapevolezza che molti operatori rischiano di confondere piani diversi. Non basta chiedersi in generale: “Quali obblighi ho?”. Occorre prima ricostruire con chiarezza la propria posizione nella filiera, distinguere le funzioni che l’imballaggio svolge e identificare correttamente i materiali e i componenti. Solo a quel punto diventa possibile individuare le verifiche e le schede operative davvero pertinenti.
Autovalutazione della qualifica soggettiva PPWR

Il percorso inizia dalla ricostruzione della qualifica soggettiva. Attraverso una serie di domande ordinate per fasi della vita dell’imballaggio – da progettazione e fabbricazione fino all’uso finale – l’operatore individua se agisce come fabbricante, importatore, primo immettitore sul mercato italiano, distributore, venditore a distanza, gestore di marketplace, operatore logistico o semplice utilizzatore. Il principio guida è che una stessa impresa può accumulare più ruoli e che non ci si deve fermare alla prima risposta positiva.
Si passa poi alla qualifica funzionale del singolo packaging. Qui si valuta separatamente ogni unità di imballaggio: se si tratta di un imballaggio di vendita che arriva al consumatore, di un raggruppamento multiplo, di un imballaggio di trasporto, di un packaging aggiunto per l’e-commerce o per il servizio al punto vendita, oppure di un contenitore destinato al riuso, al refill o a un possibile sistema di deposito cauzionale. L’obiettivo è evitare di trattare “il prodotto” come un blocco unico e di annotare tutte le funzioni rilevanti.
La terza tappa riguarda il tipo di materiale. Si individua il materiale prevalente – plastica, carta e cartone, vetro, legno o metalli – e si separano i componenti accessori come tappi, etichette, film o rivestimenti. Nei casi in cui più materiali sono strettamente legati o non facilmente separabili, si segnala la natura multimateriale o composita, così da orientare correttamente le successive verifiche tecniche.
Un utile strumento per orientarsi in una disciplina complessa
Una volta combinati ruolo, funzione e materiale, lo strumento guida verso le schede di approfondimento sugli obblighi. Qui l’operatore trova indicazioni concrete su cosa fare, quali documenti e dati conservare e quali articoli consultare del Regolamento 2025/40, con particolare attenzione alle scadenze, che cominciano a operare dal 12 agosto 2026 e agli orizzonti successivi fino al 2030.

L’utilità dello strumento è soprattutto pratica e preventiva. Aiuta a non saltare passaggi logici, a non dichiarare in modo generico o incompleto, a non confondere l’acquisto intra-UE con l’importazione da paese terzo, a non sottovalutare imballaggi di trasporto o di spedizione e a predisporre per tempo fascicoli tecnici, dichiarazioni e registrazioni EPR.
Lo strumento non si presenta come un adempimento formale né come una consulenza giuridica, ma come un supporto ordinato e accessibile per orientarsi in una disciplina complessa, a scopo informativo e agevolativo. Il percorso è aggiornato al 10 agosto 2026 e si fonda sul testo del Regolamento (UE) 2025/40, sulla Guidance interpretativa della Commissione e sulle FAQ più recenti. Resta sempre necessario verificare il testo ufficiale, gli atti delegati e di esecuzione e le disposizioni nazionali applicabili. Nei casi più articolati è sempre consigliabile un approfondimento tecnico e giuridico specifico.




