Ombre sul mercato italiano delle macchine per plastica e gomma

Le rilevazioni elaborate da Assocomaplast sui dati Istat mostrano come, nel primo semestre 2016, l’import di macchine e attrezzature per plastica e gomma abbia sfiorato i 390 milioni di euro, con un nuovo picco positivo (+9,7%). Tale dato sembra confermare i segnali di ripresa del mercato interno che già si erano registrati nel 2015. Nell’ordine, Germania, Cina, Austria si riconfermano i principali fornitori di tecnologia delle aziende trasformatrici italiane, mentre i costruttori europei consolidano le proprie posizioni con incrementi a due cifre, quelli cinesi registrano un limitato +2%.
Dal punto di vista merceologico, limitando l’analisi alle categorie di macchine con un maggiore peso sul totale e tralasciando quelle più eterogenee, hanno ripreso quota in particolare le importazioni di stampi, di prevalente provenienza tedesca. In aumento anche le macchine a iniezione, acquistate in primo luogo e in maggiore misura rispetto allo scorso anno presso costruttori austriaci e tedeschi.

Export in difficoltà
Poco brillante, invece, l’andamento delle esportazioni, che raggiunge il picco negativo in giugno (-2,3%)
. Nei mesi precedenti, la riduzione delle vendite all’estero era oscillata fra il -0,5% e il -1%. In conseguenza di ciò, si indebolisce il saldo positivo della bilancia commerciale, che si ferma al di sotto del miliardo di euro.
In termini di merceologia, le tecnologie che hanno fatto segnare variazioni di segno positivo sono le stampatrici flessografiche (+19,4%) con importanti forniture negli Stati Uniti, le macchine a iniezione (+10,2%) con un boom di vendite in Messico, e gli estrusori (+1,9%).
«A livello di macro-aree geografiche di riferimento delle vendite complessive all’estero – che si confermano uno dei punti di forza del comparto – si rileva l’aumento in particolare di quelle verso i Paesi NAFTA, testimoniando l’influenza che tale aggregazione ha ormai assunto sull’equilibrio del commercio estero italiano di settore», sottolinea il presidente di Assocomaplast, Alessandro Grassi. «Nello specifico, si rileva un forte incremento dell’export verso il Messico, grazie all’effetto combinato delle favorevoli dinamiche economiche interne e del fattore-traino delle imprese statunitensi insediate nel territorio messicano». Bene anche l’Asia, grazie a forniture più consistenti a Cina, India, Corea del Sud e Vietnam, per quanto concerne il Far East, e, per passare all’ambito mediorientale, alla (tanto attesa) ripresa delle vendite in Iran.

In ripresa il mercato italiano
I dati ISTAT trovano conferma anche nelle indagini congiunturali svolte recentemente da Assocomaplast su un campione di aziende trasformatrici – che riportano una ripresa della domanda da parte del mercato interno e un rallentamento di quella dall’estero – e tra le imprese costruttrici associate – che rilevano una tendenziale stabilizzazione degli ordini, soprattutto quelli derivanti dai mercati d’oltreconfine, che dovrebbe verosimilmente estendersi fino alla fine dell’anno in corso.
Parallelamente, si nota come i costruttori concorrenti tedeschi abbiano chiuso il primo semestre di quest’anno con una sostanziale stabilità all’import-export, con variazioni positive nell’ordine dei decimi di punto.

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