mOOve, la pista ciclabile intelligente in plastica riciclata

mOOve porta la firma della start-up Revo ed è una pista ciclabile tecnologica, interconnessa e soprattutto costituita da moduli prefabbricati realizzati con plastiche riciclate. «La struttura portante non richiede tipologie particolari di materiale plastico, perciò permette di utilizzare materie prime seconde di uso comune, limitiando così i costi» spiega Marco Lucci, co-fondatore della start-up milanese. «Per il tappeto della superficie ciclabile utilizziamo un mix di polimeri termoplastici riciclati e di polverino di gomma ottenuto da pneumatici fuori uso, il tutto di provenienza italiana».

mOOve: smart e sicura

I moduli integrano un sistema di illuminazione radente Led completamente svincolato dall’illuminazione stradale, poiché mOOve nasce per la libera installazione su qualsiasi superficie e non richiede scavi né altri interventi. Può essere posata su una strada asfaltata o sul lastricato di pietra di un centro storico, su una vecchia linea ferroviaria dismessa o direttamente sul terreno. «Il sistema di illuminazione impiega Led, sorgenti di per sé a basso consumo, e ottimizza il dispendio energetico perché è adattivo e si modula in funzione delle condizioni ambientali rilevate, che mutano con il clima e l’ora del giorno, ma anche con l’intensità del traffico» spiega Lucci. «Quando il passaggio di biciclette è scarso o nullo, di notte, non è più necessaria un’illuminazione capillare: in automatico il sistema riduce l’intensità di emissione luminosa fino a eliminarla completamente, per riattivarla nel momento in cui rileva un passaggio sulla pista e creare una “bolla” luminosa per il singolo ciclista senza riaccendere chilometri di illuminazione stradale». La soluzione riduce i consumi e l’inquinamento luminoso, nocivo a flora e fauna, e può dunque essere installata nelle aree vicine ai parchi o nelle zone extraurbane. Questa caratteristica ha suscitato l’attenzione di diversi interlocutori, in primis provenienti dai Paesi Scandinavi, ma non solo. «Anche in Italia le piste ciclabili sono spesso l’unica forma di viabilità consentita all’interno di parchi naturali, e la nostra mOOve, per la sua flessibilità di posa, rappresenta una soluzione interessante per tutti i Comuni sottoposti a vincolo ambientale, ove non è possibile effettuare scavi né creare percorsi asfaltati» precisa Lucci.

La prima ciclabile intelligente

mOOve non è certo la prima ciclabile in materia plastica riciclata: la prima è stata installata nel 2018 a Zwolle (Olanda) ed è stata realizzata da KWS in collaborazione con i produttori di materiali Total e Wavin. Da questa, mOOve si differenzia per un approccio di più ampio respiro: è un sistema connesso, pensato per la smart city. Equipaggiata di sensori di transito per creare una mappa del traffico lungo la linea, supporta il calcolo dei percorsi e dei tempi di percorrenza, monitora lo stato delle strutture, registra le condizioni ambientali e l’inquinamento. Inoltre, per la sicurezza del ciclista, è dotata di paletti di separazione dal traffico stradale con sensori in grado di rilevare l’invasione di un veicolo, mentre altri dispositivi posti sotto il manto ciclabile individuano e segnalano il parcheggio non autorizzato.

«Un’unità centrale raccoglie tutti i dati registrati dalle unità locali, per elaborarli in tempo reale, ma anche valori di temperatura, concentrazione di anidride carbonica, particolato, PM10 e PM2,5. Tutte queste informazioni saranno fruibili da enti come l’ARPA o simili, ma anche dal ciclista tramite un’app proprietaria e con le più comuni applicazioni di navigazione e sport» continua Lucci. «Sensori di transito, attraversamento, peso e pressione permettono di monitorare le condizioni di viabilità, ma sono utili anche per la manutenzione predittiva. La misurazione di transiti e pressioni, combinata con i dati relativi a temperatura e umidità, ci aiuta a valutare il grado di usura del manto in maniera localizzata e puntuale per intervenire tempestivamente sui guasti del sistema prima che si verifichino» precisa.

Configurazioni ad hoc prevedono tappeti ciclabili riscaldati in funzione antigelo da installare nei Paesi con climi particolarmente rigidi, tappeti realizzati con pannelli solari carrabili, che sfruttano i cavidotti interni alla struttura per il cablaggio, colonnine di ricarica e la possibilità di installare un cavo guida per consentire le operazioni di pulizia e sgombero della neve, utilizzando veicoli a guida autonoma.

Traguardi vicini alla meta

A Smau 2019 Revo ha presentato un prototipo dimostrativo per illustrare le caratteristiche e il funzionamento di mOOve. Il passo successivo coinvolge due grandi centri urbani italiani nell’installazione di un prototipo lungo 100-200 metri, progetto tuttora in fase di discussione con i primi finanziatori. «In parallelo stiamo procedendo con la ricerca e sviluppo, che comprende simulazioni e qualifiche di laboratorio, test termici e meccanici per acquisire l’omologazione su strada» spiega Lucci. «Entro l’inizio del 2020 prevediamo di realizzare un prototipo su strada che funzionerà come test in tempo reale e potremo avviare la fase produttiva vera e propria per soddisfare le prime commesse. La sperimentazione su strada e i test in laboratorio sono entrambi finalizzati all’ottenimento dell’omologazione, anche perché non è semplice identificare le normative per un oggetto che ancora non esiste!» conclude Marco Lucci.

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