A Mecspe l’auto invisibile diventa possibile

Sono sempre più utilizzate e, anche se non tutte si vedono, stanno contribuendo a rivoluzionare il mondo dell’automotive. Le materie plastiche, da alcuni anni, sono infatti il miglior alleato dei costruttori che cercano di sfruttarne al meglio le caratteristiche per offrire veicoli sempre più leggeri, sicuri e in grado di rispettare normative e standard sempre più stringenti in tema di emissioni. I protagonisti “silenziosi” di questa tendenza saranno messi in mostra, attraverso una forma inedita, nella “Plastica & Automotive” (Pad. 6, Stand G 16) a Mecspe (Parma, 22-25 marzo 2017). Il progetto, che ha preso vista grazie alla collaborazione di numerosi partner industriali specializzati nel mondo dei tecnopolimeri, è un mix tra sofisticato progetto ingegneristico e opera d’arte, frutto della collaborazione della rivista Plastix e di Senaf con il FabLab Parma, che ne hanno curato ideazione e realizzazione.

La leggerezza prende forma
«L’idea sulla quale abbiamo lavorato è basata sull’esigenza di mettere in risalto, in modo originale e al contempo concreto, la leggerezza, intesa come sensazione visiva per chi si approccia all’installazione, ma anche per metterlo nelle condizioni di percepire i benefici che l’utilizzo di pezzi in materie plastiche permette al peso complessivo dell’auto, oltre ovviamente alla sua estetica», racconta a Plastix Francesca D’Onofrio, designer e co-fondatrice del FabLab Parma. «Abbiamo quindi pensato di realizzare una base che riproduca la sagoma di un’automobile priva di scocca, sopra la quale, appese con dei fili di nylon, le varie componenti in plastica occuperanno idealmente ciascuna il proprio posto. L’ingegner Lorenzo Bergonzi di e-FEM (Società di Ingegneria con sede a Parma) ha curato la parte relativa ai calcoli della struttura, che viene poi completata con una serie di cartelli-didascalia abbinati ai singoli pezzi, per illustrarne le funzioni e le caratteristiche».

Plastica al centro della scena
Cosa sarà dunque esposto in fiera? «Il visitatore troverà pezzi veri, “rubati” da vetture di marchi e modelli alquanto diversi tra loro, a rappresentare un’auto unica, ma allo stesso tempo formata da parti già oggi perfettamente efficienti e utilizzate», continua Francesca D’Onofrio. «Dalla plancia comandi al bocchettone carburante, dalle maniglie ai tubi dell’impianto di aspirazione, dalla plancia porta-cambio ai paraurti, passando dal coperchio motore, al freno e alla frizione, fino a diversi elementi estetici. Tutti insieme contribuiranno a mettere al corrente chi vedrà l’auto invisibile dello stato dell’arte raggiunto in tema di metal replacement e nuovi concept progettuali, sia dell’ampio margine di sviluppo che nei prossimi anni potrà caratterizzare il rapporto tra mondo della plastica e comparto dell’auto», conclude.

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