Sembra che a risentire maggiormente dell’impatto dell’emergenza sanitaria siano state soprattutto le piccole e medie imprese, che si sono trovate a fronteggiarne le ricadute economiche e strutturali partendo da situazioni di liquidità e patrimonializzazione, rilevanti per la valutazione del merito creditizio e relativa sostenibilità, spesso non adeguate. Un contesto a forte rischio che richiede la capacità di individuare nuove opportunità di business, ma anche di trovare i capitali necessari per metterle in atto. Cogliendo questa necessità, Regione Lombardia e Finlombarda hanno deciso di potenziare l’offerta agevolativa Al Via – già operativa da qualche anno – introducendo una misura che punta da un lato a fornire un supporto economico alla liquidità imprenditoriale, dall’altro a garantire la sicurezza dei lavoratori e dei processi produttivi perseguendo una condizione di salubrità nei luoghi di lavoro in periodo di pandemia.
Il finanziamento, erogato in proporzione paritetica da Finlombarda e dagli Intermediari Finanziari convenzionati, non deve essere inteso come un aiuto in senso stretto perché viene concesso a condizioni di mercato. Questo però non significa che le imprese lombarde non possano godere di alcun vantaggio.

Che cos’è Al Via?

Acronimo di Agevolazioni Lombarde per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali, Al Via si inserisce tra le misure finanziate dal POR FESR, il fondo strutturale dell’Unione europea che rappresenta uno dei principali strumenti della politica regionale comunitaria, gestito dal Commissario per la Politica Regionale. L’UE eroga dotazioni finanziarie in base alla necessità regionale dei diversi Stati Membri, considerando che l’intero territorio europeo è stato “ridisegnato” individuando regioni meno sviluppate (PIL pro capite inferiore al 75% della media UE), regioni in transizione (PIL pro capite compreso tra il 75% e il 90% della media UE) e più sviluppate (PIL pro capite superiore al 90% della media UE). In questo contesto, la dotazione finanziaria della Regione Lombardia prevede la promozione della “competitività delle piccole e medie imprese” e ha come obiettivo specifico il “rilancio alla propensione degli investimenti” attraverso un’azione mirata, ovvero con una serie di “aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”.

L’iniziativa Al Via, che si materializza attraverso tre diverse linee di intervento, prevede una dotazione finanziaria complessiva di 473,2 milioni di euro: 340 milioni provengono dai Soggetti Finanziatori – di cui 170 apportati da Finlombarda, anche a valere su provvista della BEI, e 170 dagli Intermediari Convenzionati – e sono destinati ai finanziamenti; 82 milioni sono dedicati al Fondo Garanzia per le imprese e i restanti 51,5 milioni ai contributi a fondo perduto in conto capitale, con un’ulteriore riserva pari a 300.000 euro per le imprese con sede operativa nel territorio dell’Area Interna “Appennino Lombardo-Oltrepo Pavese”.

La deadline per la presentazione delle domande è il 30 giugno 2021 e al momento la disponibilità dei fondi è ancora buona. E poi? Con successivi atti sarebbe possibile un’integrazione della dotazione finanziaria, ma al momento non ci sono garanzie. Il consiglio è di cogliere al volo questa possibilità.

Le tre linee di intervento

L’agevolazione comprende tre linee di intervento – Sviluppo Aziendale, Rilancio Aree Produttive e Investimenti Aziendali Fast – da scegliere in relazione alle proprie esigenze progettuali e all’entità dell’investimento, per il quale è prevista una soglia minima. Le spese da affrontare variano tra 53.000 e 3 milioni di euro per la Linea Sviluppo Aziendale, tra 53.000 e 6 milioni di euro per la Linea Rilancio e tra 100.000 e 800.000 euro per la Linea Investimenti Aziendali Fast. Tali importi sono finanziabili dall’85% al 95%.
Al Via supporta le imprese con una garanzia regionale gratuita del 70% e un contributo a fondo perduto in conto capitale (previa verifica dei requisiti) calcolato sull’importo delle spese ammesse.

Il contributo erogato da Finlombarda varia tra il 5% e il 15% dell’investimento ammissibile, a seconda della dimensione aziendale e del regime di aiuto scelto, ma anche funzionalmente all’importanza dell’investimento programmato. Indipendentemente dalla Linea prescelta, il finanziamento può durare dai tre ai sei anni, con un massimo di 18 mesi di pre ammortamento. Il tasso di interesse è pari alla media ponderata dei tassi applicati alle risorse finanziarie messe a disposizione da Finlombarda e dagli altri Intermediari Finanziari, e viene determinato dai soggetti co-finanziatori in seguito all’istruttoria economico-finanziaria.
La somma viene erogata per una quota compresa tra il 20% e il 70% alla sottoscrizione del contratto di finanziamento e per la restante quota a conclusione del progetto e delle attività di verifica. Alla fine dell’iter viene erogato con decreto il contributo in conto capitale.

La garanzia gratuita

Di norma, per accedere a un finanziamento, le banche richiedono una garanzia, che rappresenta uno strumento giuridico a tutela dei finanziatori contro il rischio di insolvenza del cliente. Infatti, laddove l’impresa (debitore) non dovesse restituire il prestito (status di insolvenza), la banca (il creditore) si potrà rivolgere al soggetto designato come garante o rifarsi sul bene offerto in garanzia. Spesso, però, i garanti chiedono di essere pagati dall’impresa, che quindi si trova a dover affrontare la spesa sugli interessi del finanziamento, più un’ulteriore spesa per la garanzia. Una situazione che per molti può diventare insostenibile. Cosa prevede, invece, la misura Al Via? Regione Lombardia mette a disposizione una garanzia gratuita che copre il finanziamento fino al 70%. Sebbene la garanzia non copra totalmente l’alea, il provvedimento ha l’indubbia valenza di smuovere la palude economica nella quale molte imprese rischiano di bloccarsi, oggi più che mai.

Fast, la nuova linea per la pandemia

La misura Al Via è, in generale, facilmente fruibile e copre una vasta sfera di spese. Iniziamo focalizzandoci sulla Linea Investimenti Aziendali Fast (LIAF), la più recente, pensata appositamente per l’emergenza epidemiologica, dando poi uno sguardo anche alle altre, non meno interessanti. La LIAF rappresenta la vera innovazione di questo momento: oltre a finanziare i classici investimenti su programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo, pone l’attenzione su quelli pertinenti all’ambito di adeguamento sanitario e di sicurezza per l’emergenza di Covid-19. Le spese ammissibili sono quelle comuni alle tre linee, ricomprese in un elenco esaustivo e individuate in macchinari, impianti specifici e attrezzature, nuovi arredi di fabbrica necessari per il conseguimento delle finalità produttive; acquisto di sistemi gestionali integrati (software & hardware); acquisizione di marchi, brevetti e licenze di produzione; opere murarie, opere di bonifica, impiantistica e costi assimilati, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica (non oltre il 20% del totale delle spese ammissibili). Nello specifico, per la LIAF ne sono previste altre, che, però, non possono complessivamente superare il 15% del totale ammesso: si tratta di acquisti in macchinari relativi ai dispositivi di misura e controllo della temperatura corporea a distanza, anche con sistemi di rilevazione biometrica, sistemi software e IOT per il distanziamento e la sicurezza dei lavoratori connessi alle esigenze normative in ambito sanitario, interventi strutturali all’impianto di aerazione dell’edificio finalizzate al miglioramento della sicurezza sanitaria, rimodulazione e ri-progettazione del layout degli spazi di/per lavoro connessi alle esigenze normative in ambito sanitario e tutte le contestuali spese di consulenza riferite alla medesima tematica sanitaria. È previsto un limite temporale per la conclusione del progetto (e quindi delle spese) di otto mesi a partire dalla data del decreto di concessione del contributo in conto capitale e della garanzia, fatta salva la proroga di due mesi, senza tuttavia superare la deadline del 30 maggio 2023.

Sviluppo aziendale e rilancio delle aree produttive

Se l’intenzione è quella di realizzare un generico piano di sviluppo aziendale, indipendentemente dall’emergenza Covid, è possibile optare per la Linea Sviluppo Aziendale (LSA), che finanzia gli investimenti diretti ai programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo. L’ambito operativo è circoscritto a quelle che sono definite le “aree di specializzazione individuate dalla strategia regionale di specializzazione intelligente per la ricerca e l’innovazione (S3)”, ovvero aerospazio, agroalimentare, eco-industria, industrie creative e culturali, industria della salute, manifatturiero avanzato, mobilità sostenibile e “Smart Cities and Communities” (con alcuni limiti). Per i programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo legati a piani di riqualificazione e/o riconversione territoriale di particolari aree produttive è invece possibile scegliere la Linea Rilancio Aree Produttive (LRAP).

Per quanto riguarda le spese, oltre a quelle classiche (si veda quanto riportato nella descrizione della LIAF), vi sono delle ulteriori specifiche. La LSA prevede infatti progetti definiti “incentivati”, perché in casi specifici possono ottenere un sostegno superiore in termini di contributo in conto capitale. Si tratta dei progetti afferenti a manifattura 4.0, a quelli con elevata capacità aggregativa, con implementazione di sistemi di certificazione ambientale, oppure degli investimenti realizzati da soggetti richiedenti sviluppati sull’area espositiva Expo. Oltre a quelle classiche, la LRAP prevede spese relative all’acquisto di proprietà o diritto di superficie, in relazione a immobili destinati all’esercizio dell’impresa, con l’obiettivo di riqualificare o riconvertire aree produttive dismesse, con il limite però del 50% sul totale ammesso.

Anche per queste due Linee è previsto un limite temporale per la chiusura dei progetti, che è di 15 mesi per la LSA e di 18 mesi per la LRPA a partire dalla data del decreto di concessione del contributo in conto capitale e della garanzia. Sebbene anche in questi casi sia prevista una proroga, la data di conclusione non deve superare il 30 maggio 2023.

De minimis ed esenzione

Le tre Linee presentano soglie di spesa che variano in base al regime di aiuto prescelto. In sede di presentazione della domanda all’impresa viene chiesto di effettuare una scelta, optando per il regime de minimis o per quello di esenzione, con riferimento sia al contributo in conto capitale sia alla garanzia. Ma che differenza c’è tra i due e, soprattutto, quale bisogna prediligere? Il primo individua aiuti di piccola entità concessi alle imprese, che per il loro ridotto ammontare non violano le norme sulla concorrenza europea. Infatti, in un triennio, il totale concesso secondo il regime “de minimis” non deve essere superiore ai 200.000 euro. Per il regime di esenzione, invece, l’Unione europea non ha stabilito un importo monetario bensì tassi percentuali massimi (variabili a seconda del tipo di impresa). Tra i due regimi non è possibile individuare il migliore perché, di fatto, la scelta dipende da una serie di variabili, sia in relazione a quanto già richiesto in altre agevolazioni, sia funzionalmente ai progetti e alle caratteristiche del richiedente.

Chi, come e quando

Le tre Linee di intervento sono destinate a tutte le PMI iscritte al Registro delle imprese che, al momento dell’erogazione, abbiano una sede operativa in Lombardia, siano attive da almeno 24 mesi e operanti nei settori del manifatturiero, delle costruzioni, dei trasporti e dei servizi alle imprese.

Il bando fa riferimento ai codici ATECO di sei categorie specifiche (C – Attività manifatturiere; F – Costruzioni; H – Trasporto e magazzinaggio; J – Servizi di informazione e comunicazione; M – Attività professionali, scientifiche e tecniche; N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese), ma indipendentemente da essi sono ammesse anche le PMI iscritte all’Albo delle imprese agro-meccaniche della Regione Lombardia. Sono in ogni caso esclusi alcuni soggetti (tra cui i produttori di armi, i promotori di gioco d’azzardo o quelli la cui attività è pertinente a pornografia, tabacco o proibita da normative nazionali) e le aziende che non risultino “sane” da un punto di vista economico e giuridico.

I soggetti richiedenti il finanziamento possono presentare le domande, esclusivamente on-line all’indirizzo www.siage.regione.lombardia.it, fino alle ore 23:59 del 30 giugno 2021, quando si procederà con la chiusura dello sportello, a meno che la dotazione finanziaria non si esaurisca prima.

L’iter della domanda

La procedura di selezione per tutte le tre Linee è di tipo “a sportello” e prevede l’analisi delle domande in ordine di arrivo. Ogni domanda dovrà contenere una serie di informazioni relative all’impresa e alle sue condizioni economiche, la descrizione e le finalità del progetto, indicando anche la percentuale di anticipo richiesta per l’erogazione della prima tranche. Nello stesso documento devono essere indicate la Linea e il “regime di aiuto” prescelti ai fini della concessione del contributo in conto capitale e della garanzia pubblica. La procedura prevede tre fasi di istruttoria. Nella prima, Finlombarda verificherà la presenza dei requisiti richiesti dal bando e analizzerà la documentazione prodotta. Seguirà poi un’istruttoria tecnica, effettuata da un Nucleo di Valutazione nominato dalla Regione Lombardia che assegnerà un punteggio. Per poter essere ammessi alla terza fase – ovvero quella dell’istruttoria economico-finanziaria gestita dall’Intermediario Convenzionato e da Finlombarda – la PMI dovrà aver raggiunto un minimo di 50 punti secondo una serie di elementi di valutazione indicati in un’apposita tabella.

Al Via: tutte le informazioni
Il Bando integrale di Al Via è disponibile sul sito di Finlombarda; per ogni dubbio, compresi quelli relativi agli adempimenti necessari, si può scrivere all’indirizzo email alvia@finlombarda.it. Per ricevere invece assistenza tecnica, nella compilazione on-line, è necessario contattare Aria al Numero Verde 800.131.151, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, e il sabato dalle ore 8 alle 12.

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