La plastica del beach litter rinasce sotto il segno dei pesci

Due pesci in plastica, uno verde acqua e uno blu, uno in PET e uno in PE. Sono i protagonisti del ciondolo-portachiavi realizzato in occasione di #AllungaLaVita, una campagna per sensibilizzare cittadini, Istituzioni e organi di informazione sulla corretta gestione dei rifiuti in plastica e sulle conseguenze di una cattiva raccolta differenziata e dell’abbandono. L’iniziativa è realizzata da Ippr e Federazione Gomma Plastica in collaborazione con Legambiente.

Plastica da beach litter

I pesci non sono realizzati con polimeri “qualunque”: infatti, contengono una percentuale dei rifiuti in plastica raccolti sulla spiaggia romana di Coccia di Morto (nei pressi di Fiumicino, Roma) dai volontari di Legambiente nell’ambito della campagna “Spiagge e fondali puliti”. Dopo la raccolta, i rifiuti sono stati inviati a un impianto di selezione dove sono stati suddivisi per tipologia di polimero e infine avviati a riciclo presso l’impianto della Montello. Le frazioni in poliestere e polietilene provenienti dal litorale, unite ad altre plastiche provenienti dalla filiera della raccolta differenziata, sono state quindi utilizzate per realizzare i ciondoli.

Le spiagge italiane sono state al centro di un progetto di ricerca (leggi’articolo) promosso dall’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo (IPPR), in partnership con ENEA e Legambiente, che costituisce il primo passo di un’importante collaborazione tra mondi differenti come quello della ricerca, dell’associazionismo e delle imprese, per “mappare” la composizione del cosiddetto beach litter e attivare strategie finalizzate al riciclo dei materiali, ma anche alla comunicazione al pubblico in merito ad abitudini errate come l’abbandono dei rifiuti o l’utilizzo degli scarichi domestici.

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