JM e JS: due nuove serie di granulatori Tria per il riciclo a bordo pressa

granulatore JM di Tria
Il rotore dei granulatori JM è stato riprogettato al fine di garantire la rumorosità adeguata a un reparto di stampaggio a iniezione. L’obiettivo è stato raggiunto attraverso la collaborazione con un qualificato laboratorio universitario di acustica, che ha condotto numerosi test in camera semi-anecoica

Secondo IHS Markit, tra i più importanti istituti di analisi e ricerca a livello globale, il contenuto di plastiche delle vetture è destinato a crescere, passando dai 200 chili del 2014 ad almeno 350 nel 2020, trainato anche dai materiali riciclati, che acquisiranno un favore sempre maggiore da parte delle case automobilistiche. Non c’è quindi da stupirsi se il costruttore di tecnologie per il recupero degli scarti Tria (Cologno Monzese, Milano) abbia deciso di puntare su questo segmento. Al K di Düsseldorf presenterà, infatti, JS e JM, due nuove linee di granulatori progettati con l’intento di guadagnare quote di mercato nella granulazione di sfridi e scarti nei reparti di stampaggio a iniezione.

Più spazio ed efficienza
Con la sigla JS, Tria propone tre nuovi granulatori senza griglia, mentre JM identifica due nuovi modelli senza box afonico, che si aggiungono a quelli esistenti, dotati invece di box a bordo. Lo sviluppo del progetto, condotto in partnership con gli utilizzatori finali, ha permesso ai tecnici dell’azienda milanese di mettere a fuoco – e quindi di soddisfare – tutte le criticità evidenziate dagli stampatori. «In particolare, lo sviluppo longitudinale delle macchine, oltre che a caratterizzarle da un punto di vista formale, ha portato alla riduzione del loro ingombro laterale fino al 50 per cento rispetto a un granulatore convenzionale, lasciando più spazio nel corridoio tra una pressa e l’altra, e di conseguenza maggiore libertà di movimento all’operatore», spiegano i progettisti. «La modularità è un altro criterio fondamentale che ha contribuito a dare forma al progetto. Così, per esempio, tutte le tramogge possono essere alimentate dal robot impiegato per l’asservimento delle presse a iniezione, che convoglia le materozze in uscita dallo stampo direttamente al loro interno per la macinazione in linea».

granulatore JS Tria
Lo sviluppo longitudinale dei granulatori JS (a sinistra) ha portato alla riduzione del loro ingombro laterale fino al 50 per cento rispetto a un granulatore convenzionale (a destra), lasciando più spazio nel corridoio tra una pressa e l’altra

Disegno brevettato
Per i granulatori senza griglia, le sedi in cui ruotano gli aspi sono state realizzate secondo un disegno brevettato che ne consente una semplice apertura per una pulizia facile, veloce e completa. Per la serie JM, invece, l’imbuto e il porta-griglia realizzati in un corpo unico integrato alla camera di macinazione, insieme alla particolare geometria della camera stessa, garantisce la tenuta evitando la fuoriuscita della polvere. La facilità di accesso a tutte le parti interessate dalla pulizia e dalla manutenzione è un altro aspetto al quale è stata dedicata particolare attenzione: l’accesso avviene sempre da un solo lato della macchina, senza l’utilizzo di utensili; diversi accorgimenti semplificano tutte le operazioni necessarie, dall’imbuto facilmente estraibile per le macchine JM, a un dispositivo di insufflazione ad aria compressa per le macchine JS, che consente di rimuovere facilmente la polvere fine dall’intercapedine tra camera e albero, evitando così che questa possa raggiungere i cuscinetti.

Qualità ai massimi livelli
Sotto molti aspetti, le qualità di dei nuovi granulatori sono in linea con gli elevati standard di Tria, per altri, invece, l’asticella è stata spostata ancora più in alto. Sempre molto contenuta è la potenza installata – da 0,5 kW a 1,5 kW – a seconda del modello. Invariate l’efficacia del taglio e la qualità del macinato, ottenute grazie alla disposizione elicoidale delle frese con denti a sezione quadrata e il taglio inclinato degli aspi per la serie JS e all’utilizzo della lama unica per la serie JM, rispettando una delle principali caratteristiche delle macchine Tria dedicate all’iniezione, e cioè quella di poter macinare le materozze come i pezzi di scarto, a differenza dei granulatori multilama.

Migliore l’ambiente di lavoro
Anche dal punto di vista del comfort dell’ambiente di lavoro sono stati introdotti ulteriori miglioramenti. Se la tecnologia screenless è già conosciuta per la silenziosità delle macchine, per la serie JM si è andati oltre. Il rotore di questi granulatori presenta un design innovativo, con una sezione inedita, e garantisce la rumorosità adeguata a un reparto di stampaggio in termini di valore assoluto e, soprattutto, in corrispondenza delle frequenze che più disturbano l’operatore. Il raggiungimento di tali risultati è stato possibile grazie alla collaborazione con un qualificato laboratorio universitario di acustica, che ha condotto numerosi test in camera semi-anecoica.
In collaborazione con lo stesso istituto, Tria ha studiato anche un kit opzionale per una ulteriore insonorizzazione dedicato a reparti produttivi in cui si impiegano presse elettriche, notoriamente più silenziose rispetto a quelle idrauliche.

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