Interroll: dove l’integrazione uomo-macchina è perfetta

Migliorare il lavoro quotidiano attraverso metodologie lean e tecnologie all’avanguardia, senza perdere d’occhio gli obiettivi di Gruppo. È la strategia di Interroll SA, che rifornisce di componenti in plastica tutte le società dell’omonima multinazionale della logistica interna

«Non sono le macchine a garantire la qualità della produzione, ma le persone. In un mercato che premia chi riesce a produrre meglio e nel più breve tempo possibile, la preparazione e la flessibilità dei nostri collaboratori sono le leve strategiche che ci conferiscono la rapidità di risposta molto apprezzata dai clienti». È il metodo di lavoro, secondo Ingo Specht, general manager di Interroll SA, la chiave di lettura della strategia di una realtà che, in seno all’omonima multinazionale svizzera della logistica, costituisce l’unico centro di lavorazione delle materie plastiche. Un centro dove i miglioramenti e le innovazioni arrivano da ogni operatore, in attuazione di un modello ispirato alla logica kaizen: in giapponese, “miglioramento continuo”.

E il processo produttivo ne ha beneficiato. Oggi, il tempo medio di elaborazione di un ordine si aggira intorno alle 15 ore e quello di consegna a 11 ore. «Ma vogliamo spingerci oltre: su 24 prodotti è in corso un progetto che intende ridurre i tempi di consegna a due i giorni tramite il livellamento della produzione», continua Specht.

Ridurre i tempi, però, significa ottimizzare ogni fase della catena produttiva. Nel reparto di stampaggio a iniezione, per esempio, si sono ottenuti ottimi risultati: per il set-up di una pressa, che nel 2011 richiedeva 74 minuti, oggi ne sono necessari appena 23. «In altre parole, dal 2011 a oggi, siamo passati da 1.700 a oltre 4.000 cambi stampo, mediamente 20 al giorno. I 23 minuti necessari all’operazione comprendono la pulizia della macchina, il cambio del materiale e il riscaldamento del nuovo stampo. Per la “semplice” sostituzione dello stampo sono sufficienti 120 secondi. Nel 2016, puntiamo a velocizzare ulteriormente il processo, portandolo a nove minuti», conclude Ingo Specht.

Ma i miglioramenti non finiscono qui. Scopri gli altri nell’intervista pubblicata su Plastix di marzo.

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