Inaugurati i locali di Ageop “adottati” da Sacmi

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Con l’approssimarsi del Natale, il Consiglio di Amministrazione di Sacmi ha deliberato un’importante donazione a favore della “Casa Gialla” di Ageop, associazione bolognese che da oltre 40 anni è in prima linea per la ricerca, la cura e i servizi di supporto e assistenza nell’ambito dell’oncoematologia pediatrica. La donazione aiuterà Ageop a finalizzare l’acquisto della struttura, completando la gara di solidarietà avviata dall’associazione nel 2021.

Proprio nella “Casa Gialla” di via Massarenti 183, a Bologna, si è tenuta il 18 dicembre la cerimonia inaugurale con la scopertura della targa nei locali “adottati” da Sacmi, alla presenza di Paolo Mongardi, presidente di Sacmi, Francesca Testoni, direttrice di Ageop, e Giuliano Airoli, consigliere di Sacmi.

Un momento dell’inaugurazione dei locali “adottati” da Sacmi. Nella foto, da sinistra: Paolo Mongardi, presidente di Sacmi, Francesca Testoni, direttrice di Ageop, e Giuliano Airoli, consigliere di Sacmi

“Nelle nostre case d’accoglienza ogni cosa è realizzata perché la vita dei genitori e dei bambini sia circondata da protezione, aiuto, relazione e affetto. L’accoglienza gratuita di Ageop consente alle famiglie di curare i propri figli presso uno dei più importanti ospedali in Italia”, ha spiegato Francesca Testoni. “La tutela del diritto alla cura è tra i nostri obiettivi primari e siamo molto grati a Sacmi per il sostegno che ha scelto di esprimere proprio nei confronti dell’accoglienza”.

“Sacmi sostiene in tutto il mondo, con iniziative concrete, i diritti fondamentali di formazione e cura delle persone e, in particolare, dei bambini”, ha sottolineato Paolo Mongardi. “In questo caso abbiamo scelto di sostenere quest’importante realtà del territorio attiva in un ambito, la cura dei piccoli pazienti affetti da tumore, che restituisce nel modo forse più pressante e immediato il significato della parola solidarietà e l’importanza di disporre di reti di assistenza e cura adeguate”.

“Abbiamo sogni da far crescere. Insieme”

La “Casa Gialla”: un luogo di cura, ma anche di gioco, per i bambini ammalati di tumore

Con la sua sede al Policlinico Sant’Orsola, ogni anno Ageop offre accoglienza gratuita nelle proprie quattro strutture esterne all’ospedale a centinaia di bambini e genitori, per dare la possibilità, specialmente a chi arriva da fuori Bologna, di affrontare al meglio la lunga e delicata fase di cura e riabilitazione dei piccoli pazienti. Questi ultimi e le loro famiglie sono quindi ospitati nelle strutture di Ageop per tutto il tempo necessario alle cure e alle “dimissioni protette”. Un tempo spesso molto lungo: diversi mesi o anche anni.

Tra queste strutture, la “Casa Gialla” rappresenta l’ultimo tassello del sistema d’accoglienza integrata di Ageop Ricerca. Acquistata e riqualificata nel 2015, la struttura è stata di recente oggetto di una gara di solidarietà cui hanno aderito artisti, imprese e istituzioni. Tra queste vi è anche Sacmi, che con quest’importante donazione aiuterà l’associazione a completare il mutuo acceso sull’immobile.

Un luogo di cura, di gioco e di vita

Non un semplice alloggio, ma un “organismo vitale” dove sentirsi accolti attraverso il supporto di professionisti, psicologi e volontari qualificati: la “Casa Gialla” è dotata di camere famigliari e di spazi comuni, per mettere in comune esperienze e risorse emotive e affrontare insieme il percorso terapeutico.

Fondamentale il momento di confronto non solo con i professionisti, ma anche con le altre famiglie che vivono la stessa drammatica esperienza: esigenze pratiche ma anche psicologiche profonde, affrontate con il supporto dei due counselor dell’associazione, che hanno la loro sede operativa proprio nella “Casa Gialla”, con attività 7 giorni su 7. La palestra (nella foto a lato e in apertura), in particolare, è il cuore di quelle attività che permettono di superare l’isolamento, giocando con gli altri bambini e coltivando esperienze e passioni che rendano il tempo di malattia un tempo di vita. Proprio la palestra e la base operativa dei due counselor sono stati intitolati a Sacmi, a memoria del sostegno ricevuto.


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